A Bovino il turismo è circolare

Un esempio, per evitare il mordi e fuggi sostituendolo con il turismo basato sull’esperienza, è quello di Bovino, piccolo comune pugliese che per approdare alle nuove economie sostenibili e circolari e rispondere al calo demografico – nel 1951 aveva 9.452 abitanti che sono diventati 3.562 nel 2011 – ha ripensato il proprio modello diventando un vivace “paese museo”, molto attento alla modernità.

La storia passata lo ha aiutato, ma quale borgo in Italia non è denso di storia? Bovino, infatti, era già un insediamento neolitico e divenne Municipium e Colonia romana, nonché sede diocesana verso il 500 d.C., per diventare sede episcopale cinque secoli dopo.

Una storia non comune e, come abbiamo detto, per l’Italia nemmeno troppo originale! E Bovino su questa storia ha investito, a vedere l’offerta storico-culturale del paese.

Il monumento che immediatamente salta agli occhi di un turista è il Castello di Bovino che domina il paese e che è stato edificato su una rocca romana. La posizione si è rivelata strategica nei secoli passati, poiché consente il controllo della Valle del Cervaro, la via di comunicazione tra Napoli e la Puglia. Il Castello ducale, dopo aver ospitato un serie di “turisti illustri” come Torquato Tasso, Maria Teresa d’Austria e Papa Benedetto XII, ora gode d’ottima salute e ospita il Museo Diocesano, nel quale si trovano le testimonianze della storia di Bovino, custodite e fruibili in moderne teche illuminate dai led ad alta efficienza energetica.

Non solo: nel castello c’è anche la struttura ricettiva “Residenza Ducale” (chiamarlo Bed and Breakfast sarebbe assai riduttivo!), realizzata con un enorme rispetto dell’opera, al punto che dall’esterno nulla s’intuisce della nuova destinazione d’uso della dimora dei Duchi Guevara, che hanno abitato il castello per quattro secoli. Una soluzione che dovrebbe far riflettere chi immagina l’Italia come un enorme museo a cielo eterno fossilizzato nei secoli.

E l’esempio del castello non è l’unico a Bovino. L’uso intelligente, moderno senza stravolgimento, delle risorse storiche del borgo di Bovino è il filo che unisce tutte le attività legate alla nuova offerta turistica del paese. Oltre al Museo Diocesano, infatti, ci sono altri due musei, quello Civico, che è un viaggio nel tempo dalla preistoria ai giorni nostri, con la presenza di importanti stele antropomorfe, e quello della Civiltà contadina, che raccoglie il lato più popolare della società passata di Bovino descritto con gli oggetti, gli utensili e gli attrezzi usati nella vita dei campi a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

E se non siete ancora sazi ecco anche la Biblioteca Diocesana, l’Archivio Capitolare e l’Archivio Diocesano, tutti fruibili, su appuntamento e in ottimo stato di conservazione.

Se a tutto ciò aggiungiamo la Basilica Cattedrale, romanica con elementi gotici e bizantini, la cui facciata è dell’anno 1231, potremmo dire che con una sosta a Bovino diventa possibile fare il “pieno” di cultura. Ma secondo alcuni l’offerta turistica, e culturale, del paese può essere ancora incrementata.

«Abbiamo in progetto la realizzazione del Museo delle armi, presso la sede municipale e ora che abbiamo creato le basi per lo sviluppo di Bovino, e siamo proiettati verso la giusta strada, dobbiamo proseguire», ci dice il sindaco Michele Dedda, imprenditore.

Le basi di cui parla il sindaco vanno ben oltre la già corposa offerta culturale.

Parliamo di numeri: Bovino ha un’ospitalità di circa 100 posti letto, tutti realizzati secondo la recente logica dell’albergo diffuso con la qualità al primo posto.

Le strutture, come quella nel Castello Ducale, sono recenti e offrono servizi di prim’ordine come una Spa, il tutto realizzato in maniera leggera, senza alcun impatto sulla preziosa struttura urbanistica del borgo.

