Giorno: 14 aprile 2018

E-Prix di Roma: vince Bird di fronte a 45 mila spettatori. Nuove batterie e più potenza per la Gen 2

Molto amato dai piloti il percorso di gara, che con i suoi 2.860 metri e 21 curve è tra i più lunghi del campionato. Sono 33 i giri totali percorsi dalle monoposto elettriche dopo la grande partenza da piazza Marconi. Vince Sam Bird dopo una gara ricca di colpi di scena.

La gara

Semaforo verde alle ore 16 e griglia di partenza che vede nelle prime 3 file Rosenqvist e Bird, Evans e Lotterer, Buemi e Di Grassi. Partenza al 17esimo posto per Luca Filippi, l’unico italiano in gara, che chiude poi in 13esima posizione.
Al comando Rosenqvist finché, clamorosamente, esce di scena a 10 giri dalla fine per colpa della rottura della sospensione posteriore sinistra e resta fermo ad un lato della pista. Nella seconda metà della gara si infiamma la lotta per il podio. La spunta Bird, che vince la sua seconda gara della stagione e si rimette in corsa per il campionato guidato da Vergne, oggi quinto. Secondo podio della stagione invece per Lotterer. Ritirati Lopez, Rosenqvist, Piquet e Lynn.
Grandissima la festa a fine gara, con i piloti che simbolicamente sfilano in mezzo alla folla per raggiungere il podio, una folla partecipe ed entusiasta che decreta il successo crescente di questo campionato giunto alla sua quarta stagione. A premiare i vincitori, la sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, e il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani.

La classifica finale

  1. Sam Bird (DS Virgin Racing)
  2. Lucas Di Grassi (Audi Sport Abt Schaeffler)
  3. André Lotterer (Techeetah)
  4. Daniel Abt (Audi Sport Abt Schaeffler)
  5. Jean-Éric Vergne (Techeetah)
  6. Sébastien Buemi (Renault E.Dams)
  7. Jérôme D’Ambrosio (Dragon Racing)
  8. Maro Engel (Venturi Formula E Team)
  9. Mitch Evans (Panasonic Jaguar Racing)
  10. Edoardo Mortara (Venturi Formula E Team)
  11. Antonio Felix da Costa (MS&AD Andretti Formula E)
  12. Oliver Turvey (Nio Formula E Team)
  13. Luca Filippi (Nio Formula E Team)
  14. Nicolas Prost (Renault E.Dams)
  15. Tom Blomqvist (MS&AD Andretti Formula E)
  16. Nick Heidfeld (Mahindra Racing)

Biglietti sold out, indotto record e 700 colonnine di ricarica per Roma

I 15 mila biglietti di tribuna sono andati esauriti in poche ore, su richiesta del Comune sono stati aggiunti posti gratuiti per permettere a cittadini e turisti di assistere all’E-Prix lungo il percorso di gara. In tutto si è parlato di qualcosa come 45 mila spettatori, incoraggiati anche dal bel tempo. Un segnale di interesse molto forte, non soltanto per la gara ma anche per i veicoli del futuro. Coinvolto anche Papa Francesco, che ha benedetto una monoposto.
Secondo quanto annunciato da Virginia Raggi, per la città l’indotto sarà di 60 milioni di euro in 3 anni. Previsto anche un aumento dei turisti per il periodo della gara, fra i 30 e i 40 mila in più. Dal punto di vista della mobilità, l’E-Prix è stato un’ottima occasione per rilanciare il tema di una svolta in chiave sostenibile: nel triennio saranno installate 700 colonnine di ricarica “che saranno lasciate alla città in eredità dalla Formula E” e frutto degli investimenti di Enel in collaborazione con Acea.

