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Terapia intensiva

Sutapa prabhu

Il tempo stringe e sto riflettendo su quello che ho effettivamente dato al mondo. Pur cercando di evitare il desiderio egoistico di “lasciare un segno”, noi siamo spinti a condividere i “frutti” che abbiamo ricevuto. Spiritualmente, moralmente e perfino legalmente, la conoscenza ci investe di una certa responsabilità. In determinate circostanze, non dare delle informazioni che possono veramente aiutare gli altri verrebbe considerato violento e non etico. Perciò spesso considero il fatto di migliorarmi come uno strumento per condividere la comprensione spirituale. I miei progetti sono andati e venuti, le idee hanno funzionato e poi sono finite, alcune iniziative hanno avuto successo e poi si sono esaurite… a volte penso: cosa dovrò davvero mostrare dopo tutto? …in quanto tutto è già stato detto e fatto. Tutto quello che sto provando a fare è per così dire “lavori in corso” e come sono lenti i progressi!

Ieri ero immerso in questi pensieri per cercare di perfezionare quello che è effettivamente necessario per costruire dei progetti spirituali forti, sostenibili e di successo. La mia conclusione: terapia intensiva. Se non ci occupiamo intensamente dei nostri progetti, in pochissimo tempo scopriremo che quei progetti finiranno in prognosi riservata e saranno in pericolo di vita.

Quanto mi prendo cura profondamente e sinceramente di quello che voglio ottenere nella vita?

Prendersi cura del vostro progetto significa:

  • Non arrendersi mai
  • Essere pronti e disposti a fare qualsiasi cosa
  • Investire tempo e attenzione al vostro progetto
  • Meditare costantemente sul traguardo
  • Mantenere l’entusiasmo, nonostante l’assenza di risultati e di riscontri
  • Utilizzare tutte le nostre capacità fisiche e mentali
  • Non avere degli obiettivi nascosti o delle motivazioni personali
  • Fare quel ‘passo in più’ che nessun altro prenderebbe in considerazione
  • Essere così immersi nel traguardo, che agire per ‘avere credito’ diventa insignificante

Ora mi chiedo quanti dei miei ‘sogni’ e ‘aspirazioni’ mi interessino veramente. I risultati richiedono sangue, sudore e lacrime. La classica malattia di una mente pigra è desiderare di emulare qualcosa o qualcuno, senza pero’ considerare le infinite ore di sforzo accurato che sono state investite per ottenere il successo. Spesso più una cosa sembra semplice, più qualcuno ci ha lavorato duro per renderla semplice.

Oggi ricordo gli incredibili sacrifici, l’infinita compassione e la risoluta determinazione di Srila Prabhupada. Ha provato tutto, è andato dappertutto e si è avvicinato a tutti, senza lasciare mai nessuno deluso. Non si può spiegare il miracolo della sua vita con nessuna quantità di commenti sociali, di analisi storiche o di speculazioni accademiche. A lui importava sinceramente degli altri e questo toccava i cuori delle persone e smuoveva le montagne.

Nel corso della vita, le persone mi hanno sempre ricordato di ‘metterci il cuore’. Ora sto iniziando ad apprezzare la profondità di quella semplice saggezza.

Sutapa das

https://sutapamonk.wordpress.com/

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Mayapur 9 febbraio 2018 – Lezione di SB di Rukmini devi dasi (prima parte)

Rukmini devi dasi

svasty astu visvasya khalah prasidatam

dhyayantu bhutani sivam mitho dhiya

manas ca bhadram bhajatad adhoksaje

avesyatam na matir apy ahaituki

Che tutto l’universo possa conoscere la fortuna e tutte le persone invidiose possano essere placate! Che tutti gli esseri viventi trovino la pace praticando il bhakti-yoga, perché adottando il servizio di devozione penseranno al loro bene reciproco! Impegniamoci dunque tutti nel servizio della trascendenza suprema, Sri Krishna, e che i nostri pensieri rimangano costantemente assorti nella Sua Persona.

(Srimad-Bhagavatam 5.18.9)

Molte grazie a tutti voi, voglio prima di tutto ringraziare tutti i devoti di Mayapur per il meraviglioso Chakra che è stato appena installato [sul tempio in costruzione], per tutti i corsi e i programmi educativi che si svolgono qui a Mayapur. Per me è veramente emozionante essere qui.

Mi trovavo a Mayapur nel 1972 e nel 1974. Eravamo nel Bhajan Kutir di Srila Prabhupada, c’erano solo dei campi di riso, non c’era nulla, e Srila Prabhupada si mise a piangere perché i devoti non avevano nemmeno del latte da bere. Provate solo ad immaginare la sua compassione… e per me essere qui adesso è veramente qualcosa di incredibile, dovuto a tutto quello che avete fatto.

Sono presenti molti devoti elevati in questo momento nel tempio e io cercherò di dire alcune parole in glorificazione dello Shrimad-Bhagavatam. Chiedo le vostre benedizioni, che io possa, con il mio piccolo becco, cercare di raccogliere alcune gocce di questo oceano e offrirle a Srila Prabhupada. Vi ringrazio veramente molto.

Negli incontri della ISKCON Leadership Sanga stanno discutendo delle qualità che deve avere un leader e io ho pensato di parlare della prima, ovvero che un leader per mantenere la sua purezza deve avere cultura e valori. Ho notato che questo verso di Prahlad Maharaj è molto appropriato. Tutti noi abbiamo bisogno di modelli come Prahlad Maharaj e Srila Prabhupada. Prahlad Maharaj è una delle grandi figure dello Shrimad-Bhagavatam, non è una delle tante figure del Bhagavatam, è un grande acarya. A Montreal, quando ho incontrato per la prima volte Srila Prabhupada, lui stava leggendo la storia di Prahlad Maharaj e anche al Signore Caitanya piaceva molto ascoltare di Prahlad Maharaj. Lui prega che tutte le persone invidiose possano diventare pacifiche praticando il bhakti yoga.

Questa saggezza confidenziale è descritta anche nella Bhagavad-gita:

Questa conoscenza confidenziale non dovrà essere rivelata … a coloro che sono invidiosi di Me.

[Bhagavad-gita 18.67]

e anche nel Primo Canto dove è spiegato che lo Shrimad-Bhagavatam disapprova tutte le religioni ingannevoli. Ma Prahlad Maharaj fa un intervento, un’intercessione. Con la sua preghiera intercede per noi e ci mostra come andare oltre il concetto di amici e nemici, di chi è degno e di chi non è degno, proprio come i membri del Panca Tattva che davano a tutti la coscienza di Krishna senza considerare chi ne era degno e chi non ne era degno.

Senza la misericordia, senza l’intercessione di persone come Srila Prabhupada e Prahlad Maharaj, noi non potremmo avere accesso alla bhakti ….

Dunque il vaisnava è fatto per soddisfare i desideri di ognuno e per volere il bene di tutti gli abitanti dell’universo. È così bello! Il vaisnava non prega solo per se stesso, ma per il benessere di tutto l’universo. Prega che le persone invidiose possano essere pacificate. Questo è un ideale così esemplare da praticare. Il bhakti yogi pensa alla felicità degli altri.

È detto che i Sei Gosvami di Vrindavana erano amati da tutti, erano amati dalle persone oneste e dai briganti. Loro vedevano oltre le differenze esteriori e incoraggiavano tutti. Non era un “amore” che giudicava. Un vero leader, come Srila Prabhupada, come Prahlad Maharaj e come i Goswami incoraggiano tutti.

Di recente ho sentito una storia riguardo un discepolo di Srila Prabhupada che aveva un cane. Un brahmacari gentilmente gli ha chiesto: “Tu sei un discepolo di Srila Prabhupada, come mai hai un cane?” E lui con enfasi gli ha risposto:

Perché nella mia vita ho bisogno di almeno una persona che mi voglia bene senza giudicarmi, almeno una persona che mi ami così come sono.

….come è triste che il nostro giudicare gli altri sia così pesante, che un discepolo di Srila Prabhupada debba avere un cane per poter avere un po’ di affetto perché, a quanto pare, non riesce a trovarlo nella comunità dei vaisnava. Non riesce a trovare qualcuno che gli voglia bene senza giudicarlo.

A un livello inferiore di realizzazione esiste la competizione, la rivalità, il giudicare, ma un leader con una vision ampia come Srila Prabhupada proponeva di costruire una società senza competizione e con Dio al centro.

