Giorno: 12 maggio 2018

I matrimoni forti hanno sei ingredienti essenziali

Matrimoni sani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Una buona comunicazione inizia con un ascolto aperto e rispettoso.

Questo non significa che dobbiamo essere d’accordo con quello che ascoltiamo, ma che ascoltiamo con uno stato d’animo aperto, allo scopo di capire e di apprezzare. Ascoltiamo sia con l’intelletto (per il contenuto) che con il cuore (per i sentimenti). Questo atteggiamento ricettivo permette di costruire una relazione amorevole e fiduciosa.

  • Il rispetto dovrebbe essere il principio guida anche quando parliamo.

Questo significa esprimere i nostri pensieri e i nostri sentimenti senza biasimo, critica o sarcasmo.

  • Un lavoro di squadra

Un team coniugale, ovvero voi e il vostro coniuge che agite come un’unità per raggiungere i vostri traguardi, ha più successo quando ognuno conosce le sue responsabilità individuali. All’inizio della relazione, le aspettative dovrebbero essere discusse e concordate. Le aspettative vaghe o inespresse possono portare a delusioni e risentimenti che erodono la stima e l’attitudine positiva tra voi e il vostro coniuge.

  • L’apprezzamento

Le persone si sentono apprezzate quando sono apprezzate per quello che sono e per quello che fanno. Quando in un matrimonio questo bisogno non è soddisfatto, voi o il vostro coniuge potreste cercarlo un rapporto extraconiugale. È facile dare per scontato il nostro coniuge e dimenticare che quella persona è speciale. Un antidoto per questo compiacimento è, ogni tanto, fare una lista delle cose che apprezzate nel vostro coniuge. Scegliete una o due cose dalla vostra lista e condividetele con il vostro coniuge. Siate creativi: lasciate un messaggio telefonico a sorpresa, un’e-mail speciale o una nota nel sacchetto del pranzo del vostro coniuge!

Famiglie felici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • La fedeltà

Una relazione extra coniugale può distruggere un matrimonio. Nulla è paragonabile al dolore e alla perdita di fiducia causata dall’infedeltà. Tale danno è spesso irreparabile, anche se la coppia rimane unita. Se il vostro matrimonio è forte, ci sono meno possibilità di arrivare ad un problema di infedeltà, ma è comunque importante prevenire le situazioni che potrebbero rendere vulnerabile una relazione. Evitate di parlare intimamente o di trascorrere del tempo da soli con un’altra persona del sesso opposto.

  • Stabilità finanziaria

Le coppie spesso si trovano in difficoltà finanziarie perché acquistano a credito e poi faticano per pagare. Tali difficoltà creano ansietà nel matrimonio e sono un fattore che contribuisce al divorzio. Trovate un buon libro o partecipate a un seminario che possa aiutarvi ad imparare a spendere il vostro denaro in modo da vivere secondo i vostri mezzi. Gestite bene il vostro denaro, altrimenti potrebbe rovinare il vostro matrimonio.Un principio economico spirituale è di ridare a Dio una parte del nostro reddito. Tutto viene dal Signore ed esprimiamo la nostra gratitudine donandoGli qualcosa senza aspettarci nulla in cambio. E quando non abbiamo aspettative e diamo al Signore, Lui ci restituisce molte volte di più di ciò che abbiamo dato.

  • Tempo ben speso

Noi diamo del tempo alle cose che per noi sono importanti, le cose che apprezziamo. Dare del tempo alla nostra relazione comunica che ci stiamo dedicando a valorizzare il nostro matrimonio. Voi e il vostro coniuge potete fare un elenco delle attività che ognuno ama fare e poi fate regolarmente insieme quelle che piacciono ad entrambi. Divertitevi!

Arcana Siddhi devi dasi

(dal sito web Vaisnava Family Resources)

Un’ISKCON forte

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Buona festa della mamma con lo smartfon!

