Mese: maggio 2018

Dal fermione di Majorana al computer quantistico – Intervista a Fausto Intilla

Altrogiornale.org
Dal fermione di Majorana al computer quantistico – Intervista a Fausto Intilla.

Sono trascorsi ormai circa quattro anni, dall’annuncio della scoperta dei fermioni di Majorana (o per essere più precisi, dalla scoperta di quasiparticelle identificabili, ma solo in termini matematici, con i fermioni di Majorana), da parte di un team di fisici dell’Università di Princeton. A circa due anni fa, risale invece la rilevazione sperimentale del liquido

Dal fermione di Majorana al computer quantistico – Intervista a Fausto Intilla
Richard.

https://ift.tt/2xddRNs

Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore

… Silvia vive a Lodi e da qualche anno ha avviato il progetto Pecorelle con una quarantina di pecore di Ouessant, pecore nane originarie della Francia, che grazie alla piccola mole brucano e fertilizzano la terra senza danneggiarla.

Come preferisci essere chiamata, pastora, pastoressa…?
Mah, è indifferente, “pastore” va bene, la “e” finale si presta a tutto, anche “pastora” va bene, tutto fuorché “pastorella”.

Tu prima facevi la giornalista. Perché hai deciso di fare il pastore?
Volevo un lavoro che mi consentisse di vivere all’aperto e secondo ritmi più distesi. Ho sempre amato gli animali, e l’idea di fare il pastore è balenata all’improvviso, è stata quasi un’illuminazione. Mi piaceva l’idea di pascolare delle pecore nella Pianura Padana, in luoghi che amo. In un certo senso è stata una scelta prima estetica, poi etica.

L’utilizzo delle pecore per tosare l’erba è tornato alla ribalta con la proposta della sindaca di Roma Virginia Raggi. Cosa dici al riguardo?
Proprio a Roma, nel parco dell’Appia Antica, si tiene il Seminario Internazionale di Pastorizia Urbana e Periurbana; in Francia e altrove la manutenzione verde si pratica da anni senza nessun scalpore, anzi, desta simpatia e fa da aggregante sociale. Sulla manutenzione del verde però bisogna puntualizzare: sicuramente non è un metodo risolutivo, l’operato di un animale non può essere paragonato con quello di un tosaerba, e per fortuna!

Quali sono i valori aggiunti della tosatura a quattro zampe rispetto alla tosatura meccanica?
I valori aggiunti sono di tipo etico, nel senso che tu scegli un’alternativa, fai una scelta, rinunci al prato all’inglese livellato al millimetro per una manutenzione del verde che non inquina (niente pesticidi, niente benzina), aiuta gli animali e li riavvicina alle persone, anche in contesti urbani. E di tipo economico, perché salvo il costo del trasporto sulle lunghe distanze, il noleggio di una singola pecora è di un euro al giorno. Se i ricoveri e le recinzioni sono in loco tanto meglio.

Questo tipo di manutenzione ha risvolti sociali positivi?
Certo. Ad esempio, proprio di recente, durante l’open day dell’azienda L’Erbolario i visitatori hanno potuto farsi un’idea del valore degli animali rispetto all’ambiente. E in generale i Comuni, le aziende e le fattorie didattiche spesso organizzano attività formative che coinvolgono i bambini.

Quali terreni si prestano meglio alla tosatura con le pecore?
Si prestano meglio i terreni ampi, incolti, i prati rustici. Non certo il giardino della villetta.

E le tue pecore quali preferiscono?
A dispetto di quel che si può pensare le pecore non amano l’erba troppo alta, perché la schiacciano e poi per loro è difficile mangiarla. L’altezza ideale è quando l’erba non supera il polpaccio. Mangiano con gusto il tarassaco, la gramigna, la piantaggine… l’ortica no.

La tosatura con le pecore funziona anche in città?
Sì, nelle città ci sono delle aree, dei tratti incolti che anziché diventare ricettacoli di sporcizia possono essere destinati alle pecore. In questo caso si parla di vera e propria riabilitazione del verde.

Il tuo lavoro desta alcune perplessità a causa dei risvolti sanitari. Quali sono i rischi?
Questo è un pregiudizio di chi si è “inurbato” e ha dimenticato tutto, anche cose ovvie come ad esempio che la zecca è un animale e non si può cancellarne l’esistenza, ma si può limitarne la presenza somministrando alle pecore trattamenti sanitari, che non fanno parte dei vaccini obbligatori.

Sono costosi?
Tutti i trattamenti degli ovini sono costosi, possono costare anche centinaia di euro perché vengono venduti in formato gregge, ma sono cure che salvaguardano loro e il mio lavoro, quindi ben vengano.

Qualche episodio divertente?
Ce ne sono molti, in generale le situazioni destabilizzanti mi divertono. Una volta, quando ero ancora inesperta, mi hanno chiamato per avvisarmi che quattro pecore erano uscite dal terreno che si trovava in una zona industriale vicino a Lodi. Sono corsa in macchina a recuperarle sul luogo dove erano state avvistate, e le ho trovate mentre attraversavano la strada, come i Beatles nella copertina di Abbey Road.

Gli studi in filosofia ti aiutano nel tuo lavoro?
La filosofia mi aiuta in qualsiasi cosa faccio. Per filosofia intendo la capacità di sguardo, sapere che si hanno sempre a disposizione più possibilità, lasciarsi stupire dall’inatteso, dal possibile, anticipandolo o assecondandolo.



 

 

The post Le pecorelle tosaerba di Silvia, filosofa pastore appeared first on PeopleForPlanet.

https://ift.tt/2KUPiXF