Giorno: 8 febbraio 2018

Uranio impoverito: la storia infinita

E’ notizia di mercoledì 7 febbraio 2018: la quarta Commissione istituita dal Parlamento per indagare sull’uranio impoverito ha concluso i propri lavori e nella relazione finale, approvata con 10 voti favorevoli e due contrari, afferma che “criticità hanno contribuito a seminare morti e malattie tra i lavoratori militari” e continua: “Inadeguate norme sicurezza militare e negazionismo: risultato devastante“.

Le “reiterate sentenze della magistratura ordinaria e amministrativa” si legge ancora nella relazione hanno “costantemente affermato l’esistenza, sul piano giuridico, di un nesso di causalità tra l’accertata esposizione all’uranio impoverito e le patologie denunciate dai militari o, per essi, dai loro superstiti. Per l’uranio è stato altresì riconosciuto sul piano scientifico, con la Tabella delle malattie professionali Inail approvata nel 2008, il nesso causale per la nefropatia tubolare“.
I virgolettati che riportiamo sono tratti da questo articolo di Repubblica.it.

Come prevedibile lo Stato Maggiore della Difesa è insorto: “Accuse inaccettabili”, affermando di non aver mai acquistato o utilizzato proiettili rivestiti di uranio impoverito.

Forse si è cercato di far passare sotto silenzio, di insabbiare questa scomodissima verità?

Si legge nella relazione della Commissione: “Si tratta della vicenda relativa al militare Antonio Attianese, vittima di una grave patologia insorta a seguito della sua permanenza in territori contaminati dalla presenza di uranio impoverito in Afghanistan. Davanti alla Commissione, il 15 marzo 2017, denunciava l’atteggiamento ostruzionistico di alcuni superiori e le gravi minacce da lui subite nel corso delle pratiche relative alla sua richiesta di causa di servizio“.

E inoltre: “Nel corso di un’intervista televisiva andata in onda pochi giorni prima, il generale Carmelo Covato aveva affermato che i militari italiani impiegati nei Balcani erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati. Affermazioni, queste, che apparivano in contrasto con le risultanze dei lavori della Commissione e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dell’intera inchiesta“.

Di uranio impoverito si parla ormai da più di vent’anni.

Fu una della più importanti battaglie di Franca Rame, la quale portò alla luce tutta la brutta faccenda prima nel suo blog e poi dai banchi del Senato.

Franca Rame pubblicò numerose testimonianze e inchieste nonché le lettere inviate al Governo perché indagasse a fondo sulla causa delle centinaia di morti dei reduci dell’Afghanistan e del Kossovo. Allora si chiamava la “Sindrome del Golfo”.

E non si limitò a denunciare il problema ma andò a trovare a casa i ragazzi ammalati, aiutò le famiglie, pagò di tasca propria medicine, cure e purtroppo anche funerali.

Qui di seguito una lettera al direttore del Corriere della Sera pubblicata il 31 maggio del 1999. La riportiamo integralmente.

Caro Direttore,

il 17 aprile il portavoce Nato, generale Giuseppe Marani, ha dichiarato che «proiettili anticarro con uranio impoverito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo» e ha aggiunto che questi proiettili «non comportano alcun rischio» perché hanno un livello di radioattività «non superiore a quello di un orologio» (da il manifesto 20 aprile ’99).

Permetteteci di dubitare del buon senso di questa affermazione. L’uranio impoverito, ci dicono i libri di fisica, ha una radioattività pari al 60% di quello naturale ed è un prodotto di scarto delle centrali nucleari. Fino a ieri veniva immagazzinato con mille precauzioni a costi altissimi.

Poi si è scoperto che poteva essere usato per ricoprire i proiettili anticarro. Al momento dell’esplosione si incendia sviluppando una temperatura altissima e buca l’acciaio come fosse burro. Bruciando si trasforma in una polvere sottilissima che si sparge nell’aria.

Molti studiosi hanno sollevato gravi dubbi sul fatto che sia innocuo. Già nel ’79 un rapporto del «U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command» sosteneva che l’uso di questi proiettili metteva in pericolo «non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento… le particelle… si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l’ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali».

Un altro studio commissionato dall’esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: «L’uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell’organismo e la sua tossicità chimica causa danni ai reni». Nonostante questi avvertimenti i proiettili ricoperti di uranio impoverito furono usati nella guerra del Golfo. Subito dopo, nel novembre 1991, il quotidiano londinese The Independent pubblicò uno studio segreto dell’Ente atomico britannico (Ukaea) sui potenziali pericoli costituiti dalla radioattività presente nelle zone dei combattimenti in Iraq e Kuwait a causa di questi proiettili.

In questo momento il Pentagono si trova in grande imbarazzo perché dopo la guerra del Golfo più di 80.000 veterani si sono ammalati della cosiddetta Sindrome del Golfo; più di 4500 sono morti, centinaia sono i figli dei reduci nati deformi. Il 5 luglio 1998 il Washington Post ha pubblicato un articolo che avalla la tesi sostenuta da molti ricercatori: una delle cause principali di questa sindrome sono i proiettili all’uranio. La Rai ha commissionato su questo argomento un documentario al regista Alberto D’Onofrio e poi lo ha censurato.

Evidentemente però anche il Pentagono qualche dubbio lo deve avere: il San Francisco Examiner del 17 agosto ’97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare Usa che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: «Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati».

Ma pare che la situazione in Iraq sia gravissima. Gli elicotteri Apache e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4200 proiettili al minuto. Ogni proiettile è ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime più prudenti parlano di più di 300 tonnellate di uranio impoverito scaricate su Iraq e Kuwait. Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati.

Il professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, ha condotto uno studio impressionante sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi di bimbi e animali nelle zone dei combattimenti.

L’esperienza di questo medico tedesco offre anche una prova indiretta della radioattività di questi proiettili. Egli riportò in Germania un bossolo esploso per poterlo fare analizzare e fu per questo condannato per violazione delle «leggi nucleari».

Le organizzazioni pacifiste americane hanno raccolto un dossier enorme sugli effetti di questi proiettili non solo in Iraq, ma anche in Bosnia dove si è riscontrato un notevole aumento di casi di leucemia nelle aree dove hanno operato gli A10 e in una zona del Costarica dove i proiettili all’uranio impoverito sono stati usati in una esercitazione.

Ce n’è abbastanza per non sentirsi tranquilli davanti all’ammissione dell’uso di queste armi in Kosovo. E certo non ci saranno molto grati i kosovari, visto che questo uranio è radioattivo per secoli, almeno 4000 anni, secondo le stime più prudenti.

Alle interpellanze parlamentari di Semenzato e Paissan, il governo ha risposto che l’Italia non usa queste armi e che si adopererà perché non si usino ma che non si sa nulla di preciso perché c’è il segreto militare.

Non è una risposta esauriente.

In una situazione così pericolosa non ci si può limitare a sperare che i pessimisti abbiano torto. Anche la nostra più viva speranza è che l’uranio impoverito sia innocuo, anzi preghiamo che si scopra che è un ottimo ricostituente, fa venire i denti più bianchi e ridà la voglia di far l’amore agli amanti stanchi. Ma se non è così?

Spargere materiale radioattivo è un gesto da tribunale per i crimini di guerra. E il fatto ci riguarda molto da vicino perché la polvere di uranio può essere trasportata dal vento anche per centinaia di chilometri.

Forse sarebbe il caso che non si continuasse a far finta di niente e l’Italia ponesse un veto assoluto all’uso di queste armi chiedendo l’apertura di un’indagine internazionale. Se poi si stabilirà con certezza che fanno bene alla salute saremo lieti di acquistare un centinaio di proiettili da tenere in giardino.

