Il Sole conviene. Sempre!

Il 2013 segna l’anno del quinto e ultimo “Conto Energia”, il programma di incentivazione gestito dal GSE (Gestore Servizi Elettrici) che garantiva a chi produce elettricità da fonte solare mediante impianti permanentemente connessi alla rete elettrica di ricevere un contributo finanziario sui kWh prodotti dall’impianto. Per alcuni anni il mercato delle installazioni fotovoltaiche ha quindi registrato un arresto, coincidente con il momento del venir meno di quegli incentivi e dunque dell’immediata convenienza economica degli impianti. Oggi, complici il crollo dei prezzi di oltre il 75% in dieci anni, l’incremento, lieve, del rendimento dei pannelli, e le detrazioni fiscali di cui parliamo oltre, il vantaggio del fotovoltaico è nuovamente presente anche sotto al profilo economico e non solo ambientale.

Bisogna però considerare i casi specifici e valutare a che scopo si utilizza l’elettricità prodotta con il sole. 
Prima di tutto analizziamo il contesto d’utilizzo. Se si usa l’elettricità prodotta dal proprio impianto fotovoltaico in sostituzione di quella che arriva dalla rete elettrica, la soglia di convenienza è di 21 centesimi di euro per kWh, che è grossomodo la media del prezzo dell’elettricità dalla rete.
Attenzione però, perché vi è anche da considerare il fatto che è necessario consumare quell’elettricità nel momento in cui viene prodotta – dei sistemi d’accumulo parleremo successivamente – e quindi nelle ore centrali della giornata. 
Per fare un esempio pratico: per lavare un carico di bucato, la lavatrice consuma circa 500 Wh, ossia 10 centesimi di euro; la stessa quantità d’energia ceduta alla rete, invece, renderebbe 4,5 centesimi, visto che più del 50% del prezzo finale dell’elettricità è costituito dagli oneri di sistema.
Perché sia conveniente quindi bisogna azionare l’elettrodomestico nelle ore in cui l’impianto fotovoltaico produce e se in quelle ore siamo fuori casa è necessario automatizzare la procedura.

Il condizionamento d’aria estivo, magari di un ambiente nel quale si lavora, è più conveniente dal momento che le ore più calde della giornata corrispondono anche a quelle di massima produzione dell’impianto fotovoltaico. 
In inverno, se la casa è abitata durante le ore diurne, si può approfittare del fatto che alle nostre latitudini abbiamo stagioni fredde ma “assolate” e si può pertanto prendere in considerazione il riscaldamento a pompa di calore, che consuma poca elettricità, e magari anche lo scalda-acqua, sempre a pompa di calore, e la piastra a induzione in cucina: in questo modo si sfrutta al massimo l’elettricità generata dal fotovoltaico. 
Insomma, è necessario tarare al meglio i consumi in relazione alla produzione energetica che si possiede, e non viceversa, come siamo abituati a fare ora grazie al fatto che l’elettricità dalla rete è disponibile a tutte le ore.
L’accumulo, cioè lo stoccaggio dell’energia, aumenta le possibilità di autoconsumo dell’elettricità, ma anche il prezzo dell’impianto, ragione per la quale è necessario calcolare con attenzione i costi relativi all’ammortamento dell’impianto stesso.
I pannelli fotovoltaici sono garantiti per una durata minima di vent’anni, alcuni dopo trenta producono ancora all’80% della loro capacità, mentre le batterie hanno una vita media di dieci anni, per cui è necessario prevederne la sostituzione. Con ogni probabilità tra dieci anni costeranno meno della metà di oggi: lo afferma il mercato, che vede i prezzi in caduta libera (si veda il servizio “Silicio cheap”, sempre in questa sezione). C’è poi da tener conto che il fotovoltaico gode dell’ecobonus e che a livello fiscale, grazie alle detrazioni, in dieci anni si recupera il 50% del prezzo dell’impianto.

Il discorso cambia se a mettere i pannelli sul tetto è un’impresa. La produzione elettrica può essere sfruttata in maniera massiccia, in quanto l’attività dell’impianto avviene durante le lavorazioni; la dotazione di un impianto fotovoltaico aumenta il valore dell’azienda; inoltre nel 2018 è possibile ricorrere al super ammortamento.

La produzione elettrica a livello di utility scale, ossia la produzione con grandi impianti finalizzata alla rivendita dell’elettricità sul mercato elettrico, sta ripartendo anche in Italia. Su questo fronte il settore è maturo, anche senza incentivi. Nei primi mesi del 2018, infatti, si è assistito all’installazione di alcuni impianti fotovoltaici di grandi dimensioni e i costi di produzione dell’elettricità da fotovoltaico al di sotto di Roma, dove abbiamo un’ottima insolazione, si aggirano intorno ai cinque centesimi di euro per kWh, competitivi, quindi, con le fonti fossili.

Con il diminuire dei costi dei pannelli fotovoltaici e dei sistemi d’accumulo la competitività dell’elettricità dal sole aumenterà ulteriormente.

Tutto sarebbe ancora più conveniente e competitivo se l’Italia si decidesse a emanare una normativa autorizzativa un poco più semplice e chiara. Secondo le associazioni dei produttori di energia rinnovabile le procedure autorizzative italiane “pesano” per un buon 20% sul costo degli impianti e metterci mano sarebbe la classica mossa vincente a costo zero.

Fonti:

Il superammortamento del fotovoltaico per le imprese

Gli incentivi per il fotovoltaico 2018

Quanto consuma una lavatrice

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