Come è detto nella spiegazione:

Se il movimento per la coscienza di Krishna si espande, … la mentalità degli invidiosi cambierà.

Il fatto di amare senza giudicare comincia con noi stessi. Prahlad Maharaj è il nostro guru, Srila Prabhupada è il nostro guru che prega per il benessere di ogni essere vivente.

Nella Caitanya Caritamrita il Signore Caitanya dice a Vasudeva Datta, al suo amato Vasudeva Datta: “Tu sei l’incarnazione di Prahlad Maharaj.” Infatti, lui andò da Caitanya Mahaprabhu e gli disse:

Che io possa soffrire eternamente e prendere su di me i peccati di tutti gli esseri viventi! Ti prego, metti una fine alla loro vita condizionata e dai loro la Tua misericordia.

Questa è la compassione e l’attitudine di un leader e, dovuto a questa sua preghiera, il Signore Caitanya disse ai devoti:

Io sono suo, io appartengo a Vasudeva Datta, lui può fare tutto quello che vuole di Me, Io sono suo.

Questo è il carattere di un vero devoto, di un vero leader, un leader deve essere radioso, tutti, sia le persone oneste che le persone disoneste, sono colpite dal carattere luminoso di un vaisnava.

Srila Prabhupada aveva la stessa attitudine di Prahlad Maharaj e di Vasudeva Datta. Quando, solo, si trovava nel porto di Boston, ha interceduto e ha pregato sottolineando:

Le persone sono coperte dalla passione e da tanta ignoranza, come riuscirò, io, a far capire loro la coscienza di Krishna?

Implorò Krishna come un mendicante, pregò Krishna di darci la sua misericordia, e che noi, quelle persone invidiose, potessimo essere in grado di avere accesso, di capire [gli argomenti spirituali].

Srila Prabhupada aveva tre volumi dello Shrimad-Bhagavatam, ma non c’era nessun pubblico e dunque egli pregò di trovare delle persone che potessero ascoltare il suo messaggio. Così, per sua intercessione e per la sua misericordia, noi siamo stati salvati da un numero incalcolabile di nascite e di morti; è lui che ci ha dato accesso alla meravigliosa via del bhakti yoga.

Vi racconto un’altra storia che riguarda ancora Boston e dimostra come il carattere di un devoto dovrebbe essere luminoso e ispirante. Durante un harinam, una persona si avvicinò al devoto che guidava il canto e iniziò a prenderlo a pugni. Arrivò la polizia e lo arrestò, e durante il processo, quella persona disse al giudice che lui era stato attaccato da quelle strane persone, i devoti, e per salvarsi la vita aveva dovuto reagire e difendersi. Il giudice guardò allora l’accusatore, poi guardò il devoto e vide la sua attitudine e la sua gentilezza, allora alzò la testa verso il cielo, aprì le braccie e disse:

Ma come è possibile che questa persona che così gentile, così buona ti abbia fatto del male?

Il carattere di un devoto deve essere luminoso. Non dobbiamo essere visti come delle persone che sono subito pronte a litigare, sempre pronte a criticare e sempre pronte a giudicare i devoti e anche gli altri. Questa è una consapevolezza molto elevata. Il devoto elevato, il leader illuminato vede il Signore e vede l’essenza, la sostanza, distinta dall’ombra delle cose. Vede che tutto ciò che emana dal Signore è composto da differenti forme di energia e comprende il potere di trasformazione del servizio di devozione e di ascoltare a riguardo di Krishna.

Nel 1972 a Vrindavana, Srila Prabhupada stava dando delle lezioni sul Nettare della Devozione e in una di queste lezioni spiegava con molta enfasi che a Vrindavana ci sono tante persone elevate, ma non hanno gusto per la Krishna katha, e dunque queste persone non sono riuscite a trasmettere il gusto per la Krishna katha a nessuno. Non è colpa delle persone, la responsabilità è di queste predicatori. E [Srila Prabhupada] disse che se non proviamo del gusto, allora la “mostra” di predica che facciamo è solo un’imitazione e non avrà effetto. Sono delle parole molto potenti.

A volte i leader, nell’ISKCON, pensano in termini di “mio progetto”, in termini di “mio gruppo”, “io” e “gli altri”, il “mio uomo”, “lui non è dei miei”, e pensano con pregiudizio, chi “mi va bene” e chi “non mi va bene” per accettarlo nel “mio gruppo”. Ma se leggiamo la Caitanya Caritamrita, vediamo che tutti i discepoli di così tanti guru servivano insieme e tutti danzavano insieme in estasi. Tutti cantavano, danzavano e adoravano Krishna tutti insieme, senza un’attitudine settaria e senza pregiudizi.

Voglio raccontarvi una storia molto bella di una devote semplice che si chiamava Bhumi devi, e sua figlia è ora qui con noi a Mayapur, è Krishnanandini devi dasi.

Bhumi devi, che ora è deceduta, era una persona semplice e non molto ricca; era cristiana e molto devota. Viveva a Cleveland, nell’Ohio. Un giorno ricevette la Bhagavad-Gita di Srila Prabhupada e grazie alla sua forza spirituale comprese che quella era la perfetta verità. Decise dunque che sarebbe diventata devota. Tornò a casa (lei aveva numerosi figli), rasò loro il capo e mise a ognuno un tilak improvvisato e tutti cercarono di diventare devoti. Ma il presidente del tempio non la pensava allo stesso modo e aveva dei pregiudizi:

No, non potete stare al tempio, solo chi è iniziato può avere la testa rasata e il tilak.

Non li fece rimanere al tempio. Cosa fare? Bhumi devi aveva molta fede, mise tutti i suoi figli su un’auto e decise di partire, ma non sapeva bene dove avrebbe potuto andare e si mise a pregare intensamente Krishna:

Non sappiamo dove andare, vogliamo solo diventare Tuoi devoti.

Pregarono e decisero di andare a Dallas, nel Texas. Dopo numerose peripezie arrivarono a Dallas, ma nel frattempo il presidente del tempio di Cleveland aveva telefonato a tutti i templi per informare i devoti che sarebbero arrivate delle persone da Cleveland che non dovevano ospitare perché erano delle piantagrane. Lui pensava in modo settario e limitato. Perciò, quando arrivarono a Dallas, il presidente del tempio era già stato informato su di loro, ma Bhumi devi disse:

Abbiamo viaggiato da Cleveland e non sappiamo dove andare. Abbiamo anche dei bambini e mia figlia aspetta un bambino, per favore lasciaci rimanere!

Allora il presidente del tempio disse:

Va bene, ma potete stare solo per stanotte perché domani arriverà Srila Prabhupada.

A questo punto, Bhumi Devi rimase molto sorpresa e capì che tutto sarebbe andato bene perché Srila Prabhupada sarebbe arrivato il giorno seguente.

Il loro caso venne portato a Srila Prabhupada e Bhumi devi era fuori dalla porta ad aspettare. Srila Prabhupada disse ai devoti:

Ogni volta che vedo anche una piccola scintilla di coscienza di Krishna, io cerco di alimentarla.

e… il giorno seguente vennero tutti iniziati! Srila Prabhupada diede loro l’iniziazione.

Anni dopo, Krishnanandini incontrò di nuovo il presidente del tempio di Cleveland e lui le chiese scusa:

Ti prego perdonami, non avrei dovuto comportarmi così.

Ma lei gli rispose:

Non chiedere scusa, se tu non avessi fatto così, noi non avremmo mai incontrato Srila Prabhupada.

(continua)

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Infatuazione: realtà o illusione? Scegliete voi

“È curioso come alcuni di noi, con un rapido sguardo di differente prospettiva, vedano oltre le nostre infatuazioni, e perfino mentre ci struggiamo su quelle altezze ideali, ecco la vasta pianura nella quale il nostro io fa una pausa, e poi ci attende.” George Elliot

 

Oh, mi piace davvero tanto. È così carino. Solo vederlo mi fa venire la pelle d’oca.

Queste parole, sentite da due giovani donne che camminavano per strada in un luminoso pomeriggio d’estate, mi hanno fatto riflettere sulle mie esperienze giovanili, sul fatto di essere infatuati di qualcuno. Sfortunatamente, molto spesso, le persone, giovani e meno giovani, scambiano l’infatuazione per amore. Per i sinceri servitori di Krishna, è importante capire qual è la differenza.

Cos’è l’infatuazione? Il dizionario descrive l’infatuazione come una grande, spesso temporanea e irrazionale passione o brama per qualcuno o per qualcosa. Le parole chiave qui sono ‘temporanee e irrazionali’. Se avete mai sentito qualcuno dire di avere una “cotta” per una persona in particolare, stavano parlando di infatuazione. L’irrazionalità e la temporaneità distinguono l’infatuazione dall’amore genuino. Come disse un anonimo commentatore:

L’essenza dell’amore inizia quando termina l’infatuazione.

L’infatuazione mette un senso di urgenza nell’aria; sembra succedere tutto in un attimo. È un periodo incerto e porta spesso gelosie e insicurezze. Può essere come un otto volante di emozioni; un giorno sei al settimo cielo perché l’oggetto del tuo affetto ti ha sorriso; il giorno dopo sei a pezzi perché non ti ha chiamato. Come l’ombra del vero amore, l’infatuazione si basa generalmente su cose esteriori e superficiali: l’aspetto, il timbro della voce, il modo con cui qualcuno cammina, ecc.

L’infatuazione non è sempre negativa. L’infatuazione a volte è il modo in cui la natura ci unisce. Rende le persone attratte l’una dall’altra e aggiunge un pò di spezie alle relazioni. Per alcuni, l’infatuazione è la prima tappa del viaggio verso l’amore. Le persone sagge che hanno studiato le relazioni hanno concluso che tutte le relazioni generalmente seguono lo stesso percorso di base:

  1. La fase “Uau!!” che può durare da un’ora a 2 anni. In questa fase, la relazione è eccitante e spesso distrae. È qui che l’infatuazione è prominente. L’abilità è quella di godersi questo scenario, ma di essere realistici. Sappiate che potreste ritrovarvi a guardare il mondo con degli occhiali rosa.
  2. La fase successiva è di scoperta, notate delle differenze e dei disaccordi, ma di solito non dite nulla perché non volete ferire o deludere l’altra persona. State per conoscere davvero l’altra persona. Eccitazione e ansia sono prominenti. La cosa importante a questo stadio è la capacità di comunicare ed essere sinceri.
  3. La terza fase nella relazione è quella nella quale si decide se procedere ad avere un legame più forte, essere una coppia o proseguire separatamente. A volte etichettata come “fase Me o Noi”, questo periodo necessita l’ascolto riflessivo e il parlare rispettoso con la capacità di risolvere i conflitti in modi soddisfacenti per entrambi. I vostri sentimenti possono fluttuare dalla speranza alla confusione, all’ansia e a un interesse genuino per l’altro.
  4. Per le coppie che decidono di separarsi, il rapporto ovviamente finisce. Per chi sceglie di proseguire, la fase successiva è il percorso che conduce al matrimonio e lo scegliere di stare con l’altra persona sulla base del rispetto e dell’apprezzamento reciproci, della comunicazione aperta e onesta, e degli obiettivi o valori spirituali condivisi.

Ma l’infatuazione può essere pericolosa. Può darsi che voi facciate e diciate delle cose che non dovreste o non direste mai. Potrebbe distorcere le vostre aspettative riguardo a come dovrebbe essere una vera relazione. Durante il periodo di infatuazione, l’attrazione per l’altra persona è così forte, che l’irrazionalità può prendere il sopravvento sul buon senso. È utile quindi aderire a dei principi di comportamento che vi proteggeranno.

Come a Sita era stato consigliato di non uscire dal cerchio protettivo che Laksmana aveva creato per lei. Finché sarebbe rimasta in quel cerchio, non avrebbe potuto essere toccata dal demone Ravana. Quindi abitudini come recitare il mantra “Hare Krishna” ogni giorno, non rimanere soli in un luogo solitario con un membro del sesso opposto e stabilire dei limiti di tempo nello stare insieme sono potenti princìpi che ci proteggeranno.

È anche qui che entra in gioco l’aiuto di altri. Cercare consigli da persone mature, di devoti e genitori che possono aiutarvi a separare ciò che luccica dall’oro. Il vero amore cresce lentamente e arricchisce la vita di chi ama e della persona amata. È basato sulla fiducia, il rispetto, la sincerità, l’apprezzamento, la gentilezza e la compassione. In effetti non può esserci vero amore se non c’è collegamento con Krishna e comprensione che Egli è l’origine di tutto l’amore.

Nella Bhagavad-gita, Sri Krishna dichiara che

Coloro che vedono la verità hanno dedotto l’eternità del reale e la temporaneità dell’illusorio dallo studio delle loro rispettive nature.

L’infatuazione, a causa della sua natura instabile e temporanea non può essere considerata attendibile, ma se si consente all’energia di infatuazione di raggiungere il livello spirituale e la connessione reciproca, allora essa può trasformarsi in un amore duraturo, quindi reale.

Krishnanandini devi dasi

(dal sito vaisnavafamilyresources.org)

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Il nettare di Prabhupada

Rukmini devi dasi con una foto di Srila Prabhupada

Montreal, 19 agosto 1968 –

Rukmini: Quando impariamo ad amare Krishna, trascendiamo la virtù? (il sattva guna)

Prabhupada: Trascendiamo? Cosa intendi?

Hansaduta: Quando impariamo ad amare Krishna, trascendiamo la virtù?

Prabhupada: Oh, sì. La virtù è molto buona in questo mondo materiale, ma è anche un condizionamento.

Se io penso:

Oh, sono un uomo molto istruito, sono un uomo molto buono,

anche questa è una schiavitù. Dobbiamo andare oltre persino il bene, arrivare a quella che è chiamata Suddha-sattva. Suddha-sattva significa pura virtù. Qui, il senso di virtù, di bontà: “Io sono molto buono”, si mischia con la qualità della passione. Mi sento orgoglioso della mia bontà; quindi, non appena c’è orgoglio, la virtù si mischia con la qualità della passione. Dunque, vedrai che i vaisnava non pensano mai di essere molto bravi. Pensano:

Oh, io sono il più basso, sono il più caduto.

Nella Caitanya-caritamrita, il Signore dice:

Se qualcuno recita il mio nome, tutte le sue attività pie vengono immediatamente distrutte.

Vedi, è questo il livello (da raggiungere). Trinad api sunicena. Essere molto umile e mite. Questo è al di sopra della virtù. Se penso di essere molto bravo, è qualcosa di materiale. Sarvopadhi-vinirmuktam (CC Madhya 19.170). Pensare di essere molto povero o pensare di essere molto ricco o pensare molto male o pensare molto bene, sono tutte caratteristiche materiali. Pensa semplicemente:

Io sono un umile servitore del Signore Supremo.

È questa la pura virtù.

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1 marzo 2018 Gaura Purnima

L’avatara Caitanya Mahaprabhu canta con i Suoi compagni

La parola “avatara” evoca delle immagini di esseri umani blu con la coda, come si vedono nel famoso film di fantascienza di James Cameron. In effetti, “avatara” è una parola sanscrita che descrive l’Essere Supremo, Dio, quando Egli discende sulla Terra. “Ava” significa “in basso” e “tr” significa “attraversare”. Quindi si riferisce a Dio, che attraversa il confine del regno spirituale e discende nella sfera materiale. Nel film, la coscienza e la mente degli esseri umani sono collegate alle loro controparti, gli avatara appunto, del pianeta Pandora.

Nella tradizione indù, si dice che Dio discende in forme diverse e in tempi diversi, e quelle forme sono conosciute come avatara.

Sri Caitanya, nella foresta Jarikhanda, diede l’amore per Krishna anche agli animali selvaggi

Sri Caitanya, l’avatara più recente di Krishna o Dio, nacque nel 1486 nella cittadina di Navadvip nel Bengala Occidentale. ​​Nella lingua bengalese, Navadvip significa “le nove isole”. Sri Caitanya è conosciuto come l’avatara dorato pieno di amore perché il colorito della sua pelle ricordava il colore dell’oro fuso e perché dava liberamente l’amore di Dio a chiunque volesse accettarlo. Quando dava la conoscenza spirituale non considerava la casta o il credo delle persone e accoglieva tutti per renderli partecipi del canto spirituale dei nomi di Dio.

