Olio di palma e deforestazione: il triste primato dell’Indonesia

Come riportato nell’ultima inchiesta di Greenpeace i numeri sono impressionanti: 4mila gli ettari di foresta pluviale in Papua West (Indonesia) distrutti fra il maggio 2015 e lo scorso aprile per produrre olio di palma: così il Paese con la terza foresta tropicale più grande al mondo supera il Brasile e ottiene un nuovo primato, quello per deforestazione.

A finire sotto accusa è un’azienda produttrice di olio di palma dalla quale si riforniscono marchi di fama mondiale come Mars, Nestlé, PepsiCo e Unilever. Brands nel mirino delle associazioni ambientaliste da tempo e che, nonostante le promesse e gli obiettivi di rendere più sostenibile la filiera di approvvigionamento dell’olio di palma, sembrerebbero non rispettare gli accordi presi.

Se pensiamo che attorno al business dell’olio di palma ruota un giro d’affari da 40 miliardi di dollari, ci viene facile comprendere il disinteresse di queste multinazionali nei confronti dell’ambiente e fauna presente in (ormai ex) paradisi come l’Indonesia. L’uso ed abuso dell’olio di palma risiede nelle sue caratteristiche che lo rendono apparentemente indispensabile per le industrie dolciarie e del biodiesel. 

La denuncia arriva tramite i social. Foto e video pubblicati tra marzo e aprile 2018 testimoniano come la deforestazione massiva dei territori inclusi nella concessione di olio di palma controllata dalla Hayel Saeed Anam Group sia ormai a livelli critici e non più ignorabili. Inoltre, sembrerebbe che la concessione includa anche aree protette dal governo indonesiano in risposta ai devastanti incendi del 2015, zone in cui sarebbe proibito lo sviluppo commerciale. Gli attivisti ambientali sono convinti che politici corrotti abbiano svenduto enormi distese di foresta pluviale a scopo di lucro e chiedono un maggiore controllo per arginare il fenomeno.

“Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente indonesiano, tra il 1990 e il 2015 l’Indonesia ha perso circa 24 milioni di ettari di foresta tropicale: più di ogni altro paese al mondo. Dopo aver distrutto gran parte delle foreste pluviali di Sumatra e Kalimantan, l’industria dell’olio di palma sta ora avanzando verso nuove frontiere vergini, come Papua” commenta Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Guarda il VIDEO di Greenpeace con le immagini della deforestazione in Indonesia.

Il problema degli incendi.
Ad  aggravare la situazione subentra la costante problematica legata agli incendi dolosi, sia per fare spazio alle colture sia per renderle produttive. I terreni colonizzati dalle monocolture di palme da olio muoiono nel giro di due anni, divenendo incapaci di ospitare e generare vita. Di conseguenza, terreni destinati a monocolture intensive sono periodicamente dati alle fiamme nel tentativo di ottenere ancora un po’ di fertilità  e poterli quindi sfruttare.

A farne le spese sono in primis gli animali.
Oranghi, tigri, elefanti, se non rimangono soffocati o arsi vivi, sono costretti a migrazioni verso luoghi dove spesso non ritrovano il loro habitat naturale e che li rendono facili prede dei bracconieri. Anche l’uomo ne paga le conseguenze in termini di salute: nel 2015 sono stati stimati più di 100 mila incendi che hanno provocato altissimi livelli d’inquinamento e la conseguente morte di diverse persone. I soli incendi del 2015 hanno prodotto più CO2 dell’intera Germania in un anno.

«I brand  parlano di  ripulire il loro olio di palma da oltre un decennio. Compagnie come Unilever e Nestlé pretendono di essere leader del settore. Allora perché stanno ancora comprando da distruttori delle foreste  come il gruppo HSA? Cosa dovrebbero pensare i loro clienti? Cosa ci vorrà per convincerli ad agire?» Richard George, forest campaigner di Greenpeace UK.

La prossima volta che fate la spesa pensateci.

The post Olio di palma e deforestazione: il triste primato dell’Indonesia appeared first on PeopleForPlanet.

https://ift.tt/2rrBfkc

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *