La Boat Ambulance di Eni Foundation

Cercate nella cartina l’Africa, scorrete fino alla zona sud-occidentale, in Ghana. Scendete fino al mare e al confine con la Costa D’Avorio. Lì c’è il Distretto di Jomoro (Western Region) e la Juan Lagoon, laguna Juan, dove opera la Boat Ambulance costruita da Eni Foundation (e oggi gestita dal Ghana Health Service), un’imbarcazione-ambulanza che fornisce assistenza e informazione sanitaria di base a 4.000 persone sparse nei villaggi della laguna e nel contempo raccoglie dati su malattie, nascite e decessi. Ovviamente funge da ambulanza in caso di emergenza.

L’imbarcazione gira tra i villaggi di pescatori con 6 operatori sanitari a bordo più il pilota. Si tratta di un’opera fondamentale per portare cure e medicine in zone altrimenti abbandonate a se stesse perché distanti ore di cammino dall’ambulatorio più vicino. Sono zone dove non c’è acqua corrente, non c’è elettricità e non ci sono strade asfaltate, a volte non ci sono proprio le strade. Le popolazioni si spostano in barca, bicicletta, i più benestanti in moto.

La barca-ambulanza riesce a muoversi agilmente e velocemente nella laguna e può essere chiamata in caso di emergenza.
In questo modo Eni Foundation fornisce servizi di pianificazione famigliare, di cura prenatale e postnatale, e attività di clinica pediatrica: come pesare e misurare i bambini, valutare eventuali casi di malnutrizione, somministrare vaccini, e svolgere attività di counseling con le madri su temi relativi alla salute dei bambini. Non da meno, gli operatori possono anche diagnosticare e trattare disturbi leggeri, e indirizzare i casi più seri ai centri sanitari più adeguati nella regione.”

In due ore lo staff, 6 operatori sanitari del Ghana Health Service, riescono a visitare anche 25 donne e fino a 60 bambini. In condizioni normali ci sono un’ostetrica, due infermieri specializzati in community health, un addetto alle attività di informazione sanitaria, un addetto al controllo delle malattie e un infermiere specializzato in salute pubblica ma il team cambia a seconda della funzione della barca. Per le emergenze viene mandato il personale ospedaliero più qualificato a seconda della necessità.
La Boat Ambulance, oltre a fornire assistenza sanitaria, riesce anche a fare campagne informative di prevenzione della malaria, del colera, della diarrea e a monitorare il diffondersi delle malattie raccogliendo i dati dai vari villaggi.

Dal sito Eniday: “In certe comunità, per far cadere il cordone ombelicale più rapidamente, si usano le sostanze più disparate, dal dado da brodo all’erba secca, esponendo il bambino al rischio di sepsi.”
In questa zona del Ghana Eni Foundation ha supportato due ospedali costruendo un padiglione prenatale in uno e ristrutturando il 90% dei locali e creando una nuova sala operatoria nell’altro, costruito 8 nuovi CHPS Compounds (sono piccole unità dove il personale sanitario vive e fa informazione e prevenzione sanitaria di base, non c’è un corrispettivo in Italia), ristrutturato e fornito acqua ed elettricità ad altri 10 centri medici (strutture più fornite e organizzate, ad esempio con una sala parto) e donato, oltre alla Boat Ambulance, anche quattro ambulanze 4×4 e 8 motociclette.
“Stimiamo che delle nostre attività beneficino circa 400.000 abitanti dei 3 distretti della regione”, afferma Domenico Noviello, Presidente di Eni Foundation.

L’intervista a Giada Namer

Abbiamo parlato al telefono con Giada Namer, Project Manager Eni Foundation Ghana, la quale ci racconta che da fine 2014 la barca-ambulanza viene gestita direttamente dal sistema sanitario ghanese e oggi, febbraio 2018, è ancora in piena attività.
Domando come si rapportano con la Boat Ambulance le persone dei villaggi e Giada mi dice che ormai la riconoscono e sanno di cosa si tratta.
Ogni tre mesi compie un giro completo dei villaggi della laguna offrendo assistenza sanitaria di base (vaccinazioni, pesa dei neonati, visite mediche) ed è sempre a disposizione per le chiamate di emergenza.
Chiedo a Giada se ci è mai salita personalmente, lei ride. Ha seguito il progetto dall’inizio, dalla costruzione della barca ambulanza con materiali e manodopera locale fino alla sua messa in acqua e al suo utilizzo.
Giada ci racconta che inizialmente hanno dovuto affrontare un problema non da poco: le persone non chiamavano la Boat Ambulance per le emergenze; di qui l’idea di distribuire volantini e scrivere su un muro del porto della laguna tre numeri di telefono e le indicazioni per chiamare in caso di bisogno. Il muro colorato ha fatto breccia nella popolazione e sono arrivate le chiamate per le emergenze.
Ci spiega ancora Giada che il progetto di Eni Foundation in Ghana è stato di ampia portata, è stata raggiunta tutta la popolazione dei tre Distretti di Jomoro, Ellembele e Ahanta West (immaginate le nostre province) tramite campagne di informazione radio; e per promuovere l’igiene hanno scritto canzoncine poi passate nelle radio per farle diventare “virali”.
Oggi l’intervento diretto di Eni Foundation è terminato ma fino al 2021 Eni Ghana assicurerà un continuo monitoraggio della qualità dei servizi sanitari erogati dal Ghana Health Service tramite la barca ambulanza e le altre strutture create da Eni Foundation.

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