Speriamo che D’Alema non voglia rischiare di essere ricordato come un fiancheggiatore degli autori di un genocidio. Uno che quando gli chiedono: «Ma lei non sapeva niente?» risponde: «La Nato mi aveva assicurato…».

Per concludere vorremmo ricordare che la situazione è particolarmente insidiosa perché i proiettili all’uranio sono un affare colossale, permettono di trasformare le scorie nucleari (che è costosissimo conservare in modo sicuro) in una materia prima preziosa.

Le azioni delle imprese che producono questi ordigni stanno aumentando il loro valore rapidamente. Per fortuna, volendo, si potrebbero ripulire l’Iraq e gli altri territori contaminati, ma il costo di una simile impresa è stato stimato intorno ai 50-100 milioni di miliardi di lire. Forse poi una stangatina fiscale non sarà sufficiente a pagare il conto.

 

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1080 video di Srila Prabhupada con sottotitoli in italiano

Sono disponibili su Vanipedia.org 1080 video di Srila Prabhupada con sottotitoli in italiano.

Al link indicato in basso a destra della home page di VaisnavaLife.com e riportato in questo articolo, potrete trovare il link alla pagina di Vanipedia che vi proporrà 1080 video di Srila Prabhupada tradotti in italiano dai nostri volontari. Ringraziamo in modo particolare Mahatseva das che, lui soltanto dal suo “eremitaggio”,  ha tradotto più di 750 video.

Presentazione

Abbiamo dedicato questo servizio a Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada è un puro devoto di Sri Krishna dalla coscienza auto-realizzata. Mentre era fisicamente presente tra di noi, ha condiviso l’essenza della conoscenza vedica in modo liberale e senza pregiudizi. Il suo unico desiderio era quello di soddisfare il desiderio del suo maestro spirituale: introdurre il metodo della coscienza di Krishna in tutto il mondo. Srila Prabhupada ci ha mostrato l’importanza di vivere la vita secondo le indicazioni date nelle Scritture. Parlò e scrisse profusamente in modo che molte persone potessero beneficiare di queste direttive nella loro vita, e desiderava che ogni persona sul pianeta avesse l’opportunità di leggere i suoi libri, ora e in futuro.

Offriamo umilmente questo tentativo di assistere Srila Prabhupada nella sua missione, pregando che, grazie alla misericordia di Krishna e alle benedizioni dei Suoi devoti, Vanipedia aiuti a diffondere i suoi insegnamenti a milioni di anime in tutto il mondo.

Siete sempre i benvenuti in Vanipedia, specialmente nelle pagine dove troverete i link ai video tradotti in italiano.

Ecco il link: https://vanipedia.org/wiki/Category:1080_Italian_Pages_with_Videos

Siamo un piccolo gruppo di devoti appassionati delle risorse dei web vaisnava, e Vanipedia è il luogo in cui offriamo il nostro servizio di devozione al Signore, ovvero ‘Vaniseva’ [“il servizio alle istruzioni”]. Vaniseva è l’attività che vogliamo compiere per fare in modo che questo sito diventi un’esperienza dinamica. Speriamo che collegherà milioni di anime ai puri insegnamenti di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada.

Per coloro che non lo sanno, Srila Prabhupada (1896-1977) è un grande persona santa. Venne negli Stati Uniti dall’India nel 1965 all’età avanzata di settanta anni. Non portava nient’altro che la sua fede nei santi nomi di Krishna e una cassa di libri dell’edizione in tre volumi del primo canto dello Srimad-Bhagavatam, una Sacra Scrittura che aveva recentemente tradotto in inglese e poi commentato.

Srila Prabhupada tradusse e commentò oltre cinquanta volumi di antiche scritture vediche prima della sua morte fisica, il 14 novembre 1977. La sua autorità nello scrivere e nell’insegnare, e nel formare i suoi studenti nella scienza dell’auto-realizzazione gli fu data dal suo guru, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Goswami Maharaja (1874-1937),un maestro della successione disciplica di Sri Caitanya Mahaprabhu (1486-1534), Lui stesso un’incarnazione di Sri Krishna. Srila Prabhupada fondò l’International Society for Krishna Consciousness, ISKCON.

