L’orto sul terrazzo

Parlerò qui di due possibili tecniche di coltivazione: una più tradizionale e una molto innovativa e sicuramente più efficace dal punto di vista del rispetto dell’ambiente. A voi la scelta.

L’orto in cassoni di legno o vasi

La tecnica tradizionale prevede l’uso di cassoni in legno o vasi. I cassoni migliori sono quelli in larice, legno molto resinoso che resiste a lungo. Saranno alti 1 metro, lunghi quanto potete, profondi 50 cm, larghi almeno 50 cm. Più sono grandi più piante potranno accogliere. Non potendosi procurare un cassone potete usare anche dei vasi ma si sfrutta meno bene lo spazio, ne parliamo tra poco.

Procedete in questo modo. Isolate il fondo del cassone con tessuto non tessuto (impedisce alle radici di uscire dal cassone), coprite con un abbondante strato di argilla espansa o lapillo vulcanico di 15 cm per ottenere un buon drenaggio dell’acqua (se l’acqua ristagna danneggia le radici). Coprite con terriccio universale concimato riempendo il vostro cassone fin quasi al bordo. Lo potete acquistare in qualunque negozio specializzato.

Se vivete in zone dove l’acqua è molto calcarea, mettete, invece, 2 parti di terra universale concimata ed 1 parte di terra per piante acidofile.

Per capire se l’acqua è calcarea osservate i forellini della doccia: se si otturano presto e diventano bianchi avete a che fare con acqua calcarea, al contrario, se facendovi una doccia avrete la sensazione di non sciacquarvi mai, l’acqua sarà acida.

La maggior parte degli ortaggi viene piantata in primavera o in autunno, ma è bene cominciare già in inverno a costruire la struttura che accoglierà l’orto, per essere pronti all’arrivo della primavera.

Come si è detto se non avete abbastanza spazio, andranno bene anche dei semplici vasi. Cercate però di usare vasi che abbiano un diametro minimo di 30 cm.

I migliori saranno sempre quelli di terracotta, più belli, ma molto più pesanti e cari.

Anche nei vasi il drenaggio sarà molto importante.

Se i vasi di terracotta sono nuovi, ricordatevi prima dell’uso di tenerli più ore colmi d’acqua, in maniera che la creta la assorba bene tutta, quindi svuotateli, coprite i fori di scolo con un coccio con la gobba rivolta verso l’alto, coprite con uno strato di argilla o lapilli di 5/10 cm e poi uno di terra concimata.

A gennaio-febbraio potete interrare degli spicchi d’aglio bianco. Ogni spicchio andrà posizionato con la punta verso l’alto e ricoperto con un leggero strato di terra. Gli spicchi dovranno avere una distanza di 15 cm l’uno dall’altro.

In primavera o in autunno potete scegliere quali piante interrare e in questi periodi la scelta sarà assai vasta.

Quasi tutte le piante, tranne i tuberi (carote o patate) che si sviluppano in profondità, potranno essere messe a dimora nei vasi. A voi la scelta a seconda dei gusti. Ho visto crescere nei cassoni insalate, pomodori, melanzane, fagiolini nani, cetrioli rampicanti, ravanelli, rughetta, meloni, biete, sedani e altro ancora. Le fave saranno sempre le benvenute in qualsiasi orto anche perché apportano azoto al terreno, cioè lo concimano.

E’ molto importante ricordare la rotazione delle piante. Per esempio, non mettete mai i pomodori nella terra che li ha ospitati l’anno precedente. In quella potrete, per esempio, piantare l’insalata. Lo stesso criterio vale per qualsiasi altro ortaggio. Dovrete anche ricordare sempre di lasciare una giusta distanza tra una piantina e l’altra: nei mesi successivi cresceranno e occuperanno molto spazio.

Sul mio minuscolo terrazzo in Sabina ho scelto di coltivare erbe aromatiche.

Ho sistemato 4 vasi rettangolari (60x30x30) agganciati alla ringhiera e ho iniziato col solito drenaggio d’argilla ricoperto poi dalla terra. In un vaso ho messo rucola con accanto sedano nero, nell’altro erba cipollina e maggiorana, nel terzo timo e basilico e nel quarto menta piperita con mentuccia romana.

La salvia e il rosmarino sono erbe più difficili da coltivare in vaso perché hanno bisogno di molto spazio.

