Grande vittoria! Autoprodurre e immagazzinare energia è un diritto, lo dice il Parlamento europeo

Nei mesi scorsi l’europarlamentare Dario Tamburrano, la rete di Ecofuturo Festival e dalla associazione Giga avevano promosso una petizione su questo tema che ha raccolto quasi 28mila firme.

Ed è lo stesso Tamburrano che ne dà riscontro in un post sul sito equologia.com:

“Passaggio in plenaria della nuova direttiva rinnovabili: oltre che per il risultato raggiunto sulla geotermia inquinante siamo orgogliosi perché il Parlamento Europeo ha sancito i diritti dei produttori-consumatori di energia rinnovabile, siano essi individui o comunità. E’ un elemento finora assente nella legislazione UE (donde le vessazioni cui i piccoli produttori di rinnovabili sono stati sottoposti in Italia e non solo) … I cittadini, sanciscono gli emendamenti alla direttiva rinnovabili (dal 177 al 196) approvati mercoledì 17 a Strasburgo, hanno diritto a produrreautoconsumare e stoccare l’energia rinnovabile; hanno diritto a vendere quella in eccesso rispetto ai loro bisogni senza pagare tasse aggiuntive legate ad autoproduzione e stoccaggio. In questo caso il prezzo di vendita non deve solo equivalere a quello di mercato, ma deve anche riflettere il valore aggiunto in termini ambientali economici e sociali dell’energia prodotta in forma decentrata. Oltre che come singoli, i cittadini hanno questi stessi diritti quando decidono di associarsi nell’autoproduzione e nell’autoconsumo. In ogni caso, essi mantengono i loro diritti di consumatori.”

E non è finita qui:
“Il testo votato a Strasburgo prevede salvaguardie e procedure specifiche per i piccoli produttori, affinché non risultino svantaggiati rispetto ai colossi che sono ben più abili a navigare nei mercati. Prevede anche il divieto a modificare retroattivamente al ribasso gli incentivi eventualmente accordati, cosa che invece hanno fatto in passato l’Italia ed altri Stati UE. Insieme ai singoli cittadini, sono destinatarie di questi diritti anche le comunità per l’energia, ovvero – in base al testo votato dal Parlamento Europeo – le piccole e medie imprese o le organizzazioni senza fini di lucro che rappresentano interessi socio economici locali ed i cui membri collaborano per la generazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la fornitura di energia rinnovabile”.

Ora la direttiva rinnovabili affronta il trilogo con il Consiglio UE, l’altro co legislatore europeo, durante il quale essa assumerà la veste definitiva.

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