Il nettare di Prabhupada

Rukmini devi dasi con una foto di Srila Prabhupada

Montreal, 19 agosto 1968 –

Rukmini: Quando impariamo ad amare Krishna, trascendiamo la virtù? (il sattva guna)

Prabhupada: Trascendiamo? Cosa intendi?

Hansaduta: Quando impariamo ad amare Krishna, trascendiamo la virtù?

Prabhupada: Oh, sì. La virtù è molto buona in questo mondo materiale, ma è anche un condizionamento.

Se io penso:

Oh, sono un uomo molto istruito, sono un uomo molto buono,

anche questa è una schiavitù. Dobbiamo andare oltre persino il bene, arrivare a quella che è chiamata Suddha-sattva. Suddha-sattva significa pura virtù. Qui, il senso di virtù, di bontà: “Io sono molto buono”, si mischia con la qualità della passione. Mi sento orgoglioso della mia bontà; quindi, non appena c’è orgoglio, la virtù si mischia con la qualità della passione. Dunque, vedrai che i vaisnava non pensano mai di essere molto bravi. Pensano:

Oh, io sono il più basso, sono il più caduto.

Nella Caitanya-caritamrita, il Signore dice:

Se qualcuno recita il mio nome, tutte le sue attività pie vengono immediatamente distrutte.

Vedi, è questo il livello (da raggiungere). Trinad api sunicena. Essere molto umile e mite. Questo è al di sopra della virtù. Se penso di essere molto bravo, è qualcosa di materiale. Sarvopadhi-vinirmuktam (CC Madhya 19.170). Pensare di essere molto povero o pensare di essere molto ricco o pensare molto male o pensare molto bene, sono tutte caratteristiche materiali. Pensa semplicemente:

Io sono un umile servitore del Signore Supremo.

È questa la pura virtù.

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