Anche le fragole sono coltivabili in vaso. Da qualche anno si trova in commercio una varietà di fragole “rifiorenti” così chiamate perché assicurano una produzione di frutti per parecchi mesi, per la gioia dei bimbi. Vi basteranno poche piantine e nel giro di 2 anni avranno invaso il loro territorio.

Materiali e prezzi

Nella scelta dei materiali bisognerà tenere conto dello spazio che avete a disposizione e del peso che il vostro terrazzo può sopportare.

Cercando on line i cassoni in larice, li troverete ad un prezzo di circa 100,00 euro della misura 80X50X80 cm. 200 euro circa vi occorreranno per il terriccio (320 litri) e 30 euro per l’argilla (95 litri).

Se la vostra acqua è calcarea ci vorranno 50 euro di terriccio per acidofile, 90 euro di terriccio universale e 30 euro di argilla per il drenaggio.

Il larice è il legno più adatto perché non richiede un trattamento che lo renda impermeabile.

Un vaso di terracotta tondo di 30 cm di diametro costa tra 80-100 euro a seconda della qualità. 10 euro per il terriccio e 2 euro per l’argilla.

Un vaso in terracotta rettangolare 62x25xh25 costa intorno ai 100,00 euro. Il terriccio necessario 20 euro e l’argilla 2 euro.

In presenza di acqua calcarea: 5 euro terriccio per acidofile, 15 euro terriccio e 2 euro argilla.

In generale, questi sono i prezzi:

argilla sacco da 50 lt, 15 euro circa
lapillo vulcanico sacco da 10 lt, 9 euro
terriccio concimato bio sacco da 50 lt, 22 euro circa
terriccio piante acidofile bio sacco da 50 lt, 23 euro circa

Se non volete comprare la terra al vivaio, fate una gita nel bosco, prendete la terra, pulitela dai bulbi e dalle ghiande, sminuzzate con una buona cesoia tutte le radici ma lasciate eventuali vermi che vi aiuteranno nella concimazione.

L’Orto Bioattivo

Esiste un nuovo metodo di coltivazione di ortaggi messo a punto dall’agronomo Andrea Battiata, chiamato Orto Bioattivo, sito internet, attualmente in rifacimento.

Questa tecnica consiste principalmente nella preparazione di un terriccio naturalmente ricco, che consente la coltivazione, in piccoli spazi, di un gran numero di ortaggi altamente nutrienti e con il consumo di poca acqua.

Il terriccio, così preparato, non si impoverisce per nutrire la pianta, ma si auto-rigenera e quindi non necessita nemmeno di essere cambiato a fine coltivazione, né di essere zappato o fertilizzato.

Il preparato cerca di ricreare quello dei boschi e delle foreste che, nel corso di molti anni, si arricchisce di meccanismi microbiologici che lo rendono naturalmente fertile. Si prepara con un substrato di terra vulcanica, un compost di foglie, uno di lombrichi e un po’ di concime naturale ottenuto dalla fermentazione di alcune piante.

Molto importante è la pacciamatura finale (copertura usata in agricoltura, messa a protezione del terreno) composta da rami sminuzzati.

A questo punto si potranno posizionare le piantine molto più vicine l’una all’altra che nell’orto tradizionale.

Nella scelta di “cosa” piantare, qui e nell’orto tradizionale, oltre ai gusti personali, è importante tenere conto delle sinergie esistenti tra alcune piante. Infatti, alcune specie diverse troveranno beneficio se piantate vicine. Questa tecnica è efficace non solo per la migliore crescita e qualità degli ortaggi, ma anche per proteggerli dall’attacco dei parassiti.

La raccolta nell’orto bioattivo avviene senza estirpare le radici ma lasciandole nel terreno dove diverranno nuovo concime. Inoltre, avendone la possibilità, tutti i residui dei raccolti (rami, foglie, fusti) potrebbero essere messi a fermentare per produrre nuovo humus (della preparazione di compost parleremo nelle prossime puntate).

La complessa preparazione iniziale consentirà a questo tipo di orto di non richiedere più alcun intervento da parte vostra anche perché le erbe spontanee fanno parte di questo sistema. Basterà garantire una corretta irrigazione (volendo possono essere allestiti degli impianti che prevedono il recupero dell’acqua in eccesso), mantenere la pacciamatura e ripiantare altri ortaggi subito dopo il raccolto.

Buon lavoro!

 

The post L’orto sul terrazzo appeared first on PeopleForPlanet.

http://ift.tt/2o359ub

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *