Giorno: 13 maggio 2018

Srila Prabhupada e il comportamento ideale

L’umiltà è apprezzata.

Da una lettera di Srila Prabhupada a Janardana (21 gennaio 1968)

Questo movimento per la coscienza di Krishna, con la sua musica, la sua filosofia, la sua cultura spirituale e il comportamento personale, culmina nel carattere ideale dei devoti. Tutti questi attributi celesti nel loro insieme determineranno certamente un cambiamento importante nella vita degli occidentali.

Da una lettera Srila Prabhupada a Sivananda (14 settembre 1968)

Hai ragione. Dobbiamo diventare tutti ideali nel nostro carattere e quindi le persone rimarranno molto colpite da tale purezza. Un devoto è impeccabile, non ha difetti.

Da una lettera di Srila Prabhupada a Batu Gopala (1 febbraio 1975)

Ma, d’altra parte, se non seguiamo:

È bello che tu stia facendo un lavoro di predica lì, ma dovresti sapere che quelle pratiche come il furto sono contrarie ai principi della coscienza di Krishna. Il mio desiderio è sempre che i miei studenti siano molto ideali nel loro carattere e che non screditino la nostra società.

Da una lettera di Srila Prabhupada a Madhavi Lata (28 ottobre 1968)

È molto positivo che tu abbia ricevuto il permesso per cantare e distribuire i libri e raccogliere dei fondi. Ora dovresti concentrarti per sviluppare il tuo potere spirituale per attrarre le anime cadute alla coscienza di Krishna. I principi regolatori quotidiani devono essere seguiti da tutti rigorosamente: recitare sedici giri e leggere e discutere i nostri libri. In questo modo, tutto dovrebbe essere fatto molto bene. Dovresti compiere il Sankirtana nelle strade e dove si riuniscono le persone, e in questo modo mostrerai che questo movimento per la coscienza di Krishna è per il benessere e la felicità eterna di tutti. Quindi fai tutto questo con grande entusiasmo e con molta attenzione. Tutte le nostre attività devono essere chiare, in modo che nessuno possa criticare la nostra missione. Quindi tutti i rapporti devono essere conformi allo standard del Vaishnavismo. Non possiamo non essere rappresentativi con lo scopo di prelevare denaro dal pubblico, ma quando tutto viene fatto in completa franchezza, in un modo cosciente di Krishna, allora Sri Krishna sarà felice di fornire tutte le facilitazioni per aiutare un nostro servizio così sincero.

Da una lettera di Srila Prabhupada a Sridama (8 luglio 1970)

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Mal di gola con le placche? Non sempre servono gli antibiotici

Il mal di gola con le placche non si deve curare con gli antibiotici se, prima, non ci si è sottoposti a un tampone per verificare la presenza dello streptococco beta emolitico di gruppo A. Solo se ci si è sottoposti al tampone, e solo se il risultato è positivo, si può procedere con l’assunzione degli antibiotici. A spiegarlo sono i medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che spiegano che, in ogni caso, in caso di mal di gola va sempre evitato il “fai da te” ed è bene invece affidarsi ai consigli del pediatra.

Evitare terapie inutili

Le precisazioni in merito a mal di gola e uso di antibiotici arrivano dalle pagine di “A scuola di salute“, il magazine digitale realizzato dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente: sebbene la presenza di materiale biancastro sulle tonsille possa essere indizio di un mal di gola di origine batterica che necessita di antibiotici per essere curato, “le placche non sono sinonimo di streptococco e possono comparire anche in occasione di infezioni virali come, ad esempio, la mononucleosi”, contro le quali gli antibiotici non svolgono alcun effetto. Di conseguenza, ribadiscono gli esperti, “se ci sono placche sulle tonsille non bisogna mai iniziare la terapia antibiotica senza prima aver verificato la presenza dello streptococco con un tampone”. Il rischio, altrimenti, è di assumere farmaci senza motivo.

I mal di gola di origine batterica

Il mal di gola, spiegano i medici del Bambin Gesù, nella maggioranza dei casi ha origine virale e non necessita di alcun trattamento. Le uniche faringotonsilliti che richiedono terapia antibiotica sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA).  L’antibiotico di scelta è sempre l’amoxicillina, da assumere per bocca per 10 giorni. “La terapia antibiotica deve iniziare entro 9 giorni dal manifestarsi del mal di gola, ma non prima di aver eseguito il cosiddetto tampone, l’esame microbiologico del cavo faringeo”.

Come si esegue il tampone

Il tampone che rileva l’eventuale presenza dello streptococco beta emolitico di gruppo A viene effettuato sfregando energicamente tamponi simili a grandi cotton-fioc all’interno della gola, precisamente sull’orofaringe e sulla superficie di entrambe le tonsille.

Le infezioni da streptococco

Lo streptococco è un batterio di forma sferoidale (cocco) di cui esistono vari tipi, molti dei quali non provocano malattie. Altri, invece, proprio come accade nel caso dello streptococco beta emolitico di gruppo A, possono causare infezioni anche gravi tra cui faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, endocarditi (infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore). Anche la scarlattina, la malattia reumatica e la glomerulonefrite (infiammazione dei glomeruli renali, le strutture del rene deputate alla filtrazione del sangue) sono causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A: in tutti questi casi è  invece fondamentale sottoporsi a terapia antibiotica in grado di debellare il batterio responsabile dell’infezione (sempre dopo essersi consultati con il medico).

La malattia reumatica

La malattia reumatica è una complicazione che può insorgere dopo un’infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A. E’ una malattia infiammatoria acuta che colpisce soprattutto soggetti di età compresa tra i 5 e i 15 anni, mentre è molto rara al di sotto dei 3 anni. Si manifesta con febbre, dolori e gonfiori articolari e può interessare anche il cuore, colpendo le valvole cardiache e il sistema nervoso centrale, causando movimenti involontari soprattutto degli arti (la corea di Sydenham, comunemente nota come “Ballo di San Vito”).

Come utilizzare gli antibiotici

I medici del Bambin Gesù ribadiscono l’importanza di una corretta assunzione degli antibiotici ricordando alcune semplici regole (che valgono per i bambini, ma funzionano anche per gli adulti):

  • assumerli soltanto su prescrizione medica;
  • usarli solo per curare le infezioni causate da batteri;
  • rispettare il dosaggio prescritto dal medico;
  • consultare il medico di fiducia o il pediatra in caso di errori nell’assunzione (in particolare il sovradosaggio)

E ricordare che gli antibiotici non sono efficaci contro le infezioni causate da virus come i normali raffreddori o l’influenza  e non prevengono eventuali sovrainfezioni batteriche.

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