Giorno: 2 febbraio 2018

Beep! di Roberto Morini

Altrogiornale.org
Beep! di Roberto Morini.

Immaginare che quattro coglioni di “Beep!” (Quelli definiti nella precedente indagine giornalistica – non conclusiva – la “nuova nobiltà di ghiaccio”) potessero realizzare, senza alcun impedimento e, violando la Convenzione di Montego Bay, ciò che, con sfrontata ipocrisia, hanno definito: “Sogni”, sarebbe stato oltremodo ingenuo. Già avevo premesso su un punto che ho definito “sibillino”

Beep! di Roberto Morini
Pasquale Galasso.

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Grande vittoria! Autoprodurre e immagazzinare energia è un diritto, lo dice il Parlamento europeo

Nei mesi scorsi l’europarlamentare Dario Tamburrano, la rete di Ecofuturo Festival e dalla associazione Giga avevano promosso una petizione su questo tema che ha raccolto quasi 28mila firme.

Ed è lo stesso Tamburrano che ne dà riscontro in un post sul sito equologia.com:

“Passaggio in plenaria della nuova direttiva rinnovabili: oltre che per il risultato raggiunto sulla geotermia inquinante siamo orgogliosi perché il Parlamento Europeo ha sancito i diritti dei produttori-consumatori di energia rinnovabile, siano essi individui o comunità. E’ un elemento finora assente nella legislazione UE (donde le vessazioni cui i piccoli produttori di rinnovabili sono stati sottoposti in Italia e non solo) … I cittadini, sanciscono gli emendamenti alla direttiva rinnovabili (dal 177 al 196) approvati mercoledì 17 a Strasburgo, hanno diritto a produrreautoconsumare e stoccare l’energia rinnovabile; hanno diritto a vendere quella in eccesso rispetto ai loro bisogni senza pagare tasse aggiuntive legate ad autoproduzione e stoccaggio. In questo caso il prezzo di vendita non deve solo equivalere a quello di mercato, ma deve anche riflettere il valore aggiunto in termini ambientali economici e sociali dell’energia prodotta in forma decentrata. Oltre che come singoli, i cittadini hanno questi stessi diritti quando decidono di associarsi nell’autoproduzione e nell’autoconsumo. In ogni caso, essi mantengono i loro diritti di consumatori.”

E non è finita qui:
“Il testo votato a Strasburgo prevede salvaguardie e procedure specifiche per i piccoli produttori, affinché non risultino svantaggiati rispetto ai colossi che sono ben più abili a navigare nei mercati. Prevede anche il divieto a modificare retroattivamente al ribasso gli incentivi eventualmente accordati, cosa che invece hanno fatto in passato l’Italia ed altri Stati UE. Insieme ai singoli cittadini, sono destinatarie di questi diritti anche le comunità per l’energia, ovvero – in base al testo votato dal Parlamento Europeo – le piccole e medie imprese o le organizzazioni senza fini di lucro che rappresentano interessi socio economici locali ed i cui membri collaborano per la generazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la fornitura di energia rinnovabile”.

Ora la direttiva rinnovabili affronta il trilogo con il Consiglio UE, l’altro co legislatore europeo, durante il quale essa assumerà la veste definitiva.

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Il Manifesto di People for Planet

Ci sono giornali che ti dicono che cosa è successo ieri.
People For Planet ti racconta cosa succederà domani.

People For Planet siamo noi, quei milioni di cittadini che amano il confronto rispettoso con gli altri individui e con il nostro amato pianeta, una moltitudine di persone interessate ai temi dell’ambiente, della sostenibilità e della solidarietà.

People For Planet siamo noi: un giornale digitale ben informato e anche un sistema di connessione e cooperazione, un luogo dove si incontrano le persone che in questo momento stanno costruendo il pianeta di domani.

People For Planet è quindi anche uno strumento concreto di discussione, dal quale far nascere nuove idee, iniziative, proposte.

Quindi proponiamo:

3 leggi facili, utili e di buonsenso

Legge 1: Controllo preventivo dei contratti rivolti al pubblico, per evitare abusi

Ogni giorno ciascuno di noi firma qualche contratto già preparato da una grande azienda: quando scegliamo l’operatore telefonico o la banca, quando stipuliamo un’assicurazione…
Si chiamano “contratti per adesione”, perché non si può fare altro che aderire alla loro offerta.
A volte ci si accorge solo dopo qualche tempo che qualcuna delle clausole danneggia noi consumatori. Per far valere i nostri diritti bisogna fare causa, andare da un giudice, un procedimento lungo e costoso a cui spesso rinunciamo.
Non sarebbe più opportuno, e di buonsenso, far controllare la trasparenza di questi contratti PRIMA che vengano proposti ai consumatori?