Srila Prabhupada scrisse e parlò dell’incatenamento dell’anima nel corpo materiale e della scienza trascendentale per liberare l’anima risvegliando il suo amore naturale per Dio, ora sopito. Poiché era fisso nel livello della realizzazione spirituale, poteva facilmente spiegare queste verità e rendere rilevanti gli insegnamenti spirituali per il mondo materialista che incontriamo ogni giorno.

Il nostro progetto è creare un’enciclopedia online dei suoi insegnamenti in modo che le persone possano diventare più consapevoli del meraviglioso contributo spirituale dato da Srila Prabhupada. La filosofia è vasta e può essere vista da molte prospettive diverse, quindi abbiamo ritenuto appropriato compilare gli insegnamenti di Srila Prabhupada secondo i loro temi naturali.

Vishnu Murti das

Una panoramica di Vanipedia

Per Gaura Purnima 2013 abbiamo compilato in un documento PDF un’introduzione alla visione di Prabhupada-vani e al progetto Vanipedia, e l’abbiamo presentato alla leadership dell’ISKCON, a Mayapur. Abbiamo ricevuto un’accoglienza molto favorevole, e lo offriamo ora per il piacere di tutti.

Cos’è Vanipedia?

Vanipedia è un’enciclopedia dinamica e interattiva di tutti gli insegnamenti di Srila Prabhupada (vani).

È una grande risorsa per ogni ricercatore spirituale e devozionale ed è come una vasta biblioteca di profonda conoscenza.

Data l’eccellente natura della sua presentazione, il lettore sperimenta rapidamente le molteplici qualità:

  • Del Signore Supremo.
  • Dei suoi santi nomi.
  • Del suo servizio devozionale.
  • Gli insegnamenti delle sacre scritture, la Bhagavad-gita e lo Srimad-Bhagavatam.

Questo chiaramente dà valore al suo nome: Vanipedia – l’essenza della conoscenza vedica

La visione

Offrire una gamma completa di tutti gli insegnamenti di Srila Prabhupada in tutte le lingue.

Utilizzare il processo di compilazione da quattro prospettive principali attraverso le quali Srila Prabhupada ci ha introdotti ai suoi insegnamenti e alle sue conferenze.

  • Secondo il tema;
  • Secondo gli usi del linguaggio;
  • Attraverso le personalità trascendentali presentate nei suoi insegnamenti;
  • Attraverso le diverse Scritture.

Per raggiungere questa visione, stiamo coinvolgendo un gran numero di volontari attraverso il nostro programma Vaniseva, per offrire così a molti devoti l’opportunità di collaborare a questo servizio dinamico, anche traducendo il sito e le sue risorse in più lingue possibili. Per raggiungere questo obiettivo, un nucleo di devoti sta facilitando e coordinando i servizi dei volontari. La collaborazione è la nostra chiave per il successo. Lavorando insieme possiamo sicuramente creare un futuro migliore.

La nostra missione

Esplorare, scoprire ed esporre in modo completo gli insegnamenti di Srila Prabhupada presentandoli in modi accessibili e da ogni angolazione, per offrire a Srila Prabhupada un’opportunità mondiale e continua per predicare e insegnare la scienza della coscienza di Krishna.

