Giorno: 11 maggio 2018

Leucemia: una cura innovativa salva mamma e bimbo in grembo

All’inizio del sesto mese di gravidanza una giovane futura mamma ha scoperto di avere la leucemia, ma grazie a una cura innovativa è stata salvata insieme al suo bimbo. Il piccolo è nato lo scorso 23 aprile al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo e gode di ottima salute, così come la sua mamma che dovrà continuare le cure per assicurarsi di debellare definitivamente la malattia.

La diagnosi di leucemia

Il trattamento innovativo a cui è stata sottoposta la giovane mamma è stato impiegato per la prima volta in Italia su una donna in così precoce stato di gravidanza. E’ Renato Venezia, Direttore dell’Unità operativa semplice di Medicina Prenatale del Policlinico e docente di Ginecologia ed Ostetricia all’Università di Palermo, a raccontare l’accaduto. “La paziente è venuta alla nostra osservazione alla 23° settimana per la presenza di petecchie emorragiche cutanee agli arti inferiori, presto propagate in tutto il corpo. I valori ematochimici al ricovero evidenziavano una riduzione del numero di piastrine e del fibrinogeno. Una consulenza con i colleghi dell’ematologia ha poi permesso la diagnosi di leucemia”.

Nessuna complicanza in gravidanza

La futura mamma, continua Venezia, “ha portato avanti la gravidanza con coraggio e determinazione nonostante la diagnosi di leucemia. È stata sottoposta a stretto monitoraggio ostetrico con controlli ecografici ogni 15 giorni. La crescita fetale è andata avanti regolarmente e non sono state mai riscontrate alterazioni della conformazione morfologica del bambino. La gravidanza è andata avanti senza complicanze fino alla 35,4 settimana, epoca in cui si è deciso di procedere al taglio cesareo poiché la paziente era precesarizzata ed essendo già stata raggiunta un maturità fetale soddisfacente e una buona stima del peso fetale”. E così il 23 aprile è venuto alla luce un bambino in salute di 2,310 chili e in perfette condizioni di salute, che non ha necessitato di cure intensive neonatali.

Risultato eccezionale

Secondo Sergio Siragusa, docente di Ematologia e Direttore dell’Unità operativa di Ematologia del Policlinico di Palermo, “l’eccezionale risultato ottenuto è il risultato di una interazione ‘vera’ tra più settori specialistici, e mostra che nei nostri ospedali possiamo gestire pazienti complessi. E dimostra, soprattutto, che c’è un’ematologia che funziona; un’ematologia che non è solo quella del Policlinico di Palermo ma quella italiana”.

Nuove terapie con farmaci mirati

L’importanza di questo caso 11apre la strada a un nuovo modo di affrontare i tumori nell’ambito ematologico. “Strada che stiamo già percorrendo da alcuni anni – continua Siragusa – curando la malattia con farmaci ‘mirati al target’, e quindi non chemioterapici tradizionali (non fanno perdere i capelli, non si vomita, ecc.), che curano o ‘cronicizzano’ le neoplasie ematologiche. Stiamo trasformando patologie tumorali inguaribili e incurabili in tumori cronici, sempre più guaribili ma sicuramente decisamente curabili. E da oggi, anche per le donne gravide. Talvolta si legge nei quotidiani che le donne incinte, eroicamente, rifiutano la chemioterapia per portare avanti la gravidanza, riducendo pertanto al minimo le probabilità della loro guarigione. Nel caso della leucemia acuta promielocitica, fortunatamente, non è più così”.

 

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