Giorno: 5 maggio 2018

Servizi alle coppie e le famiglie

Alcuni mesi fa, io e mia moglie Archana-siddhi abbiamo visitato il tempio ISKCON di Alachua, in Florida. Apprezziamo sempre questa grande comunità di devoti, anche se sembra non ci sia mai abbastanza tempo per andare a trovare tutti i nostri cari amici. A quanto pare, dovremmo stare lì per mesi per onorare adeguatamente i nostri amici, applicando i sei scambi di amore delineati da Rupa Goswami (come ad esempio rivelare la nostra mente in confidenza e condividere il prasadam). Che tesoro sono i devoti! Per quanto amiamo visitare questa fiorente comunità, abbiamo riscontrato diversi problemi. Questo perché i devoti sanno che mia moglie è psicologa e sanno che offriamo delle consulenze matrimoniali. Inoltre facilitiamo la crescita personale e dei seminari spirituali per promuovere gli obiettivi del nostro gruppo, il North American Grihastha Vision Team. Quindi è naturale per i devoti venire da noi per presentare le loro preoccupazioni e i loro problemi. Per essere onesti, a volte ci siamo sentiti oppressi nel vedere il bisogno di consulenti professionali e di programmi per aiutare le coppie e le famiglie di questa comunità.

Mi è stato chiesto di tenere la lezione del mattino che è diventata spunto per ore e ore di discussione. Quando parlo, per spiegare i punti del verso, spesso utilizzo degli esempi tratti dalla mia vita, parlo sia dei miei successi che delle prove che ho attraversato. La parte del Bhagavatam che stavamo leggendo descrive le gloriose attività di Rama, di Madre Sita, di Lakshman e Hanuman, con le interazioni sociali che avvenivano nei tempi vedici. Questo è uno dei miei argomenti preferiti, e come risulta dall’esempio del mio maestro spirituale, Srila Prabhupada e dalla nostra esperienza, noi dobbiamo comprendere l’essenza dei ruoli tradizionali maschili-femminili e familiari e apportarvi degli aggiustamenti.

Anche se molti di noi apprezzano le relazioni vediche ideali o archetipiche, molto danno ha fatto il cercare di forzare donne e bambini a seguire lo standard sociale di quei tempi nel mondo di oggi, oppure avere un atteggiamento che umilia le donne e i bambini in nome del distacco. Per questo motivo, molti devoti anziani sentono molto la necessità di ripensare questi valori tradizionali e allo stesso tempo servire il movimento per la coscienza di Krishna: servire e amare Krishna! Dopo tutto, tra i 64 aspetti del servizio di devozione o suddha-bhakti, che vengono dati da Rupa Goswami nei suoi scritti, non è menzionato il ruolo che dobbiamo avere secondo il nostro genere sessuale. Quei ruoli esistono in funzione dei principi spirituali della coscienza di Krishna e sono pensati per creare un ambiente pacifico per lo svolgimento di cio’ che è importante, come i nove principali metodi del servizio devozionale, ovvero ascoltare, parlare e ricordarsi di Krishna. Questi principi sono tutti importanti, mentre i dettagli sul come praticarli possono e devono essere adattati in base al tempo, alla cultura e al luogo in cui ci troviamo. Se non siamo in grado di comprendere la differenza tra i principi e i dettagli o la differenza tra lo scopo o lo spirito degli insegnamenti e le pratiche esteriori, corriamo il rischio di diventare una religione come tutte le altre che ha perso il significato pensato dai suoi fondatori.

I primi due aspetti della resa che ci hanno dato i sei Goswami e che sono stati descritti nel mondo moderno da Srila Bhaktivinoda Thakur possono essere utili per ricordarci perché facciamo quello che facciamo. Ci danno le linee guida per vivere nel mondo e ricercare la piena resa al Signore. Ci dicono, semplicemente ma profondamente, che dobbiamo accettare ciò che è favorevole alla bhakti e rinunciare a quello che non lo è. Sembra abbastanza facile, ma dobbiamo farlo in modo realistico con un buon sadhu-sanga (la compagnia delle persone che praticano la vita spirituale), in modo rispettoso e compassionevole per tutti, e che favorisca la bhakti dormiente in tutti.

