Cuffie che traducono tutte le lingue del mondo? Un sogno… ma forse presto una realtà!

Esiste nella realtà una tecnologia simile e funzionante?

No, o meglio sì ma con riserve sul loro buon funzionamento.

Due le tecnologie al momento disponibili: gli auricolari Pilot Translating Earpiece dell’azienda Waverly Labs e quelli Pixel Buds di Google.

Delle Pilot Translating Earpiece la vendita dei primi esemplari è iniziata a fine dicembre 2017, sono prodotte da una startup con sede a New York e al momento in cui scriviamo hanno un costo di 249 dollari, un’offerta lancio a fronte dei 299 dollari di listino.

Lo studio ha richiesto 4 anni di ricerca e sviluppo e la campagna di crowdfunding su Indiegogo ha raccolto più di 4 milioni di dollari. Il primo modello dovrebbe garantire la traduzione simultanea di cinque lingue: inglese, francese, italiano, spagnolo e portoghese. Nell’autunno del 2018 è previsto l’inserimento di tedesco, greco, danese, svedese, cinese mandarino, hindi, giapponese e arabo.

Le cuffiette funzionano solo se usate da entrambe le persone che stanno dialogando e richiede uno smartphone connesso alla rete dove si selezionano le lingue usate.

Attenderemo di leggere le impressioni da chi le proverà. La prima sembra essere molto incoraggiante.

Le Google Pixel Buds sono auricolari bluetooth che, integrati con gli strumenti di Google, possono essere utilizzati anche come “traduttori”.

Scrive Luca Zaninello su Androidpit.it: “E’ da ormai più di un mese che ho il piacere di poter utilizzare il primo paio di cuffie prodotto da Google dotate di Assistant. Queste cuffie promettono di farvi utilizzare l’assistente vocale in maniera più immediata e di aiutarvi a parlare lingue che non conoscete.”

In realtà siamo ancora lontani dalla traduzione in tempo reale che ci si aspetterebbe: perché il meccanismo funzioni è anzitutto necessario installare sul proprio smartphone un’apposita app, Pixel2; quando poi si pronuncia la frase da tradurre, questa viene gestita in modo simile al Google Translate: le parole così tradotte arrivano allo smartphone che le legge inviandole alle cuffie via bluetooth.

Questo video, con oltre un milione di visualizzazioni, conferma i limiti delle Google Pixel Buds: ma lo scorso dicembre l’autorevole Wired.co.uk è stato davvero impietoso e qui titola: “I Pixel Buds di Google non sono solo inadeguati, sono assolutamente inutili”. Aspettiamo comunque le prossime recensioni.

Intanto l’autorevole Tech Crunch ha sperimentato con successo un auricolare che traduce il cinese parlato in inglese e viceversa in tempo quasi reale e ha intervistato Wells Tu, la cui azienda TimeKettle ha realizzato questo prototipo a Shenzhen, la megalopoli dove la Foxconn fabbrica gli iPhone per Apple. Ora vuole finanziare la produzione delle cuffiette iniziando un crowdfunding.

Insomma, la strada per una traduzione simultanea alla Star Trek è ancora lunga ma ogni invenzione è partita con piccoli passi: ne siamo certi, fra qualche anno potremo senz’altro parlare con il mondo… e soprattutto capire quello che stiamo dicendo.

 

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