Ideonella salverà l’umanità?

C’era una volta (e c’è ancora, per fortuna) un pianeta noto nella Galassia con nomi diversi: Gaia, Pianeta Azzurro, Terra

Questo pianeta era ed è abitato da molte specie viventi tra cui una, dominante, costituita dagli umani. Questi, pur credendo di essere intelligenti, hanno combinato un po’ di casini, uno dei quali, forse il più pericoloso, si chiama “inquinamento da materie plastiche”.

Una roba davvero colossale: attualmente ogni anno finiscono nei mari OTTO MILIONI DI TONNELLATE di plastica.

Terra guardava con una certa perplessità e un ragionevole timore l’evolversi di questo disastro. Gli umani un po’ per volta assumevano consapevolezza del problema ma non riuscivano a frenare efficacemente il fenomeno che loro stessi avevano provocato. C’era chi segnalava il rischio che nel giro di pochi anni ci sarebbe stata più plastica nei mari che pesci ma c’erano anche Paesi (per esempio uno chiamato Italia) dove c’era un irragionevole consumo di acqua in bottiglie di plastica anziché quella buonissima che esce dai rubinetti.

E tutta questa plastica, ridotta in frammenti microscopici, si trova ormai dappertutto.

A questo punto Terra, che in fondo agli umani vuole bene (e anche ai pesci), decise che era arrivato il momento di intervenire.

Così provocò una scossettina, un movimento quasi inavvertibile in due laboratori (uno negli Usa, uno nel Regno Unito) dove degli scienziati stavano studiando un enzima che si nutre di plastica (PET) ritrovato (per caso?) in una discarica in Giappone. A causa della scossettina gli scienziati hanno inavvertitamente modificato l’enzima e hanno scoperto che, una volta modificato, questo enzima è molto più efficiente nel “mangiare la plastica” di quello esistente in natura.
John McGeehan, della School of Biological Sciences di Portsmouth, uno degli scienziati autori della scoperta, ha scritto nella relazione pubblicata nei giorni scorsi dall’American Academy Of Sciences: “La fortuna gioca spesso un ruolo importante nella ricerca scientifica…”. Ovviamente la Terra ridacchia.

L’enzima è stato battezzato con un nome da scienziati: Ideonella Sakaiensis 201-F6, per noi più semplicemente e affettuosamente Ideonella.

Ora Ideonella è in corso di perfezionamento e gli scienziati hanno fiducia che possa nel prossimo futuro dare un valido contributo alla lotta contro la spazzatura di plastica, mangiandola.

Nel frattempo sarebbe opportuno che noi umani dessimo il nostro contributo riducendo la dispersione delle plastiche. Una delle più devastanti sono i frammenti prodotti dal lavaggio in lavatrice dei capi sintetici.

Per porvi argine People For Planet ha proposto una legge che imponga l’applicazione di filtri efficaci alle lavatrici, una legge che promuoveremo in Parlamento appena il Governo sarà costituito. Puoi sostenerla anche tu con la tua firma.

Fonte: http://www.pnas.org/

Copertina: foto della balena “Plasticus” esposta all’Auditorium Parco della Musica di Roma. E’ lunga 10 metri ed è formata da 250 kg di rifiuti di plastica, la stessa quantità che ogni secondo viene gettata in mare.

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