Non si mostrava come Dio, ma come un devoto di Dio e verso i più manteneva nascosta la sua identità. Fece questo per dimostrare il sentimento e il comportamento che un devoto dovrebbe avere.

All’età di 24 anni, decise di lasciare la casa e diventare sannyasi. Caitanya quindi iniziò a viaggiare per tutta l’India danzando e cantando i santi nomi di Dio, pieno di estasi spirituale. Dopo aver viaggiato in molti dei luoghi santi dell’India, decise di stabilirsi nella città costiera di Jagannath Puri, nella parte orientale dell’India.

Uno dei suoi compiti principali era di mostrare che, indipendentemente dal nostro status o dalla nostra posizione sociale, dovremmo tutti avere l’umile attitudine di servitori, sia nei confronti degli altri che verso Dio.

Non solo diffuse questo messaggio, ma lo dimostrò nella sua stessa vita. Portava i suoi studenti al tempio e li coinvolgeva tutti nella pulizia del tempio. Prendeva personalmente una scopa e puliva per terra insieme a tutti i suoi compagni, dando l’esempio che anche se era un sannyasi rispettato e seguito da molte persone, nella casa di Dio non era nient’altro che un semplice servitore. I responsabili del tempio addirittura gli suggerirono che queste umili attività non si addicevano a una persona della sua levatura, ma egli insistette nel volerle fare.

Anche Krishna, quando era presente sulla terra circa 5000 anni fa, assunse il ruolo di insegnante del suo carissimo amico Arjuna, ma in seguito accettò di essere una semplice auriga che prendeva ordini dallo stesso Arjuna. Dio non ha un suo “viaggio egocentrico”.

Caitanya è colui che ha introdotto il famosissimo mantra di Krishna agli abitanti del Bengala occidentale, che poi si è diffuso in tutto il mondo:

Hare Krishna Hare Krishna

Krishna Krishna Hare Hare

Hare Rama Hare Rama

Rama Rama Hare Hare

Lui spiegava che poiché le menti delle persone sono estremamente disturbate e turbolente, il metodo più semplice per compiere progresso spirituale nell’era presente è il canto del mantra ‘Hare Krishna’. Disse che non esiste una regola rigida per recitare il mantra. Lo si può cantare da seduti, in piedi e anche mentre si danza. Caitanya formò vari gruppi di devoti che cantavano per le strade e suonavano i cembali e i tamburi di argilla (mridanga). Incoraggiò le persone a cantare e a ballare gioiosamente, cantando il mantra dal profondo del proprio cuore.

La vibrazione sonora dei nomi di Krishna avrebbe purificato la mente, il cuore e l’anima dalla rabbia, dall’avidità, dall’orgoglio, dall’invidia e dall’illusione.

Questo canto permette anche di collegarci con Dio e alla fine di sviluppare l’amore per Lui, e questo è lo scopo ultimo dello yoga. Non solo colui che recita i santi nomi ottiene la purificazione della mente, ma quelli che lo ascoltano avranno lo stesso beneficio. Pertanto, suggeriva di cantare privatamente e pubblicamente a beneficio di tutti.

È per questo che vediamo i seguaci di Sri Caitanya, conosciuti nel mondo occidentale come gli ‘Hare Krishna’ che cantano per le strade con tamburi e cembali mentre danzano con gioia.

Lo stato d’animo aperto di Caitanya verso persone di ogni estrazione sociale è stato portato negli Stati Uniti da Swami Prabhupada, che lo ha poi reso disponibile al pubblico occidentale.

Ha reso disponibile a tutti l’adorazione nel tempio, che in passato era strettamente riservato agli uomini nati nella famiglia dei sacerdoti indù. Questa è una delle ragioni per cui molti occidentali si sono interessati ai suoi insegnamenti.

L’unica opera scritta lasciata da Caitanya sono gli otto versi in sanscrito conosciuti come Shiksastakam (“shiksa” significa “insegnamenti” e “astakam” significa otto). Con questi otto versi, semplici ma profondi, ha voluto insegnare che benché possiamo non avere un gusto per la vita spirituale, se noi, in uno stato di umiltà e di tolleranza verso gli altri, senza volere prestigio né seguaci, cantiamo sinceramente i nomi di Dio, indipendentemente dalla nostra posizione, possiamo ottenere il più elevato amore per Dio, amore che può soddisfare tutti desideri dell’anima e portarci a raggiungere la compagnia personale di Krishna nel mondo spirituale.

Gadadhara Pandit Das

(Twitterhttp://www.twitter.com/panditdasa)

 

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Ascoltiamo i nostri giovani – Intervista a Caitanya Cintamani dasi

Il gruppo di Mayapur Youth Entertainment Seva

Anche se il seguente non è un nuovo articolo e Caitanya Cintamani (che è un’insegnante di Music Methodology e Vaisnava Acarya Legacy e Bhajan presso la Kirtan Academy di Mayapur e una kirtaniya molto apprezzata) è tornata alla sua casa a Leicester, nel Regno Unito, dove lei e sua madre servono entrambi come pujari nel tempio ISKCON, questa intervista che ha dato nel maggio 2013 a iskcondesiretree.com è ancora molto interessante e attuale per avere un’idea di cosa voglia dire crescere e vivere in una famiglia vaisnava e in una comunità dell’ISKCON, e quali sono alcune delle aspettative e proposte che i giovani vorrebbero esprimere ai loro genitori, ai devoti più anziani e ai leader dell’ISKCON.

Uno dei nostri obiettivi è promuovere delle attività per le nuove generazione dell’ISKCON. Pertanto, siamo felici di condividere con voi un’intervista che abbiamo avuto con Caitanya Cintamani devi dasi, coordinatore di Mayapur-Youth Entertainment Seva.

Come ti senti in quanto ragazza giovane nell’ISKCON?

Caitanya Cintamani dd: Mi sento molto fortunata per essere nata nell’ISKCON e cresciuta in un’atmosfera cosciente di Krishna. Ringrazio spesso Srila Prabhupada per avermi dato la possibilità di far parte di questo movimento da una “fonte interna” e per il fatto che sono stata sotto la sua protezione per tutta la vita. Non saprei veramente dove sarei altrimenti.

Secondo te cosa potrebbe imparare la ISKCON da altre organizzazioni per coinvolgere maggiormente i giovani?

Caitanya Cintamani dd: Per i giovani, l’istruzione è molto, molto importante. Quando ero più giovane, per un breve periodo io e mia sorella abbiamo frequentato una scuola cattolica. Così, non solo abbiamo appreso i valori del cristianesimo, ma abbiamo anche imparato a conoscere le altre principali religioni del mondo, e siamo riusciti a rimanere al passo con i nostri studi accademici. L’ambiente era molto professionale. Ma negli anni successivi, quando ho frequentato la Gurukula, ho sperimentato due estremi opposti. In una Gurukula, potresti sperimentare un’atmosfera di apprendimento totalmente spirituale, e in un altra potresti sperimentare un ambiente molto accademico. Non c’è molto equilibrio. Anche se capisco che siamo ancora in fase di perfezionamento, il sistema educativo nell’ISKCON necessita di molti miglioramenti per poter trovare un equilibrio tra l’educazione spirituale di cui abbiamo bisogno, e l’apprendimento accademico che ci serve per sopravvivere nel mondo materiale . L’ISKCON deve ancora creare un sistema educativo standardizzato a livello mondiale che copra entrambe queste esigenze in modo elastico e professionale, con insegnanti qualificati ed equilibrati, che siano spiritualmente e psicologicamente motivati.

Quali sfide affronta un giovane dell’ISKCON nella società esterna?

Caitanya Cintamani dd: Penso che i tempi stiano cambiando per l’ISKCON. Le persone accettano molto di più cose nuove o alternative rispetto a quello che consideravano prima “normale”. Da bambina, mentre crescevo e andavo a scuola, ho trovato molto difficile avere delle relazioni con i bambini non devoti e, a loro volta, essi hanno trovato difficoltà ad avere una relazione con me, e a volte ho dovuto confrontarmi con ostilità o bullismo. Ma ora trovo che i bambini, gli adulti, e gli anziani, sono molto curiosi di conoscere il nostro stile di vita, vogliono sapere perché facciamo quello che facciamo. Direi che ci può aiutare l’essere aperti e rispondere alle domande con pazienza, piuttosto che cercare di nasconderci. Quando le persone scoprono che stai nascondendo le tue convinzioni, lo percepiscono come qualcosa di cui noi ci vergogniamo.

