La dura vita di un epicureo su People For Planet

Vi elenchiamo i titoli degli articoli presenti: “Gli insetti, cibo del futuro. Potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo”, con informazioni sulle pietanze più appetite: dal baco da seta all’americana, ai millepiedi cinesi al forno, alle tarantole arrostite – si badi bene senza conservanti né coloranti – fino ai vermi giganti della farina di Thailandia. Si passa poi al sempreverde “Il caffè nuoce gravemente alla salute?” dove scopriamo l’acrilammide sostanza cancerogena che sarebbe presente anche nei prodotti confezionati come patatine e snack fritti. Quindi il titolo è ingannevole, perché non è solo il caffè che fa male.

Passiamo poi a “Per questa bistecca nessun animale è stato ucciso” in cui si chiede – dandosi una risposta – “esistono macellerie vegane?”. Sì, esistono, la prima nacque a Minneapolis nel vicino 2015. In Italia, invece, il primo ossimoro fatto negozio è stato aperto a Bari, da una storica macelleria che che ha avviato la contaminazione. C’è anche un approfondimento: il banco vegano al mercato di Testaccio, all’ex Mattatoio. Articolo in cui si tocca un punto nevralgico della questione vegana: la tendenza al proselitismo, un po’ come i Testimoni di Geova. L’unico articolo della sezione che non comporta rinunce è quello di cucina, con le ricette di Angela che stavolta presenta tortine pere e caprino.

Dopo una prima lettura, sopraggiunge un senso di inadeguatezza. Non ci si sente pronti per l’ambientalismo. È un periodo particolare, siamo nervosi. Non ce la possiamo fare. Già ne uscimmo con le ossa rotte quando Fulco Pratesi, in nome dell’ecologia, ci invitò a lavarci a farci la doccia una volta ogni tre giorni. Eppure non vorremmo sentirci tagliati fuori. Non vorremmo sembrare banali, ma non se ne può parlare affettando una bella soppressata dopo una doccia tonificante?

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Conoscete MarioWay? (VIDEO)

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MarioWay e la rivoluzione delle carrozine per disabili

Artigiani digitali, artigiani della solidarietà – Come cuore, ingegno e tecnologia si incontrano

Grazie alla sinergia della fondazione milanese Tog (Togheter To Go), specializzata in percorsi riabilitativi personalizzati per bambini colpiti da patologie neurologiche complesse e quindi con problemi di disabilità, e OpenDot, community di creativi e artigiani, è stato possibile regalare a Lorenzo la tanto desiderata bicicletta per il suo settimo compleanno: gli calza a pennello come un vestito su misura e gli permette di muoversi come mai i suoi problemi motori gli avrebbero concesso.
La bici infatti è stata co-progettata dai makers e designer di OpenDot, dai terapisti di Tog, da Lorenzo e la sua famiglia, con il risultato di un ausilio medico-ortopedico unico, utile, specifico, sostenibile (economicamente), prodotto localmente e anche bello… perchè sì, la componente estetica può diventare un mezzo per favorire l’inclusione sociale.

E rimanendo in tema di integrazione occorre parlare della start up bergamasca MarioWay: l’avveniristico progetto di immettere sul mercato carrozzine hi-tech elettriche auto-bilancianti con postura ergonomica e verticalizzante, costruite su misura partendo dalla lunghezza di femore e tibia, capaci di offrire posizione eretta e mani libere a chi le usa!
MarioWay è completamente personalizzabile, in grado di variare la propria geometria in funzione del peso dell’utilizzatore e della sua postura, comprese le diverse asimmetrie, coniugando comodità e massima efficienza d’impiego.

“L’idea alla base è quella di rendere più bella e funzionale la carrozzina – ha spiegato al FattoQuotidiano l’ideatore Mario Vigentini, fondatore della start-up innovativa MarioWay – I modelli di carrozzine, infatti, non sono sostanzialmente cambiati da quando fu depositato il primo brevetto, negli anni ’30 del secolo scorso, e oggi ereditiamo un approccio medico-sanitario che non si è evoluto molto da allora”.
La ritrovata posizione eretta dell’utilizzatore consente di superare molte barriere architettoniche ma non solo: ristabilisce “simmetria relazionale”, che cambia la modalità di comunicazione, migliorando le relazioni sociali e la qualità di vita.
Così nasce MarioWay, con l’ambizione di generare un nuovo approccio alle divers-abilità: un ausilio sanitario che potrebbe diventare nell’immaginario collettivo un oggetto emozionale, ammirato da tutti!

Fonti:
http://togethertogo.org/
http://www.opendotlab.it/fablab/
http://www.marioway.it/
Fatto Quotidiano

 

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