Il cactus è rock, l’orchidea è tanguera

Scherzi a parte, arriva dalla comunità di Damanhur, che dagli anni ’70 propone un modello di vita a contatto con la natura, uno strumento che registra la resistenza elettrica delle piante e la trasforma in musica.

Un sensore attaccato alle foglie e un altro nel terreno vicino alle radici registrano gli impulsi della pianta e li passano a un apparecchio MIDI che li converte in suoni estremamente rilassanti. Così rilassanti che, affermano i creatori, 10 minuti di riposo accompagnato da queste melodie valgono come due ore di meditazione.

L’idea non è nuovissima: nel 2014, con lo stesso sistema di sensori, anche la designer ambientale inglese Mileece Petre aveva dimostrato che le piante erano in grado di “emettere” musica; ed è un’idea che si sta diffondendo: il 27 e 28 maggio 2017 si è tenuto 1° Festival Internazionale della Musica delle Piante presso il ParcFloral di Parigi, dove musicisti e piante hanno suonato insieme, in armonia.

Concludendo: come stanno dimostrando diversi studi di questi ultimi anni (si veda per tutti il libro dello scienziato fiorentino Stefano Mancuso “Verde Brillante”) le piante sentono, vedono, parlano, annusano… e adesso suonano pure. Una serra è praticamente un’orchestra al completo.

Volete sentire la musica delle piante? Qui il video

Fonti:
http://www.musicoftheplants.com/it/2017/06/1-festival-internazionale-della-musica-delle-piante/
http://www.damanhur.org/it/ricerca-e-sperimentazione/mondo-vegetale
http://www.mileece.is/enter.html



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