Bici a pedalata assistita o scooter elettrico?

Quindi se leviamo le quattro ruote dal nostro orizzonte, dobbiamo andare verso le due ruote. E se sul fronte delle supermoto arrivano bolidi elettrici come Energica, motocicletta interamente Made in Italy da 80 kW che tocca i 200 km/h con un’autonomia di 200 km, le due ruote più “umane” si dividono in due categorie: gli scooter e le biciclette elettriche. La scelta tra queste due categorie di mezzi dipende sostanzialmente da come si vuole “ristrutturare” la propria concezione della mobilità urbana.
La prima decisione da prendere è se si vuole muoversi completamente a livello individuale o usando anche mezzi collettivi. Non esistono regole fisse. Bisogna analizzare a fondo la realtà dove si vive. Se si risiede in una città piccola e compatta, diciamo dove il raggio degli spostamenti è meno di 5-6 chilometri, di sicuro il mezzo ideale è la bicicletta elettrica, mentre se si abita nella periferia di una grande città nella quale è necessario fare lunghi tragitti di spostamento allora può essere più adatto uno scooter elettrico.
Bici Elettrica PieghevoleMa esiste un’alternativa che si sta diffondendo: la mobilità ciclistica elettrica intermodale. Ossia “contaminare” la propria mobilità con quella ciclistica. Il “grimaldello” è la bicicletta elettrica ripiegabile. Si tratta, come dice il nome stesso, di una bici che può essere ripiegata e trasportata sia in auto, sia sui mezzi pubblici, metropolitane, treni, ecc. In questo modo si può utilizzare l’auto, o il mezzo pubblico, per i trasferimenti di svariati chilometri, lasciando alla bici elettrica l’ultimo miglio, magari in un centro storico. C’è chi in questa maniera fa addirittura turismo intermodale andando da una città a un’altra in treno e visitando la destinazione in bicicletta. Cosa che con lo scooter elettrico diventa difficile fare.
Oltre alle differenze nell’utilizzo i due mezzi hanno anche delle ulteriori diversità. La prima è la potenza e la relativa fiscalità. Se la vostra bici è a pedalata assistita – e quindi, se non muovete i pedali, il motore elettrico si ferma – allora è in tutto e per tutto equiparata a una bicicletta normale. Niente bollo, niente assicurazione e l’unico costo è la ricarica della batteria. Ragione per la quale non si dovrebbe lesinare su accessori indispensabili per la propria sicurezza come casco, luci efficienti e specchietto retrovisore. La bici elettrica raggiunge una velocità di tutto rispetto, 25 km/h, che in ambito urbano non sono pochi e circola sulle strade normali, vista la cronica assenza di piste ciclabili nelle nostre città. Lo scooter elettrico ha costi maggiori. Il bollo non si paga per i primi cinque anni e per l’assicurazione si può arrivare a un 50% di riduzione. Il casco è obbligatorio, ma la capacità di carico è maggiore, visto che si può trasportare anche una seconda persona. Il problema però, per chi vive in condominio, è quello della ricarica. Già perché mentre la bici, specialmente quella pieghevole, non dà problemi, lo scooter non si può portare a casa e le colonnine di ricarica sono poche. Una soluzione però è stata trovata dalla italiana Askoll che produce scooter le cui due batterie sono estraibili. E visto che in media ci muoviamo da casa al lavoro con un mezzo per non più di 30 chilometri al giorno, ecco che portandosi in ufficio, o a casa, la batteria per la ricarica, si potrà sempre contare su un’autonomia a disposizione che è quella originale: 80 chilometri, più che sufficienti anche in una grande metropoli.

Fonti:
http://www.askoll.com/it/index.aspx
http://www.energicamotor.com/
http://www.poliziamunicipale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=41854

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