La grande macchina organizzativa è partita mesi fa, ma i lavori veri e propri per allestire il tracciato sono iniziati il 3 aprile e si sono svolti durante la notte per evitare disagi al traffico cittadino. Web e app aggiornate ad hoc hanno provveduto a garantire un’informazione in tempo reale sulle modifiche alla viabilità e ai tragitti dei mezzi pubblici.

Dovrebbero essere tutti salvi i sampietrini presenti in alcune aree come quella di fronte al Palazzo dei Congressi, dedicata alla pit lane. L’asfalto poggia su un letto di sabbia, sulla falsa riga di una procedura già sperimentata durante la tappa di Parigi e che consente una rimozione rapida e senza conseguenze.

Largo alle Formula E Gen2: le batterie delle vecchie monoposto saranno riciclate

Al momento il pubblico assiste al triste spettacolo del cambio macchina a metà gara, simbolo di tempi non ancora maturi per una vera svolta verso una mobilità elettrica che garantisca performance di lunga durata. Il prossimo anno tutto questo è destinato a cambiare. La quinta stagione vedrà protagoniste le Formula E Gen 2 e cadranno in disuso le batterie Williams; le nuove batterie saranno fornite da McLarenApplied Technologies e garantiranno una capacità nettamente superiore, pari a 54 kWh (rispetto a quella delle batterie attuali di 28 kWh) e in grado di portare i piloti fino a fine gara seduti sulla stessa monoposto. Inoltre, le batterie saranno uguali per tutte le squadre.
Anche la potenza sarà maggiore, da 200 kW (270 cavalli) di oggi si passerà a 250 kW (340 cavalli). Le velocità di punta toccheranno i 300 km orari.

Ma le batterie attuali non diventeranno rifiuti.
Alessandro Agag, il creatore del campionato FIA di Formula E, ha confermato in questi giorni che saranno riutilizzate in vario modo. “Le batterie hanno il potenziale per vivere più a lungo se non adoperate in un contesto super-competitivo. Quindi essere usate nei laboratori, piuttosto che nelle scuole o per la conservazione dell’energia solare. Noi certamente le riutilizzeremo, dato che sono di nostra proprietà”, ha spiegato Agag in un’intervista a Motorsport.com. Esiste già un grande magazzino destinato a riciclare le batterie dei veicoli elettrici, almeno il 99% sarà reimpiegato.
Stesso discorso per i telai: “Le macchine di questa generazione tra 40-50 anni assumeranno un grande valore ed infatti diverse persone mi hanno chiesto di poterle comprare per aggiungerle al loro parco. Alcune andranno a loro, altre agli eventi dell’organizzazione. Io stesso vorrei comprare l’auto che ha trionfato nel primo ePrix, ma dovrò pagare l’azienda per averla”, ha aggiunto Agag.

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Due punti essenziali per aumentare la nostra attrazione per Sri Krishna

Sua Santità Sacinandana Swami

Il nostro più grande problema è che ci siamo allontanati da Krishna. Questa azione è diventata il nostro dilemma esistenziale. Siamo noi che abbiamo abbandonato il nostro servizio. Ma stranamente pensiamo, almeno inconsciamente, che è stato Krishna ad abbandonarci. Solo quando diventiamo ansiosi di incontrare nuovamente Krishna e di servirLo con il corpo, la mente e il cuore, ansiosi come un uomo che sta affogando vuole respirare di nuovo, possiamo ottenere il successo spirituale. Il vero amore, tuttavia, fluirà solo quando usciremo dal centro e metteremo Krishna al centro.

Per questo è essenziale conoscere le caratteristiche divine di Krishna, le sue attività e le sue dolci relazioni con i devoti. I passatempi o lila di Krishna sono stati definiti da Srila Visvanatha Cakravarti Thakur come ciò che ci nutre e ci protegge, e che poi genera in noi un intenso desiderio di raggiungere Krishna (samvardhanam samposanam laulyam dadati lila). Quando siamo completamente nutriti con la coscienza di Krishna, non sentiamo il bisogno di andare da maya per cercare un falso rifugio. Krishna ci offre la migliore protezione. Quindi, come risultato di ascoltare continuamente di Krishna, nel nostro cuore appare un intenso desiderio di raggiungerLo. Questa è la potenza della Krishna-lila. Funziona di sicuro.

Perché Sukadeva Gosvami svenne

Era il quarto giorno di narrazione del Bhagavatam. Sukadeva Gosvami stava parlando del glorioso Srimad-Bhagavatam a Maharaja Pariksit, l’eroico Re della Terra che era stato condannato a morire entro sette giorni. Pariksit Maharaja aveva deciso di rinunciare a tutto e dedicare i giorni che gli rimanevano ad ascoltare esclusivamente delle glorie di Sri Krishna. Digiunando anche di acqua, voleva solo essere nutrito della glorificazione del Signore dalla bocca di loto di Sukadeva Gosvami. Ad un certo punto fece un’interessante domanda riguardo Krishna (Srimad-Bhagavatam 10.12.41). Poiché la domanda riguardava Krishna che si era espanso in innumerevoli forme e allo scambio di relazioni personali e divine di quelle forme con ogni devoto di Vrindavana, Sukadeva rimase molto toccato nel ricordare l’amore di Krishna per i Suoi devoti e così svenne. “Sukadeva è svenuto, il flusso di nettare è terminato.” I sadhu che sedevano attorno a Sukadeva si preoccuparono. Quando Maharaja Pariksit vide il suo guru steso per terra, divenne particolarmente preoccupato.

Quando Narada, Vyasa e gli altri santi che erano presenti, iniziarono a cantare a gran voce i santi nomi del Signore, Sukadeva tornò alla percezione esterna. Poi spiegò che aveva perso coscienza perché la domanda di Pariksit Maharaja gli aveva fatto rivivere il Brahma-vimohana-lila in cui Krishna si espanse per poter avere una relazione con ognuno dei Suoi devoti, incluse le mucche, in modo molto intimo.
Il Signore ama così tanto i Suoi devoti che si espande per ognuno di loro! Stupefacente! Anche se questa è solo una delle molte, molte lezioni di questo passatempo, è quella che io apprezzo di più.

Krishna dà piena attenzione ad ogni devoto

Sri Krishna era personalmente presente ogni giorno con ognuno dei Suoi amici (sakhas) tramite la Sua potenza chiamata lila-shakti. Ognuno di loro pensava che Krishna stesse dando piena attenzione solo a lui / lei.

Una volta Krishna si sedette con i suoi amici sulla riva del fiume Yamuna circondato da un’atmosfera estremamente bella e piacevole. I pastorelli potevano vedere i fiori di loto tutt’attorno e sentire il piacevole brusio delle api e degli uccelli che echeggiava tra gli alberi della foresta. Krishna, come uno zaffiro blu, era seduto al centro, circondato dai suoi amici. Poiché la bellezza, le parole e i canti del Signore sono così attraenti, tutti i ragazzi che erano seduti guardavano verso il centro. Per l’amore che provavano, volevano vedere Krishna. Krishna comprese il loro desiderio e con la Sua sarva sankalpata shakti fece apparire contemporaneamente il suo viso e tutto sé stesso in tutte le direzioni. Così gli amici di Krishna, i pastorelli, divennero acyutatma: completamente assorti in Acyuta, il Signore infallibile. Ogni singolo ragazzo pensò: “Ho il posto migliore: sono seduto direttamente di fronte a Krishna.” Si sedettero in varie file attorno a Krishna, come il centro di un fiore di loto che è circondato dai suoi petali, con la differenza che c’erano milioni e miliardi di pastorelli. E tutti ridevano, conversavano e cantavano insieme al Signore, sopraffatti dall’affetto reciproco.

