Giorno: 10 febbraio 2018

10 sporchi vaccini – Documentario

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10 sporchi vaccini – Documentario.

Il Documentario di tommix è il più importante sul tema vaccini.
Ci siamo assunti in pieno il coraggio di raccontare tutta la vicenda senza far sconti e tutti gli aspetti che la circondano, senza far peccato di omissione. Il Sistema è coerente, se non lo capiamo, sarà impossibile denunciarlo.
Il piano di vaccinazioni obbligatorie indifferenziate

10 sporchi vaccini – Documentario
prixi.

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Ego – Tratto da “Il Tao della filosofia” di Alan Watts

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Ego – Tratto da “Il Tao della filosofia” di Alan Watts.

Credo che, se siamo onesti con noi stessi, il problema più affascinante che ci possiamo porre è: “Chi sono io?”
Che cosa intendiamo e che cosa sentiamo quando diciamo la parola “io”? Non penso che vi possa essere una percezione più seducente di questa, così inafferrabile e nascosta. Ciò che sei nell’intimo del tuo essere

Ego – Tratto da “Il Tao della filosofia” di Alan Watts
prixi.

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Struttura di un nucleo galattico attivo

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Struttura di un nucleo galattico attivo.

I nuclei galattici contengono buchi neri supermassicci e alcuni di essi sono così luminosi che la regione centrale diviene più splendente del resto della galassia. Questi nuclei sono detti nuclei galattici attivi (AGN). Molta della loro energia prodotta viene da emissioni non-termiche. L’ambiene vicino a questi buchi neri include tipicamente un toroide di polveri e

Struttura di un nucleo galattico attivo
Richard.

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Chan Chan: la più evoluta Città Precolombiana si sta lentamente “sciogliendo”

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Chan Chan: la più evoluta Città Precolombiana si sta lentamente “sciogliendo”.

Circa 600 anni fa, in Perù fioriva una grande e opulenta città: Chan Chan, che all’epoca era la più grande del continente americano, costruita interamente con mattoni cotti al sole, o con argilla cruda.
In un dedalo di stradine sorgevano palazzi e templi dall’aspetto elaborato, quasi come se fossero stati tessuti a telaio. La città

Chan Chan: la più evoluta Città Precolombiana si sta lentamente “sciogliendo”
prixi.

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Torna la Giornata di Raccolta del Farmaco

Si svolge oggi in tutta Italia la 18esima GRF, Giornata di Raccolta del Farmaco, organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus. Nelle farmacie che aderiscono all’iniziativa sarà possibile acquistare e donare farmaci da banco (che non richiedono ricetta medica) agli enti e alle associazioni che si prendono cura delle persone indigenti.

Sono richiesti, in particolare, antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici. Basterà farsi consigliere dal farmacista, acquistare e consegnare i farmaci agli addetti del Banco Farmaceutico presenti nella farmacia.

Qualche numero sull’iniziativa:

  • aderiscono oltre 4.100 farmacie di 104 province italiane;
  • 14.000 i volontari in campo;
  • oltre 1.700 gli enti che beneficeranno delle medicine

Nell’edizione 2017 della Giornata di Raccolta del Farmaco sono stati consegnati alle associazioni più di 375mila farmaci, e grazie ad essi 578mila indigenti si sono potuti curare.

Abbiamo coperto solo il 37% delle richieste” si legge nel sito del Banco Farmaceutico. “In Italia ci sono 4,7 milioni di poveri e la domanda di farmaci da parte degli enti è cresciuta in 5 anni (2012-2017) del 27,4%.

In 17 anni, la GRF ha raccolto e ridistribuito più di 4.400.000 farmaci.

Spesso lo dimentichiamo o sembriamo non accorgercene ma, accanto a noi ci sono persone che se si ammalano, possono solo sperare che il malessere passi e che il freddo rigido dell’inverno non peggiori la loro condizione. Ciò che appare scontato, per milioni di poveri non lo è: la speranza degli indigenti di potersi curare è affidata alla generosità di chi è più fortunato“, spiega Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Sul sito del Banco Farmaceutico sono disponibili tutte le info sulla Giornata di Raccolta del Farmaco di oggi.

In particolare, divise regione per regione, le farmacie che aderiscono all’iniziativa

Qui un video molto interessante

 

La Giornata di Raccolta del Farmaco si sposa benissimo con la campagna di People For Planet per la distribuzione anche nelle farmacie di farmaci sfusi e la conseguente riduzione degli sprechi: una manovra che farebbe risparmiare al Sistema Sanitario Nazionale oltre 500 milioni di euro!