La semplice filosofia che sta alle basi di Vanipedia

Abbiamo compreso che nei tempi moderni non c’è stato un maggior esponente della filosofia Vaisnava e nessun critico sociale che spieghi questo mondo contemporaneo Cosi com’è, come Srila Prabhupada ha fatto. Comprendiamo che Srila Prabhupada è un puro devoto direttamente potenziato dal Signore, Sri Krishna, per coinvolgere gli esseri viventi nell’amorevole servizio devozionale a Dio, e che questo potenziamento è stato dimostrato dalla sua impareggiabile esposizione della Verità Assoluta che si trova nei suoi insegnamenti. Comprendiamo che Srila Prabhupada voleva che i suoi insegnamenti venissero distribuiti in modo profuso, e fossero ben compresi. Abbiamo compreso che un approccio tematico agli insegnamenti di Srila Prabhupada accresce notevolmente il processo di comprensione delle loro verità intrinseche e che è di immenso valore esplorare, scoprire ed esporre i suoi insegnamenti in modo completo e da ogni punto di vista. Abbiamo compreso che gli insegnamenti di Srila Prabhupada saranno il sostegno principale per milioni di suoi seguaci e per molte generazioni future. Comprendiamo che, nella sua assenza fisica, Srila Prabhupada desidera che molte persone lo assistano in questa missione. Quindi ci stiamo impegnando a creare una collaborazione veramente dinamica per facilitare la perfetta conoscenza che si trova all’interno degli insegnamenti di Srila Prabhupada, per fare in modo che essa sia abbondantemente distribuita, correttamente compresa e vissuta con gioia.

È così semplice – e l’unica cosa che ci separa dal completamento di Vanipedia è il tempo e molte sacre ore di servizio devozionale sono state offerte e saranno ancora offerte dai devoti che si impegnano in questo progetto.

L’analogia che ci ispira

Gli insegnamenti di Srila Prabhupada sono un oceano di conoscenza vedica realizzata. Vanipedia è una nave che sta intraprendendo un viaggio su quel grande oceano. Mentre attraversiamo quell’oceano, ne esploriamo le sue profondità, ne scopriamo le sue rive, incontriamo le personalità trascendenti che risiedono nelle sue acque, e muoviamo le sue acque per scoprire i tesori che ci sono al suo interno. Portiamo questi tesori in superficie e costruiamo un glorioso Tempio Vani [un tempio di istruzioni], dove essi vengono adorati. Questo Tempio Vani offre rifugio e guida per aiutarci individualmente ad attraversare l’oceano di ignoranza in cui veniamo sballottati su e giù nell’esistenza materiale. Il Tempio Vani di Srila Prabhupada offrirà riparo a tutte le anime che nuotano all’infinito nell’oceano della nascita e della morte aiutandole a capire che non è nell’oceano dell’esistenza materiale che troveranno la felicità che cercano. Il Tempio Vani è costruito in vetro trasparente in modo da massimizzare la visione e l’esperienza dei suoi tesori. Queste anime comprenderanno che se s’immergono nell’oceano della misericordia che proviene dal Signore Supremo e dai suoi puri devoti, saranno in grado di nuotare nell’oceano della felicità trascendentale e saranno ispirati a riconquistare la loro posizione costituzionale di eterni servitori del Signore. La nave di Vanipedia non è limitata a pochi membri dell’equipaggio o ai passeggeri. Molte persone possono partecipare a questo viaggio, e l’offerta di collaborazione al nostro programma consente a centinaia di devoti di intraprendere questo viaggio insieme.

In uno spirito di umile servizio, possiamo collaborare tutti per eseguire la varietà di servizi necessari per avere successo nel nostro viaggio. Abbiamo chiamato questi servizi Vaniseva.

Le benedizioni di Śrīla Prabhupāda

Un’enciclopedia degli insegnamenti di Srila Prabhupada era già stata concepita dal 1977. Subhananda Dasa ricevette le benedizioni di Srila Prabhupada per intraprendere questo grande compito nel giugno 1977. I tre libri di Subhananda La predica è l’essenza, Maestro spirituale e discepolo e Sri Namamrta sono delle meravigliose guide complete su questi tre importanti temi. Noi di Vanipedia vogliamo continuare questo compito erculeo.

Vanipedia Team

(da Vanipedia.org)

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