Poi Sri Krishna, per soddisfare i desideri di ogni devoto, manifestò il passatempo in cui Brahma rubò i vitelli. Krishna sorrise e si espanse in ogni pastore e ogni vitello scomparsi per ricevere l’amore da ogni madre, padre e mucca di Vrindavana. Quando Krishna tornò, Vrindavana era immersa in una festa di amore simile all’oceano, nel quale tutti erano felicemente immersi. Tutto in Krishna è attraente ad un livello superlativo, il Suo sorriso, la Sua forma corporea, il Suo flauto, la Sua andatura, e anche le Sue correzioni.

Così, per mostrare le Sue qualità, Krishna diede più amore di quanto i bambini e i vitelli avessero mai dato alle loro madri. Krishna doveva essere esattamente come i bambini e le mucche che erano stati rapiti, ma in quel Suo aspetto unico, non era una copia esatta. Il modo in cui ogni mandriano e ogni vitello diede e ricevette amore da ogni madre, padre e madre a Vrindavana non ha precedenti. Con la Sua potenza divina, Yoga-maya, Krishna diventò il figlio di tutti gli abitanti di Vrindavana e ricambiò il desiderio che avevano di averLo come loro amato figlio. Krishna diede loro più amore di quello che i bambini o i vitelli davano alle loro madri e ai loro padri. Alcuni filosofi hanno criticato questo come un difetto in Krishna, ma in realtà esso mostra il potere dell’amore divino, che fa in modo che Krishna vada addirittura oltre le regole e gli schemi. Krishna doveva essere come i bambini, ma la Sua dimostrazione di amore fu illimitatamente più grande.

Non è questa la speciale caratteristica della bhakti? È lo yoga dell’emozione divina. Nella Gita, Krishna spiega che l’intenso amore per Lui è una via più elevata e più facile di illuminazione spirituale piuttosto che il concentrarsi sulla meditazione impersonale.

Tuttavia, praticando la bhakti e cercando di aumentare la nostra attrazione, nella nostra vita possono apparire dei dubbi. Iniziamo quindi a mettere in discussione il Signore e le sue attività. Questo atteggiamento porta inevitabilmente al falso orgoglio.

Che cosa fa Krishna quando vede che il suo devoto è diventato orgoglioso?

Krishna scuote ogni devoto mettendolo in una posizione in cui la sua fiducia in se stesso si frantuma, così che il devoto ha l’opportunità di prendere completo rifugio in Krishna.

La bhakti non è mai un’emozione di questo mondo. Viene dal regno trascendentale. Per fare in modo che la bhakti discenda, il devoto deve giungere a un’umile disposizione mentale nella quale può offrire umili preghiere con una completa resa di sé. Per Sua misericordia, Krishna ci mostra i nostri limiti e in questo modo smantella il nostro orgoglio. Solo allora può apparire la vera umiltà. Quando Krishna vede che un devoto diventa orgoglioso, lo porta sempre lontano da quella posizione pericolosa, dove una caduta è quasi garantita. Lo fa frustrando le capacità del Suo devoto. Nella vita devozionale la via è quasi sempre verso il basso. In altre parole, è solo attraverso l’umiltà che possiamo elevarci al mondo spirituale. Nel Brahma-vimohana-lila, Krishna scosse la fiducia che Brahma aveva in sé stesso per risvegliarlo alla Krishna-bhakti.

Poi Krishna trascorse un intero anno nel quale Si immerse e immerse i Vrajavasi nell’oceano del reciproco amore. Per Brahma, che vive in una diversa dimensione temporale, passò solo un secondo. Quando tornò a Vraja, lo attendeva una grande sorpresa, un’eruzione vulcanica di amore che aveva travolto ogni singolo abitante di Vrindavana come un fiume di amore. Infine, Krishna mostrò a Brahma le azioni della sua potenza Yoga-maya, e mostrò che ogni espansione dei pastorelli e dei vitelli era stata un’espansione di Vishnu. Ogni vitello e pastorello si era trasformato in una bellissima forma di Vishnu a quattro braccia. Poi Krishna disse a Brahma di recitare questo mantra: om namo bhagavate vasudevaya. “Vedi” gli disse, “Qui ci sono illimitate espansioni di Vasudeva Krishna, e vengono tutte da Me, quel piccolo pastorello che in una mano tiene un flauto e un bastone per le mucche e in un’altra un dolce di riso mescolato con della frutta. Non dubitare più che Io non sia la causa di tutte le cause.”