E la qualità paga.

Nel 2015, infatti, Bovino ha erogato circa 3.600 pernotti, più di uno per abitante; si tratta di un risultato notevole se pensiamo che il paese è “celato” all’interno dei Monti Dauni, lontano da grandi assi di comunicazione. «Adesso dobbiamo risolvere la questione delle vie d’accesso e su questo fronte stiamo lavorando con gli altri 29 comuni dei Monti Dauni per una ristrutturazione su vasta scala della rete viaria», continua Dedda.

Tutto ciò non sarebbe nulla se non vi fosse una concezione di fondo circa lo sviluppo attraverso il turismo che è radicata sotto il profilo della circolarità e della sostenibilità.

Prima di tutto Bovino punta sulla qualità molto elevata sia dal punto di vista dell’ospitalità, sia sotto il profilo del lato culturale, il tutto condito, si fa per dire, della gastronomia pugliese che è declinata in maniera locale, per la maggior parte a chilometro zero.

«In precedenza a Bovino non c’era nulla sia sotto al profilo dell’ospitalità, sia dal punto di vista della ristorazione. – afferma Nicola Consiglio che con la moglie Agata, gestisce l’agriturismo Piana delle Mandrie e il ristorante in pieno centro storico La Cantina. – Ora penso che il lavoro fatto su tutto ciò sia stato fondamentale ma non dobbiamo fermarci. Promozione e servizi aggiuntivi saranno cose fondamentali per il futuro di Bovino».

Una serie di servizi aggiuntivi già esiste, come quello delle visite guidate offerte dalla cooperativa “Il Sipario” che gestisce sia l’ospitalità al Castello Ducale, sia il Museo Diocesano. «Dall’esperienza che abbiamo fatto è evidente che si debba puntare al turismo esperienziale. – afferma Francesco Gesualdi, presidente della cooperativa – Anche perché ciò ci consentirebbe di allungare i tempi di soggiorno e allargare i periodi di visita che per ora sono in gran parte concentrati durante le feste». E su ciò ci si sta muovendo. Nicola Consiglio nel suo agriturismo offre anche l’opportunità del maneggio, la Masseria Salecchia ha un intenso programma didattico con laboratori per i più piccoli, mentre sul fondo della valle è possibile visitare il mulino ad acqua, perfettamente funzionante, “Lo Moleno acqua del Ponte”, assaggiando la focaccia di grano Senatore Cappelli, prodotta non a chilometri ma a metri zero.

E non basta. Oltre a ciò Bovino svilupperà l’offerta turistica esperienziale legata al trekking e alle mountain bike consolidando, così, la rete tra gli operatori turistici di Bovino. «Su questa base stiamo lavorando per rafforzare questa rete e uscire all’esterno con delle offerte integrate. – continua Gesualdi – A maggio 2017 abbiamo avuto 1.400 pernotti a un’azienda per motivi di lavoro, proprio per questa nostra capacità di saper offrire soluzioni flessibili».

Questo è un plus commerciale da non sottovalutare per vincere la sfida legata a un grande salto dello scenario internazionale che in realtà sta già avvenendo. Grazie alla rete, infatti, molti turisti provenienti dall’estero hanno scoperto Bovino, con alcuni turisti a stelle e strisce che sono ormai ospiti fissi e nel frattempo i tour operator del Nord Europa, complici clima e gastronomia e non solo, stanno guardando con interesse al piccolo paese pugliese che sta inventando un nuovo tipo d’offerta turistica che dovrebbe essere presa a modello da molti altri piccoli, e grandi, centri italiani.

 

Fonti:

Il sito della Pro loco di Bovino: www.prolocobovino.it
La videolist su Bovino di Giornalisti nell’Erba: goo.gl/TGa2cu

In copertina: Bovino – Foto di Sergio Ferraris

 

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