Tutti dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare tutta la loro energia nel servizio di Krishna, indipendentemente dal loro credo, dalla razza, dal sesso o dalla loro nazionalità. Nel suo studio sulle relazioni, il Grihastha Vision Team ha compilato dodici principi e valori tratti dagli scritti di Srila Prabhupada e dalla nostra esperienza pratica che sono molto utili nel avere dei matrimoni duraturi. Uno di questi è il rispetto e l’apprezzamento reciproco. Se questo viene messo in atto, e se sia il marito che la moglie vedono il loro compagno come un devoto che va servito e aiutato nella sua ricerca di prema (l’amore per Krishna), allora non importa l’aspetto preciso della loro relazione, tradizionale, moderno o tra l’uno e l’altro. Il punto importante è fare quello che funziona, non la forma precisa che la relazione deve assumere. Questo è solo un punto di un tema molto vasto.

In questo sito cerchiamo di esplorare le questioni contemporanee dei matrimoni di oggi. Sentitevi liberi di suggerire degli argomenti che vorreste veder trattati. Vogliamo che questo sito sia per voi, sia non solo teoria, ma dia dei consigli pratici e una conoscenza che viene dall’esperienza. Il reale, l’ideale, e quello che funziona!

Karnamrita das

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Perché niente aglio né cipolle?

Questa è una delle domande più frequenti che mi vengono poste: “Perché non mangi né aglio né cipolle?”

Ecco la mia risposta in breve: come devoto di Krishna e praticante del Bhakti-yogi, non mangio aglio e cipolle perché non possono essere offerte a Krishna.

Ecco la mia risposta più lunga:

Dovreste sapere che botanicamente cipolle e aglio fanno parte della famiglia delle Liliacee (allium sativum) insieme a porri, erba cipollina e scalogno.

Secondo l’Ayurveda, l’antica scienza medica indiana, gli alimenti vengono raggruppati in tre categorie: sattvici, rajasici e tamasici, ovvero cibi nell’influenza della purezza, della passione e dell’ignoranza. Le cipolle e l’aglio, e le altre piante Liliacee sono classificate come rajasiche e tamasiche, il che significa che aumentano la passione e l’ignoranza.

Chi segue la pura cucina brahminica dell’India, incluso me stesso, e i vaishnava, i seguaci del Signore Vishnu, Rama e Krishna, preferiscono cucinare solo i cibi che fanno parte della categoria sattvica. Questi alimenti includono la frutta fresca, le verdure, i latticini, i cereali i legumi, e così via. In modo specifico, i vaisnava non amano cucinare i cibi rajasici o tamasici perché non sono adatti per essere offerti alla Divinità.

Inoltre i cibi rajasici e tamasici non vengono utilizzati perché sono dannosi per la meditazione e la devozione. “L’aglio e le cipolle sono sia rajasiche che tamasiche e sono proibite agli yogi perché radicano la coscienza ancora più saldamente nel corpo”, questa è l’affermazione del dott. Robert E. Svoboda, una nota autorità nel campo dell’Ayurveda.

Alcuni rami della medicina occidentale affermano che aglio e cipolla portano dei benefici specifici per la salute; l’aglio, almeno negli ambienti medici allopatici, è considerato un antibiotico naturale. Negli ultimi anni, le apparenti implicazioni cardiovascolari delle Liliacee sono state studiate in dettaglio, e i benefici clinici del consumo di cipolla e aglio da questo punto di vista non sono ancora stati ben compresi.

In effetti, ci sarebbero ancora molte cose negative da dire su aglio e cipolle e non è molto noto il fatto che l’aglio può contenere batteri botuligeni (potenzialmente fatali). Forse è sapendo questo che il poeta romano Orazio scrisse dell’aglio che è “più dannoso della cicuta”.

Va anche sottolineato che aglio e cipolla sono evitati da chi pratica la spiritualità perché stimolano il sistema nervoso centrale e possono disturbare il voto di celibato. L’aglio infatti è un afrodisiaco naturale. L’Ayurveda spiega che è un tonico sessuale, aiuta l’impotenza causata da un’eccessiva indulgenza nel sesso e l’esaurimento nervoso causato delle abitudini sessuali. Si dice che sia particolarmente utile per gli anziani con problemi di tensione nervosa e di diminuzione del potere sessuale.

Migliaia di anni fa i Taoisti avevano compreso che le piante della famiglia delle Liliacee erano dannose per gli esseri umani. Nei suoi scritti, il saggio Tsang-Tsze descrive le Alliacee come i “cinque ortaggi profumati o speziati” – ognuno dei quali ha un effetto dannoso su uno dei seguenti cinque organi: fegato, milza, polmoni, reni e cuore.

Nello specifico, le cipolle sono dannose per i polmoni, l’aglio per il cuore, i porri per la milza, l’erba cipollina per fegato e reni.

Tsang-Tsze disse che questi ortaggi dall’aroma pungente contengono cinque diversi tipi di enzimi che causano “reazioni come respiro ripugnante, cattivo odore da sudorazione e movimenti intestinali, conducono a comportamenti degradanti, aumentano agitazione, ansia e aggressività”, specialmente se mangiati crudi.

Si trovano delle affermazioni simili anche nell’Ayurveda: “Oltre a produrre alito cattivo e odore corporeo, queste piante producono pesantezza, agitazione, ansia e aggressività. Quindi sono dannose fisicamente, emotivamente, mentalmente e spiritualmente.”

Negli anni ’80, nella sua ricerca sulle funzioni del cervello umano, il dott. Robert C. Beck, ha scoperto che l’aglio ha un effetto dannoso sul cervello e che, in effetti, l’aglio è tossico per gli esseri umani perché i suoi ioni di solfone ossidrile penetrano nella barriera emato-encefalica e sono tossici per le cellule cerebrali.

Il dott. Beck ha spiegato che già negli anni ‘50 era noto il fatto che l’aglio riducesse di due o tre volte i tempi di reazione dei piloti se veniva consumato quando effettuavano dei test di volo. Questo perché gli effetti tossici dell’aglio desincronizzano le onde cerebrali. Il medico periodicamente ricordava a tutti i piloti di non toccare assolutamente aglio nell’arco di 72 ore prima di volare, perché rallenta di due o tre volte i tempi di reazione.

Proprio per la stessa ragione, la famiglia delle Liliacee è stata ampiamente riconosciuta come dannosa per i cani da guardia.

Anche nella cultura cinese quando si utilizza l’aglio come cibo esso è considerato dannoso per lo stomaco, il fegato e gli occhi, e causa vertigini e dispersione di energia se consumato in quantità smodate.

Persino nella cucina e nella medicina occidentale l’aglio non è sempre stato considerato in possesso di proprietà completamente benefiche. Tra gli operatori sanitari è un fatto dimostrato che, oltre a uccidere i batteri nocivi, l’aglio distrugge anche i batteri benefici, che sono essenziali per il corretto funzionamento del sistema digestivo.

I praticanti di Reiki spiegano che l’aglio e la cipolla sono tra le prime sostanze che vengono espulse dal sistema di una persona, insieme a tabacco, alcool e farmaci. Questo rende ovvio il fatto che le piante Liliacee hanno un effetto negativo sul corpo umano e dovrebbero essere evitate per motivi di salute.

La medicina omeopatica arriva alla stessa conclusione quando spiega che la cipolla rossa produce tosse secca, lacrimazione, starnuti, naso che cola e altri sintomi che accompagnano il raffreddore.

Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali evito porri, erba cipollina, scalogno, aglio e cipolle.

Kurma das

(www.kurma.net)

 

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