Nel Brahma-vimohana-lila, il Signore Brahma capì le sue lezioni. Dopo aver visto le manifestazioni divine dell’opulenza di Krishna, scese di fretta dal cigno che lo trasportava, cadde come una verga d’oro e toccò i piedi di loto di Sri Krishna con le punte delle quattro corone che si trovano sulle sue teste. Di solito, gli esseri celesti non toccano mai terra. Fluttuano sempre un po’ sopra il terreno. Ma quando Brahma vide la grandezza di Krishna, abbandonò volontariamente il suo prestigio di essere il capo degli esseri celesti. Brahma ha quattro teste, il che significa che la sua intelligenza agisce in tutte le direzioni, ma abbandonò ogni cosa davanti al piccolo Krishna e con lacrime di pentimento lavò i piedi di loto del Signore. Era così commosso che non riuscì a ricomporsi; alzandosi e prosternandosi continuamente ai piedi di loto di Krishna, poteva solo ricordare la grandezza del Signore. Poi, asciugandosi i due occhi su ciascuno dei suoi quattro volti, si alzò lentamente e cominciò a offrire preghiere con la massima umiltà, rispetto e attenzione. Una delle sue preghiere è la seguente:

“Per coloro che hanno accettato il vascello dei piedi di loto del Signore, che è il rifugio della manifestazione cosmica ed è famoso come Murāri, il nemico del demone Mura, l’oceano del mondo materiale diventa come l’acqua contenuta nell’impronta lasciata dallo zoccolo di un vitello. Il loro traguardo è paraṁ padam, Vaikuṇṭha, il luogo in cui non ci sono sofferenze materiali, non il luogo dove esiste un pericolo ad ogni passo. “(Srimad-Bhagavatam 10.12.58)

Che ognuno di noi possa prendere ispirazione da questo meraviglioso passatempo, dove il potente creatore del mondo materiale è conquistato dalla maestosa opulenza e dalla dolcezza di Sri Krishna. Preghiamo tutti il Signore e facciamo sinceramente appello alla Sua compassione. Desidero concludere questa katha (narrazione) con un sincero appello per avere la compassione di Krishna.

O Signore, Krishna, sono caduto in questo mondo e sono impotente, nelle mani della natura materiale.

I miei veri desideri sono stati sostituiti da desideri che non sono i miei.

Ma per favore, O Signore, oceano di compassione (daya sindhu), non abbandonarmi. Per favore, salva il tuo servo perduto.

Sto affogando lentamente nell’oceano di maya. Anche se ho chiesto aiuto, nessuno mi ha ascoltato.

Per favore, Signore, prendimi nel vascello sicuro della Tua misericordia.

O oceano di compassione, non abbandonarmi, per favore salva il tuo servo perduto.

O Signore, se cerchi le mie qualita’, non le troverai. Il tuo perdono è la mia unica buona qualità. Per favore, fammi servire i devoti che ti sono cari.

Per favore, Signore, dammi la corda della Tua misericordia e tirami su.

O oceano di compassione, non abbandonarmi, per favore salva il tuo servo perduto.

 

Quando Krishna vede che ci rivolgiamo a Lui ascoltando le Sue glorie, Egli ne viene attratto e siede sul loto dei nostri cuori, dove purifica tutta la sporcizia dell’esistenza materiale, che in parte esiste da milioni di anni!

Per favore, provateci!

Sacinandana Swami

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