Dall’età di 11 anni ho vissuto a Mayapur, quindi non sento molto le differenze tra ciò che è laico e ciò che è spirituale. È una benedizione essere in grado di praticare apertamente la coscienza di Krishna con devoti che la pensano allo stesso modo, ma è una terribile esperienza se non puoi farlo. Ogni volta che esco da un ambiente devozionale mi sento molto a disagio!

Spesso senti questa espressione “porta il Santo Dham nel tuo cuore” così ovunque tu vada dovrebbe diventare Vrndavana o Mayapur Dham. È una lezione che impari veramente solo nella separazione dalla compagnia dei devoti, ma a volte, quando percepisci questo, non c’è un mondo materiale, ogni luogo è spirituale. Allora le differenze diventano decisamente più gestibili.

Pensi che i giovani vengano ascoltati quando ci sono situazioni che devono essere comprese e affrontate, hai qualche suggerimento?

Caitanya Cintamani dasi

Caitanya Cintamani dd: Ho solo un suggerimento: dobbiamo far crescere i giovani. Ho scoperto che nelle comunità di devoti, poiché tutti ti conoscono da quando eri un bambino, non riescono a vederti in modo diverso. Esitano a permettere ai giovani di gestire le cose perché vedono ancora i loro piccoli bambini vaisnava! Ma facendo così, perdono davvero una grande risorsa; una nuova e giovane prospettiva per vivere e diffondere la coscienza di Krishna. Tutto si riduce alla legge di aspettativa: i devoti che ora sono anziani, all’età a 17, 18 anni aprivano dei templi… Guardate il vostro bambino di 17 anni – pensate che potrebbero andare nel bel mezzo del nulla e gestire un tempio? No? Bene, la ragione per la quale questo non succede è perché non ve l’aspettate assolutamente! Vi potrebbe sorprendere il fatto di quanti ragazzi possano assorbire e capire le cose se li lasciassimo fare. Non possiamo rendere incapaci i giovani aspettandoci da loro solo che finiscano la scuola, imparino la mrdanga e vadano regolarmente al tempio. Pensa a qualcuno che conosci e che è nel movimento da 20 anni e non è mai stato iniziato. Pensi che sia strano? Eppure tuo figlio/figlia, è nato in questo movimento, ora è cresciuto, ha una famiglia e non ha ancora aderito formalmente alla missione di Prabhupada né segue un guru? Come mai nei confronti dei giovani non abbiamo le aspettative che abbiamo da devoti che hanno aderito all’ISKCON più tardi nella vita? Non siamo così diversi da loro. Ad un certo punto tutti dobbiamo decidere di volerci unire alla Missione del Sankirtana di Sri Caitanya. Smettetela di farci le coccole! Penso che questo sarà di grande aiuto.

Qual è il tuo coinvolgimento come giovane nel programma di predica dell’ISKCON?

Caitanya Cintamani dd: Coordino il nuovo Mayapur Youth Entertainment Seva (M-YES!). Ci impegniamo a coinvolgere i giovani di Mayapur intrattenendo la comunità con vari spettacoli nell’Auditorium del Samadhi, insegniamo arti come la recitazione, la danza, la musica, la pittura, le arti marziali, il cucito ecc. Abbiamo il piacere di avere circa 15-20 giovani devoti molto dedicati che ci aiutano e tengono regolarmente dei programmi.

(Da iskcondesiretree.com)

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1080 video di Srila Prabhupada con sottotitoli in italiano

Sono disponibili su Vanipedia.org 1080 video di Srila Prabhupada con sottotitoli in italiano.

Al link indicato in basso a destra della home page di VaisnavaLife.com e riportato in questo articolo, potrete trovare il link alla pagina di Vanipedia che vi proporrà 1080 video di Srila Prabhupada tradotti in italiano dai nostri volontari. Ringraziamo in modo particolare Mahatseva das che, lui soltanto dal suo “eremitaggio”,  ha tradotto più di 750 video.

Presentazione

Abbiamo dedicato questo servizio a Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada è un puro devoto di Sri Krishna dalla coscienza auto-realizzata. Mentre era fisicamente presente tra di noi, ha condiviso l’essenza della conoscenza vedica in modo liberale e senza pregiudizi. Il suo unico desiderio era quello di soddisfare il desiderio del suo maestro spirituale: introdurre il metodo della coscienza di Krishna in tutto il mondo. Srila Prabhupada ci ha mostrato l’importanza di vivere la vita secondo le indicazioni date nelle Scritture. Parlò e scrisse profusamente in modo che molte persone potessero beneficiare di queste direttive nella loro vita, e desiderava che ogni persona sul pianeta avesse l’opportunità di leggere i suoi libri, ora e in futuro.

Offriamo umilmente questo tentativo di assistere Srila Prabhupada nella sua missione, pregando che, grazie alla misericordia di Krishna e alle benedizioni dei Suoi devoti, Vanipedia aiuti a diffondere i suoi insegnamenti a milioni di anime in tutto il mondo.

Siete sempre i benvenuti in Vanipedia, specialmente nelle pagine dove troverete i link ai video tradotti in italiano.

Ecco il link: https://vanipedia.org/wiki/Category:1080_Italian_Pages_with_Videos

Siamo un piccolo gruppo di devoti appassionati delle risorse dei web vaisnava, e Vanipedia è il luogo in cui offriamo il nostro servizio di devozione al Signore, ovvero ‘Vaniseva’ [“il servizio alle istruzioni”]. Vaniseva è l’attività che vogliamo compiere per fare in modo che questo sito diventi un’esperienza dinamica. Speriamo che collegherà milioni di anime ai puri insegnamenti di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada.

Per coloro che non lo sanno, Srila Prabhupada (1896-1977) è un grande persona santa. Venne negli Stati Uniti dall’India nel 1965 all’età avanzata di settanta anni. Non portava nient’altro che la sua fede nei santi nomi di Krishna e una cassa di libri dell’edizione in tre volumi del primo canto dello Srimad-Bhagavatam, una Sacra Scrittura che aveva recentemente tradotto in inglese e poi commentato.

Srila Prabhupada tradusse e commentò oltre cinquanta volumi di antiche scritture vediche prima della sua morte fisica, il 14 novembre 1977. La sua autorità nello scrivere e nell’insegnare, e nel formare i suoi studenti nella scienza dell’auto-realizzazione gli fu data dal suo guru, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami Maharaja (1874-1937),un maestro della successione disciplica di Sri Caitanya Mahaprabhu (1486-1534), Lui stesso un’incarnazione di Sri Krishna. Srila Prabhupada fondò l’International Society for Krishna Consciousness, ISKCON.

Srila Prabhupada scrisse e parlò dell’incatenamento dell’anima nel corpo materiale e della scienza trascendentale per liberare l’anima risvegliando il suo amore naturale per Dio, ora sopito. Poiché era fisso nel livello della realizzazione spirituale, poteva facilmente spiegare queste verità e rendere rilevanti gli insegnamenti spirituali per il mondo materialista che incontriamo ogni giorno.

Il nostro progetto è creare un’enciclopedia online dei suoi insegnamenti in modo che le persone possano diventare più consapevoli del meraviglioso contributo spirituale dato da Srila Prabhupada. La filosofia è vasta e può essere vista da molte prospettive diverse, quindi abbiamo ritenuto appropriato compilare gli insegnamenti di Srila Prabhupada secondo i loro temi naturali.

Vishnu Murti das

Una panoramica di Vanipedia

Per Gaura Purnima 2013 abbiamo compilato in un documento PDF un’introduzione alla visione di Prabhupada-vani e al progetto Vanipedia, e l’abbiamo presentato alla leadership dell’ISKCON, a Mayapur. Abbiamo ricevuto un’accoglienza molto favorevole, e lo offriamo ora per il piacere di tutti.

Cos’è Vanipedia?

Vanipedia è un’enciclopedia dinamica e interattiva di tutti gli insegnamenti di Srila Prabhupada (vani).

È una grande risorsa per ogni ricercatore spirituale e devozionale ed è come una vasta biblioteca di profonda conoscenza.

Data l’eccellente natura della sua presentazione, il lettore sperimenta rapidamente le molteplici qualità:

  • Del Signore Supremo.
  • Dei suoi santi nomi.
  • Del suo servizio devozionale.
  • Gli insegnamenti delle sacre scritture, la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam.