Domani è la festa della mamma. Nel mandare un augurio a tutte, un pensiero va sempre alle nostre rispettive genitrici. Molto probabilmente gli auguri glieli manderemo via messaggio sul cellulare, via chat. Sempre ammesso che li vedano.

Chi ha madri sulla sessantina ha capito già dove andiamo a parare: su quell’amabile crogiuolo di insensatezze che sono i dialoghi con le nostre mamme fatte sui nuovi supporti tecnologici. Perchè la mamma-tipo di quelli della mia generazione è in pensione o vicina alla pensione, è figlia del boom degli anni 50 e 60, ha studiato e si è emancipata e il cellulare ce l’ha e lo vuole usare. Purtroppo per noi.

Intendiamoci, molte mamme utilizzano o hanno utilizzato queste nuove tecnologie per lavoro e magari sono anche più capaci di noi ad usarle. Ma molte altre hanno cominciato ad usare il computer e soprattutto lo smartphone per forza, e lo fanno in un modo tutto loro. È  diventata ormai un simbolo per tutti la mamma del fumettista Zerocalcare, che chiama il figlio per avvisarlo che “non c’è più Google” o che “è sparita la F dalla tastiera”.

Ma rimaniamo in particolare sul dialogo su smartphone che avviene con le nostre mamme e genera una serie di mostri. Un giorno gli scienziati identificheranno alcune tipologie di madri che usano lo smartphone, ne possiamo anticipare alcune, con alcuni consigli:

  • La madre 2.0 “impegnata”: è convinta di saper padroneggiare le chat come Mark Zuckerberg ed è ancor più convinta dell’utilità e della necessità di chattare col mondo, tanto che vi subisserà di quelle che una volta si chiamavano “catene di S. Antonio”, messaggi “da mandare subito a tutti i vostri contatti” relativi a ogni tipo di emergenza. Condivide con urgenza la preghiera contro la guerra, la segnalazione della truffa, la notizia fake, le foto dei gattini. Inutile cercare di convincerla a smettere, lasciatele inoltrare tutto, la sua coscienza si sentirà sollevata.
  • La madre 2.0 “ludica”: anche questa tipologia fa ricorso a frequenti messaggi massivi, ma qui la categoria gattini e “buongiornissimo” va per la maggiore. Vale come sopra, anche se qui la probabilità che un giorno vi condivida un potentissimo virus che vi resetta anche il microonde è leggermente più alta.
  • La madre 1.0: generalmente in pensione, utilizza lo smartphone per necessità di comunicazione con i membri più stretti della famiglia. Utilizzandolo meno, è anche meno pratica. I suoi messaggi risentono ancora dell’influenza di una guerra mai vinta contro il T9 o l’autocorrect e i membri più giovani della famiglia hanno ormai una Stele di Rosetta che gli permette di capire almeno le parti fondamentali del discorso.
  • La madre 0.0, detta anche Nokia 3310: ha lasciato il vecchio telefonino perchè si è suicidato, altrimenti avrebbe continuato ad usare quello. Usa lo smartphone ma solo per strette necessità, si connette solo con il wi-fi di casa e proprio per questo spesso il suo telefono è, appunto, a casa. Mentre lei è fuori. E voi siete con una gomma bucata in autostrada.

Le tipologie allo studio sono molteplici, esistono pagine sui social seguite da milioni di persone che raccolgono gaffes  e dialoghi fantastici, che si declinano anche con varianti regionali.

 

Un pensiero affettuoso va a tutte loro e anche a noi: uno studio di Save the Children pubblicato proprio in questi giorni racconta come le donne italiane debbano essere “equilibriste” per conciliare vita e lavoro e diventino madri in età sempre più avanzata, in cima alla classifica europea per “vecchiaia”.

Chissà tra qualche anno quanto sarà cambiata ancora la tecnologia, quanto saremo vecchie noi e quanto faremo fatica a starle dietro, e quanto faremo ridere i nostri figli.

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