Vi invitiamo a firmare qui il Manifesto per sottoscrivere questa proposta.

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Angese, il guerriero divertente

Sembra ieri e sembra tantissimo. E ci verrebbero da dire un sacco di cose ma sappiamo per certo che se scrivessimo delle banalità o delle frasi retoriche, Sergio ci manderebbe uno “ZOT!”, il fulmine dei fumetti. E allora che dire?
Noi stiamo zitti e lasciamo la parola a Jacopo Fo che di Angese ha scritto una biografia quasi autorizzata.

Angese inteso come artista.
Sergio AngeseUno sport al quale ci siamo dedicati a lungo era quello di raccontare le storie che avremmo disegnato.
Disegnare è un lavoro lento e faticoso e raccontare la storia è invece un piacere immediato. Per questo alla fine mi sono messo a scrivere e a far l’attore.
E devo dire che alcune storie di Angese, di Vincino o di Pazienza raccontate erano ancora più ricche e complesse. Poi disegnando semplifichi.
Ad esempio, Angese aveva a un certo punto deciso di trasferirsi a vivere sul mare e di scolpire pezzi di mare con onde in legno. Non ha mai fatto neppure una scultura di onde. Ma io so esattamente come sarebbero state perché me le descrisse nei minimi particolari. Lui parlava e muoveva le dita per farmi capire come immaginava le onde, e io vedevo il solco arrotondato che le sue dita lasciavano nell’aria e vedevo formarsi onde vorticose costituite da fasci di solchi di dita che si sovrapponevano.
Sculture di legno chiaro, che si sarebbe scurito con il tempo. Immagino che avrebbe lasciato il colore del legno, sicuramente, ma io vedo queste onde dipinte, con gli spruzzi bianchi, le goccioline sulla cresta dell’onda che si rompe, goccioline che stanno per staccarsi, che si protendono.
Blu, azzurro, celeste, prussia, turchese, cobalto, smeraldo.
E spero che tu leggendo questa descrizione le veda, queste onde. E senta anche il profumo del mare, perché se io penso alle sculture del mare di Sergio sento anche il profumo.

Le onde di legno sarebbero state un’opera d’arte in linea con quel che Angese ha sempre fatto come autore.
Cosa fa, di un artista, un grande artista?
Io credo che sia la capacità di creare un modello del mondo, una rappresentazione coerente, una mappa cifrata, un codice di interpretazione, una chiave di decodificazione.
In altri termini: guardo un viso disegnato. Se mi sembra che sia vero, se mi emoziona, se mi dice qualche cosa, se innesca una sensazione, allora quella è arte. Grande arte.
Guarda qualunque vignetta di Sergio e vedi che i personaggi ci sono veramente, non sono solo segni sopra un foglio, sono vivi e ti comunicano una sensazione.
La costruzione delle storie e delle vignette era della stessa qualità. Angese riusciva a esprimere un punto di vista emozionante sul mondo e riusciva a restare sempre coerente con questo suo leggere diversamente il mondo.
La sua tensione poetica era centrata proprio sul cercare un’altra descrizione del creato, diversa da quella corrotta e banale, industriale e vigliacca, egoista e piccinina che va per la maggiore.
Sergio odiava i furbetti, ribelli a ore, pronti a vendersi l’anima alla prima buona occasione, Disprezzava il loro modo di pensare, di sudare, di fare sesso. Li riteneva esseri che hanno scelto coscientemente di essere inferiori.
E mi derideva per una mia certa passione missionaria e la voglia di spiegare.
Lui era piuttosto uno che derideva, che si prendeva la soddisfazione di dare del coglione al coglione.
Non credeva nella rivoluzione, soltanto in una lenta evoluzione. Viveva in un mondo che non aveva scelto lui. Aveva scoperto che poteva guadagnare vendendo quel che pensava e che anche gente che lui disprezzava era disposta a comprare i suoi insulti. Peggio per loro.
Ma comunque non gli interessava poi neanche tanto insultare. Almeno nei suoi fumetti. Lui raccontava storie e contesti che erano di per sé stessi insulti ai pecoroni.
Di persona invece si divertiva a dire cose spaventose. Attaccava con decisione i benpensanti, specie quelli di sinistra, rivoltando le loro idee fisse.
Dire adesso che anche a sinistra rubano è facile, 30 anni fa era un’idea sconvolgente.
Così come sostenere che i cortei non servivano a niente, o che i giornali non raccontavano la verità anche quando non tacevano i fatti.

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