Questo chiaramente dà valore al suo nome: Vanipedia – l’essenza della conoscenza vedica

La visione

Offrire una gamma completa di tutti gli insegnamenti di Srila Prabhupada in tutte le lingue.

Utilizzare il processo di compilazione da quattro prospettive principali attraverso le quali Srila Prabhupada ci ha introdotti ai suoi insegnamenti e alle sue conferenze.

  • Secondo il tema;
  • Secondo gli usi del linguaggio;
  • Attraverso le personalità trascendentali presentate nei suoi insegnamenti;
  • Attraverso le diverse Scritture.

Per raggiungere questa visione, stiamo coinvolgendo un gran numero di volontari attraverso il nostro programma Vaniseva, per offrire così a molti devoti l’opportunità di collaborare a questo servizio dinamico, anche traducendo il sito e le sue risorse in più lingue possibili. Per raggiungere questo obiettivo, un nucleo di devoti sta facilitando e coordinando i servizi dei volontari. La collaborazione è la nostra chiave per il successo. Lavorando insieme possiamo sicuramente creare un futuro migliore.

La nostra missione

Esplorare, scoprire ed esporre in modo completo gli insegnamenti di Srila Prabhupada presentandoli in modi accessibili e da ogni angolazione, per offrire a Srila Prabhupada un’opportunità mondiale e continua per predicare e insegnare la scienza della coscienza di Krishna.

La semplice filosofia che sta alle basi di Vanipedia

Abbiamo compreso che nei tempi moderni non c’è stato un maggior esponente della filosofia Vaisnava e nessun critico sociale che spieghi questo mondo contemporaneo Cosi com’è, come Srila Prabhupada ha fatto. Comprendiamo che Srila Prabhupada è un puro devoto direttamente potenziato dal Signore, Sri Krishna, per coinvolgere gli esseri viventi nell’amorevole servizio devozionale a Dio, e che questo potenziamento è stato dimostrato dalla sua impareggiabile esposizione della Verità Assoluta che si trova nei suoi insegnamenti. Comprendiamo che Srila Prabhupada voleva che i suoi insegnamenti venissero distribuiti in modo profuso, e fossero ben compresi. Abbiamo compreso che un approccio tematico agli insegnamenti di Srila Prabhupada accresce notevolmente il processo di comprensione delle loro verità intrinseche e che è di immenso valore esplorare, scoprire ed esporre i suoi insegnamenti in modo completo e da ogni punto di vista. Abbiamo compreso che gli insegnamenti di Srila Prabhupada saranno il sostegno principale per milioni di suoi seguaci e per molte generazioni future. Comprendiamo che, nella sua assenza fisica, Srila Prabhupada desidera che molte persone lo assistano in questa missione. Quindi ci stiamo impegnando a creare una collaborazione veramente dinamica per facilitare la perfetta conoscenza che si trova all’interno degli insegnamenti di Srila Prabhupada, per fare in modo che essa sia abbondantemente distribuita, correttamente compresa e vissuta con gioia.

È così semplice – e l’unica cosa che ci separa dal completamento di Vanipedia è il tempo e molte sacre ore di servizio devozionale sono state offerte e saranno ancora offerte dai devoti che si impegnano in questo progetto.

L’analogia che ci ispira

Gli insegnamenti di Srila Prabhupada sono un oceano di conoscenza vedica realizzata. Vanipedia è una nave che sta intraprendendo un viaggio su quel grande oceano. Mentre attraversiamo quell’oceano, ne esploriamo le sue profondità, ne scopriamo le sue rive, incontriamo le personalità trascendenti che risiedono nelle sue acque, e muoviamo le sue acque per scoprire i tesori che ci sono al suo interno. Portiamo questi tesori in superficie e costruiamo un glorioso Tempio Vani [un tempio di istruzioni], dove essi vengono adorati. Questo Tempio Vani offre rifugio e guida per aiutarci individualmente ad attraversare l’oceano di ignoranza in cui veniamo sballottati su e giù nell’esistenza materiale. Il Tempio Vani di Srila Prabhupada offrirà riparo a tutte le anime che nuotano all’infinito nell’oceano della nascita e della morte aiutandole a capire che non è nell’oceano dell’esistenza materiale che troveranno la felicità che cercano. Il Tempio Vani è costruito in vetro trasparente in modo da massimizzare la visione e l’esperienza dei suoi tesori. Queste anime comprenderanno che se s’immergono nell’oceano della misericordia che proviene dal Signore Supremo e dai suoi puri devoti, saranno in grado di nuotare nell’oceano della felicità trascendentale e saranno ispirati a riconquistare la loro posizione costituzionale di eterni servitori del Signore. La nave di Vanipedia non è limitata a pochi membri dell’equipaggio o ai passeggeri. Molte persone possono partecipare a questo viaggio, e l’offerta di collaborazione al nostro programma consente a centinaia di devoti di intraprendere questo viaggio insieme.

In uno spirito di umile servizio, possiamo collaborare tutti per eseguire la varietà di servizi necessari per avere successo nel nostro viaggio. Abbiamo chiamato questi servizi Vaniseva.

Le benedizioni di Śrīla Prabhupāda

Un’enciclopedia degli insegnamenti di Srila Prabhupada era già stata concepita dal 1977. Subhananda Dasa ricevette le benedizioni di Srila Prabhupada per intraprendere questo grande compito nel giugno 1977. I tre libri di Subhananda La predica è l’essenza, Maestro spirituale e discepolo e Sri Namamrta sono delle meravigliose guide complete su questi tre importanti temi. Noi di Vanipedia vogliamo continuare questo compito erculeo.

Vanipedia Team

(da Vanipedia.org)

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Affetto materiale – affetto spirituale

Arcana Siddhi Devi Dasi e suo marito Karnamrita Das

Penso che l’enfasi di Srila Prabhupada fosse quella di utilizzare il nostro tempo non per compiere attività filantropiche, come aprire ospedali e nutrire i poveri (in quanto già altri lo stanno facendo), ma piuttosto di aiutare le persone a trovare una soluzione completa a tutti i loro problemi. Il problema non è la fame, il problema è identificarsi con un corpo che oggi c’è e domani non esisterà più. Se nutriamo qualcuno oggi, domani avrà ancora fame, ma se lo colleghiamo alla fonte di tutte le risorse, tutti i suoi bisogni fisici e spirituali saranno risolti simultaneamente e per sempre. I devoti naturalmente, non dovrebbero essere insensibili alle sofferenze umane, ma il nostro compito non è quello di dare conforto al corpo senza nutrire l’anima. Se ne abbiamo i mezzi dovremmo fare entrambe le cose, e stiamo vedendo che questo sta accadendo sempre di più man mano che nella società vaisnava ci saranno maggiori risorse disponibili.

Non possiamo cambiare le condizioni materiali degli altri, ma la svarupa shakti, l’energia del Signore può farlo. Quando i devoti interagiscono con gli altri e queste persone hanno un’esperienza positiva, questo darà loro la possibilità di iniziare il loro viaggio spirituale. Quindi le due cose non si possono veramente separare. Bhaktivinoda Thakur diceva spesso che la via del progresso è Harinam e jiva doya – il canto del santo nome e la gentilezza verso tutti gli esseri viventi. Quindi dobbiamo vedere le persone come anime e dare loro affetto e amicizia spirituale. Dobbiamo avere una società spirituale, amicizia e amore (come diceva spesso Srila Prabhupada) e se non troviamo queste cose tra i devoti, allora sicuramente andremo via e le cercheremo altrove. Quindi dovremmo provare gioia nella compagnia dei devoti e se non siamo gioiosi nella compagnia dei devoti, allora c’è qualcosa di sbagliato nella nostra concezione e nella nostra pratica spirituale.

Il distacco e la rinuncia possono essere utili all’inizio della bhakti, ma se si continuano a coltivare, si diventa duri di cuore. L’affetto materiale è la causa principale del nostro nascere continuamente, è questo che ci fa tornare in questo mondo di nascite e di morti, ma l’affetto spirituale ci libererà.

Ci sono dunque sentimenti materiali e sentimenti spirituali. Quando Krishna è al centro delle nostre relazioni, le relazioni diventano spirituali. I pastorelli amano Krishna, ma si amano anche tra di loro. Il loro amore per Krishna è considerato un sancari bhava che aiuta a nutrire e ad arricchire i propri sentimenti per Krishna. Quindi nel mondo spirituale c’è un amore illimitato e in continua espansione per tutto e per tutti. Più il corpo e la mente diventano spiritualizzati grazie al metodo della bhakti, più avremo la capacità di espandere i nostri sentimenti di amore verso gli altri. Quindi da un vaisnava elevato sentirai emanare tanto affetto. Srila Prabhupada è stato un esempio straordinario di questo affetto. Quindi la soluzione è quella di mantenere Krishna al centro di tutte le nostre relazioni.

Arcana Siddhi Devi Dasi

 

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Amore e affetto nella famiglia vaisnava

Krishnanandini e suo marito Tariq

Concentrare il nostro amore su Krishna non significa essere indifferenti a chi ci è più vicino, e in particolar modo ai nostri familiari.

di Krishnanandini Devi Dasi

Immaginate questa scena: un pomeriggio Srimati Devi torna a casa da scuola, ed è così silenziosa che sua madre, Sudevi, intuisce che c’è qualche problema.

Srimati tutto bene? Com’è andata oggi?

Non ricevendo risposta, Sudevi entra nella camera di Srimati, che ha dieci anni, vede il suo viso bagnato di lacrime e l’abbraccia.

Mamma, oggi dei ragazzi della mia classe hanno detto che sono pazza perché non mangio la carne e una bambina mi ha messo in faccia un panino con la carne. Io l’ho spinta via e la maestra mi ha dato una punizione.

Sudevi conforta sua figlia e insieme parlano un pò di Krishna, degli animali, di come ogni forma di vita sia sacra e di come a volte, per ignoranza, le persone dicano e facciano delle cose meschine. Per lo più però utilizza questi momenti per mostrarle il suo affetto e incoraggiarla a sostenere la presa di posizione nel considerare sacra anche la vita degli animali.

Immaginate un nuovo devoto, lo chiameremo Bhakta Ted, che rimane sconvolto da un’esperienza che ha avuto con la polizia mentre si reca al tempio. Bhakta Ted, vestito con il dhoti stava recitando il santo nome in un parco quando è stato infastidito da alcuni passanti. Un poliziotto ha notato quello che stava succendendo e ha interrogato Bhakta Ted per un quarto d’ora e ha semplicemente riso del fatto che alcune persone l’avessero infastidito.

Se vedessi qualcuno vestito con una gonna come questa, anch’io lo prenderei in giro,

disse il poliziotto indicando il dhoti.

Un altro nuovo devoto del tempio minimizza l’incidente con la polizia:

Non c’è problema,” dice “Fa parte del tuo karma. È solo maya.

Un altro devoto, rendendosi conto di quanto Ted sia stato colpito da quello che è successo, si siede vicino a lui, ascolta con attenzione mentre Ted gli dice come si sente e lo conforta dicendogli che nonostante le inevitabili difficoltà del mondo materiale, Krishna dà coraggio e forza d’animo ai Suoi devoti. Passerà, dice a Bhakta Ted e gli chiede se c’è qualcos’altro che possa fare per aiutarlo.

Se esaminiamo con attenzione le persone, ovunque, vedremo che tutte hanno bisogno di essere sostenute emotivamente. Noi siamo esseri viventi e senzienti e i nostri desideri di compagnia, di amicizia, di affetto e di apprezzamento sono naturali e spirituali. Abbiamo questi desideri perché Sri Krishna, la Persona originale, da cui provengono tutte le caratteristiche degli esseri viventi, li possiede Egli Stesso.

Le personalità divine ci mostrano la via

Hanuman, un elevatissimo devoto, con gentilezza confortò Sita quando stava soffrendo. Le assicurò che suo marito, Sri Ramacandra, avrebbe presto organizzato la sua liberazione e le dette l’anello di Rama come prova della Sua lealtà. Poiché Hanuman aveva mostrato queste attenzioni e uno straordinario sentimento di servizio d’amore al Signore e ai Suoi devoti, Sri Rama lo ricompensò con un abbraccio affettuoso e con l’eterna devozione per Lui.

Il linguaggio profondo e sincero che caratterizza le relazioni tra devoti nello Srimad-Bhagavatam e nella Caitanya-caritamrita mi ha sempre commossa. Le loro relazioni sono piene di dolcezza, di umiltà e affabilità. In generale, qualunque sia il problema, in queste Scritture i devoti trovano il tempo per ritrovarsi con umiltà, con apprezzamento e sentimenti d’affetto.

Infatti non sentirsi felici nel vedere un devoto è considerato un’offesa. Dovremmo ricordare che i nostri figli, le nostre spose, i nostri genitori e anche le persone che nel tempio possono infastidirci, sono devoti, parti di Krishna. Se ci ricordiamo di questo, per noi sarà più facile trattarli con un tenero sentimento d’affetto. Il Grihastha Vision Team è costituito da un gruppo di devoti, molti dei quali discepoli di Srila Prabhupada, che seguono e consigliano i devoti riguardo i problemi matrimoniali e familiari. Si sono dedicati a servire e sostenere i devoti del grihastha asrama (la vita matrimoniale). Questo gruppo, in collaborazione con il Vaisnava Training and Education, ha esaminato attentamente i libri di Srila Prabhupada e le sue istruzioni evidenziando dodici principi e valori fondamentali per poter avere una vita di grihastha felice.

Uno di questi è “Amore e affetto nella famiglia”. Un’ambiente stabile emotivamente, in cui tutti i membri della famiglia o della comunità si sentano amati e apprezzati, è essenziale per la crescita personale e spirituale degli adulti e dei figli.

Una giusta comprensione dell’attaccamento e del distacco nella vita di famiglia

A volte i devoti, particolarmente quando sono allo stadio iniziale, non comprendono bene il significato di “distacco” e di “attaccamento”. Subito impariamo che dobbiamo attaccarci a Krishna e distaccarci da ogni cosa del mondo materiale, ma possiamo erroneamente concludere che mostrare affetto o attaccamento per gli altri sia maya, cioè qualcosa di materiale. Poiché anche i devoti vivono in corpi materiali, potremmo concludere che delle relazioni di affetto con gli altri devoti non siano necessarie o addirittura costituiscano un impedimento alla nostra crescita spirituale. Questo modo di pensare è sbagliato. Srila Prabhupada negli Insegnamenti della Regina Kunti, Capitolo 25, spiega:

L’affetto [di Kunti] per i Pandava e i Vrisni non è estraneo al servizio devozionale, perché il servizio al Signore e il servizio ai devoti sono identici.

Sri Caitanya Mahaprabhu, il Signore Supremo, nella Caitanya-bhagavata (Madhya 19.210) dichiara:

Gli esseri viventi che vivono in un numero illimitato di universi sono tutti Miei servitori. Perciò, se un essere vivente fa male a un altro essere vivente, perirà.

Se riconosciamo che tutte le cose, tutte le persone e tutti gli esseri viventi appartengono a Dio, la Persona Suprema, possiamo vedere che non c’è niente a cui rinunciare e niente da cui essere distaccati. Dobbiamo essere distaccati dalla visione materiale. Cioè non dovremmo essere troppo attaccati ai corpi e alle attività materiali che ci fanno dimenticare il nostro servizio al Signore.

In quale modo siamo tutti collegati

L’essere vivente non è il corpo, perciò dovremmo capire che la nostra connessione con chiunque avviene grazie all’Anima Suprema che è presente nel cuore di ogni essere vivente. Allora desidereremo utilizzare tutto al Suo servizio e trattare tutti con cura e affetto. Srila Prabhupada ha spiegato questo modo di vedere le cose in tutte le sue relazioni con gli altri. Sia che fosse stato famoso o no, che si trattasse di una grande personalità o di un bambino, egli trattava ogni persona con cura sincera e affettuosa. Un’altra difficoltà nelle relazioni d’affetto nelle famiglie dei devoti è che a volte dimentichiamo che nostro marito, moglie o figlio è un devoto e diventiamo indifferenti, negligenti o poco rispettosi nei nostri comportamenti con loro. Come si dice: “La familiarità porta al disprezzo”.

Dovremmo essere attenti a non cadere in questa trappola. Pregando d’incarnare veramente l’insegnamento datoci da Caitanya Mahaprabhu – essere più umili di un filo d’erba e più tolleranti di un albero – dovremmo cercare con forza di essere particolarmente umili e tolleranti nel comportamento con i membri della nostra famiglia. In questo stato d’animo rimarremo connessi a Krishna ed Egli ci guiderà dall’interno per farci mostrare costantemente amore e affetto verso i membri della nostra famiglia e agli altri. A volte i devoti trattano con rispetto i devoti che non appartengono alla loro famiglia, mentre sono negligenti nei rapporti con i membri della famiglia in cui vivono.

L’espressione dei sentimenti d’amore

Come possiamo dimostrare amore ai membri della nostra famiglia? Circa cinquecento anni fa, il santo e studioso Srila Rupa Gosvami definì “i sei sintomi d’amore scambiati tra devoti”:

(1) offrire dei doni ai devoti,

(2) accettare dai devoti qualsiasi cosa essi possano offrire in cambio,

(3) aprire la propria mente ai devoti,

(4) chiedere loro riguardo il servizio confidenziale al Signore,

(5) onorare il prasadam, il cibo spirituale dato dai devoti e

(6) nutrire i devoti con il prasadam.

La reciprocità e lo scambio sono fondamentali in questi scambi d’amore. Nella grande famiglia in cui sono cresciuta avevamo uno zio che era l’essenza della generosità e che portava sempre dei doni o faceva sempre favori ai suoi parenti. Per lui però era difficile accettare dei doni e dei favori.

Alla fine questi scambi verso una sola direzione, finirono per pesare sulle sue relazioni, al punto tale che lui cominciò a sentirsi come L’Unico Benevolo o il Grande Benefattore che dispensava denaro, doni ed altri beni agli altri, i quali a loro volta lo vedevano sempre come l’Elargitore. Col tempo apparve del risentimento da entrambe le parti. Quando lui non poteva o non voleva dare, i membri della famiglia lo trascuravano e lui soffriva a causa del loro comportamento. Perciò è molto importante che gli scambi d’amore siano reciproci.

Perfino qualcosa di molto semplice (ma spesso difficile) come ascoltare veramente e sinceramente vostro figlio o vostra moglie o altri devoti con simpatia e senza essere ansioso di dire la vostra, può essere un importante atto d’amore e d’affetto.

Rupa Gosvami ha affermato che un servizio devozionale favorevole reso a Krishna è il vero amore per Lui. Questa è un’importante definizione da applicare anche all’amore tra devoti perché riunisce le due parti fondamentali dell’amore: la devozione (l’atteggiamento) e il servizio (l’azione). La parola amore indica sia il sentimento che l’azione. Rupa Gosvami elenca anche le qualità necessarie per avanzare spiritualmente e possiamo applicarle anche a una sana vita di famiglia in coscienza di Krishna: la pazienza, l’entusiasmo, la ferma convinzione (che Sri Krishna desidera una sana vita di famiglia), l’agire secondo i principi regolatori, i comportamenti coerenti (l’onestà, l’integrità) e la compagnia di persone di mentalità simile; dovremmo quindi cercare attivamente la compagnia di altre famiglie e di coppie seriamente impegnate nella vita spirituale.

Compiere insieme attività spirituali rafforza la vita di famiglia

I componenti della famiglia cosciente di Krishna dovrebbero leggere e discutere insieme le Scritture, tenere regolarmente dei kirtan, condividere il prasadam, servire la Divinità di case e pregare per una sincera e stabile relazione con Sri Krishna e tra loro stessi. Riflettete su questo: quante volte vi siete seduti davanti a un buon pasto preparato da un componente della vostra famiglia o da amici senza aver espresso un vero apprezzamento al cuoco per i suoi sforzi? Quando vi viene offerto un buon prasadam, gustoso e nutriente, non datelo per scontato e prendetevi un pò di tempo per esprimere la vostra gratitudine. Dei commenti fatti con apprezzamento possono far crescere in modo significativo il livello di soddisfazione nelle vostre relazioni. Il filosofo francese Blaise Pascal diceva:

Le piccole cose ci consolano perché sono esse che ci affliggono.

Quindi anche piccole cose come apprezzare un buon pasto possono rafforzare una relazione. Tenete un diario e chiedetevi quando è stata l’ultima volta in cui avete ascoltato veramente vostra moglie o gli altri componenti della famiglia o avete fatto loro un dono o come sorpresa avete preparato del prasadam? Nel mondo materiale le relazioni generalmente sono basate sulla lussuria e sull’illusione e sono un riflesso distorto degli scambi d’amore che hanno luogo nella realtà eterna. Nel mondo spirituale invece le profonde e reciproche relazioni d’amore sono la realtà normale e naturale. Là i devoti fanno a gara per servire il Signore e servirsi tra di loro. Se cantiamo sinceramente i santi nomi di Krishna, apprezziamo la compagnia delle persone sante e c’impegniamo nel servizio di devozione, possiamo veramente condividere il vero amore e l’ affetto spirituale con gli altri, anche se apparentemente ci troviamo nella realtà materiale.

 

KRISHNANANDINI DEVI DASI è ministro di culto, presidente del Grihastha Vision Team, co-direttrice del Dasi-Ziyad Family Institute (www.dzfi.org), ed è una dedicata madre di dieci figli. Cresciuta in una famiglia cristiana, Krishnanandini ha studiato l’Islam, i Mormoni e altre religioni per apprezzare l’unità di base che si trova in tutte le religioni del mondo. Il 12 settembre 1972 giorno di Radhastami, è stata iniziata al Vaisnavismo da Srila Prabhupada a Dallas, nel Texas, e da allora ha praticato il bhakti-yoga, lo yoga dell’amore e della devozione.

Con suo marito, Tariq Saleem Ziyad, ha aiutato centinaia di persone e di coppie, fornendo loro delle eccellenti tecniche di relazione. Lei e Tariq hanno organizzato diversi seminari e scritto testi per il matrimonio, le famiglie e i giovani, come il Young Pioneer Project, il SELF, Healthy Relation Course, dei corsi per formare dei counselor di coppia, e Parenting for the 21st Century, 16 lezioni per genitori ed educatori. Krishnanandini è apparsa nel documentario Spirit Works e in ONE: The Movie con Deepak Chopra, Ram Dass, Thich Nhat Hanh e Bhakti Tirtha Swami. È autrice di Booklet of 8’s: A Concise Guide to Spiritual Living, How to raise your children spiritually, the First Book of Hare Krishna Puzzles. Quizzes and riddles e ha contribuito al libro All—In-One Marriage Prep: 75 Expert Share Tips & Wisdom to Help You Get Ready Now. Lei e suo marito viaggiano in tutto il mondo per diffondere il messaggio secondo il quale con delle buone basi spirituali, le persone possono imparare dei modi per creare e vivere delle relazioni e dei matrimoni felici.

(dalla rivista Back To Godhead, 2011)

Alcuni link utili a questo riguardo:

http://vaisnavafamilyresources.org/

https://www.facebook.com/GrihasthaVisionTeam/

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Recita il Maha Mantra con amore

Se collaboriamo con Lui e facciamo quello che Krishna desidera, ci basterà volere fare un poco e immediatamente Krishna ci aiuterà. Se fai l’uno per cento, Krishna ti darà il dieci percento. Il credito del cento per cento si ottiene con l’aiuto di Krishna. Krishna ti dà intelligenza

Teṣāṁ satata-yuktānāṁ

bhajatāṁ prīti-pūrvakam

buddhi-yogaṁ dadāmi tam

(BG 10.10)

Se sei impegnato, ‘satatam’, ventiquattro ore , senza nessun altro impegno,

sarva-dharmān parityajya

(BG 18.66)

e rinunci a tutte le altre cose che non hanno senso,

Sarva-dharmān,

semplicemente se sei impegnato in attività rivolte a Krishna,

prīti-pūrvakam,

con amore, non con trascuratezza:

Ah , è un dovere, devo cantare Hare Krishna. Va bene, Harekrishnaharekrishnaharekrishna…

(Srila Prabhupada recita il maha mantra molto velocemente e indistintamente)

Non così. Con prīti, con amore. Recita ogni nome:

Hare Krishna

e ascolta. [Chiami] Krishna, ed ecco Rādhārāṇī.

In questo modo, con qualità, non:

Harekrishnaharekrishnakrishnakrishnaharehare…

Non così. Non in quel modo.

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