Una casa di gusci d’uovo

È brevettato dalla natura per conservare e sviluppare ciò che c’è di più prezioso: la vita. E per noi che usiamo le uova per una moltitudine d’utilizzi, alimentari e non, consideravamo fino a poco tempo fa il loro guscio, perfetto e puro, un rifiuto.
Ora possiamo parlarne al passato, perché Calchèra San Giorgio, azienda trentina che studia e produce materiali edili per il restauro monumentale e artistico e per la ristrutturazione di edifici storici, ha deciso di riusare il guscio d’uovo come materia prima seconda (cioè ottenuta da scarti di lavorazione o da materiali derivati dal riciclaggio dei rifiuti), dandogli una nuova vita, usandolo nella conservazione dell’arte e della storia. Vediamo qualche dato sulle uova: potrebbero risultare sorprendenti!

Ogni anno in Italia si producono 13 miliardi di uova, che per il 90% sono utilizzate nell’alimentare. Il restante 10% è rappresentato dal guscio e dalla membrana interna che pesano, in termini assoluti, 6,5 grammi per uovo.
Questa piccola quantità, moltiplicata per 13 miliardi, crea oltre 84.500 tonnellate di residui, utilizzati al 26,6% come fertilizzante, al 21,1% come mangimi animali, il 15,8% in altri utilizzi, mentre il 36,5% è smaltito in discarica, dopo essere stato sottoposto a una costosa sterilizzazione, come inerte.
I gusci d’uovo sono composti da carbonato di calcio (CaCO3) al 99%, percentuale molto più elevata di quella dei materiali d’origine minerale; ciò significa che anche utilizzando solo quelli destinati alla discarica, il loro riciclo ogni anno potrebbe fornire 31.600 tonnellate di questo materiale. E si tenga conto che, sul fronte dell’approvvigionamento delle uova, l’Italia è autosufficiente: il 94,8% è infatti di produzione nazionale.
E torniamo allora al nostro carbonato di calcio, che è il componente fondamentale della calce. Il cemento ottenuto dalla frantumazione dei gusci d’uovo miscelati con l’argilla dà ottimi risultati.

Molto interessante è il processo di cottura dell’argilla con i gusci d’uovo, dal momento che le alte temperature provvedono anche alla loro sterilizzazione permettendo il risparmio di questo specifico costo. Inoltre la produzione e l’utilizzo della calce derivata dai gusci d’uovo è a emissioni zero, dato che la CO2 emessa durante il processo di calcinazione è ricatturata e fissata al suo interno durante il successivo indurimento nel corso della messa in opera.

L’utilizzo dei gusci di uova in edilizia ha anche un altro vantaggio: contribuire a salvare le montagne dallo sventramento delle cave. Le cave attive in Italia, secondo Legambiente, sono circa 5.500, dalle quali si estraggono ogni anno 120,2 milioni di metri cubi di materie prime per l’edilizia, dei quali 31,6 milioni di metri cubi sono di calcare. Evitare di aprire anche una sola altra montagna grazie al guscio dell’uovo trasformato in calce e cemento, oltre a ridurre i rifiuti e aiutare il clima, preserverebbe il paesaggio.

Fonti:
http://www.calcherasangiorgio.it/
https://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-rapporto-cave-2017-3-miliardi-di-euro-di-fatturato-4700-ca
https://www.unaitalia.com/settore-uova/

Fotomontaggio di Armando Tondo

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