People For Planet propone di istituire un’Autorità Indipendente Amministrativa (AIA), un gruppo di persone competenti in materia giuridica, alla quale le grandi imprese debbano sottoporre i contratti PRIMA di farli firmare.
Migliaia di potenziali cause evitate, più protezione per i consumatori.
Per approfondire clicca qui

Legge 2: Farmaci sfusi, per evitare sprechi

In Usa e in Germania si va in farmacia e si compera esattamente il numero di pasticche che il medico ha prescritto. In questo modo si evita di riempire i cassetti con medicine inutili che dopo un po’ scadono e che possono essere assunte per errore.
Non è solo una questione di sicurezza: evitando di acquistare confezioni esagerate di farmaci e utilizzando quelli sfusi, risparmieremmo non solo noi, ma anche lo Stato. Inoltre diminuirebbero i problemi nello smaltimento di prodotti che, disperdendosi nell’ambiente, contribuiscono a inquinarlo.
Uno studio curato dalla sezione giovani dell’Anaao, l’Associazione dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, quantifica in 6mila tonnellate i farmaci che gettiamo ogni anno nella spazzatura.
People For Planet propone di adottare anche in Italia la distribuzione dei farmaci sfusi.
Più salute, meno sprechi e ambiente più pulito.
Per approfondire clicca qui

Legge 3: Filtri anti microfibre, per ridurre l’inquinamento

Il mare si sta riempiendo di microfibre plastiche che si staccano dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice. Pochi sanno che ogni ciclo di lavaggio di 6 kg di capi d’abbigliamento sintetici rilascia nell’acqua fino a 700.000 microfibre di dimensioni tra 1 e 5 mm!
Molte di queste microfibre finiscono nel mare, pesci e molluschi le ingurgitano facendole entrare così nella catena alimentare. Altre finiscono anche nell’acqua che beviamo!
People For Planet propone di rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre.
Vestiti puliti e habitat marino tutelato.
Per approfondire clicca qui

Iniziamo da queste 3 leggi. Questo è solo l’inizio. Il buonsenso al potere!

 

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I primi firmatari del Manifesto di People For Planet:

Diego Albertini, Cittadino del mondo
Marco Alfieri, Giornalista
Paolo Astarita, Programmatore
Marco Bachi, Musicista
Alessandra Balduccini, Agronoma
Fabiana Barbati, Cittadina (e imprenditrice agricola)
Stefano Benni, Scrittore
Giovanni Berrino, Cittadino
Mauro Bertuzzi – Agronomo
Roberto Bogon, Responsabile Vendite
Marco Boschini, Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
Amalia Bove, CittadinAeBasta
Davide Calabria, Collaboratore Scolastico (firma per legge 1 e 3)
Gabriella Canova. Scrittrice
Simone Canova, Scrittore
Carlo Cantini, Musicista
Sergio Casiraghi, Matematico
Roberto Aseglio Castagnot, Educatore professionale
Giovanni Cavalcabue, Impiegato
Claudio Cianca, Consulente Indipendente
Clelia Ciardulli, Lavoratore nella comunita’, Istruttore di Inglese per stranieri
Raffaele Cioffi, Docente Università Parthenope
Francesca Cocco, Partner innovazione – Knowledge for Business
Maria Cristina Dalbosco, Scrittrice
Felice Del Giudice, Docente
Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli
Nino De Miceli, Psicoterapeuta
Marco de Pertis, Ingegnere
Barbara Di Feo, Imprenditrice
Michele Dotti, EducAttore
Maurizio Fauri, Docente Università Trento
Sergio Ferraris, Giornalista
Alessandro Finazzi, Cantante
Jacopo Fo, Attore
Tiziana Freti, Consulente
Carlo Gabardini, Scrittore
Massimiliano Gallo, Direttore de Il Napolista
Vincenza Gambino, Docente di scuola primari
Salvatore Giangreco, Avvocato
Daniela Giosuè, Ricercatrice Università della Tuscia
Antonio Girardo, Psicologo Analista
Peter Gomez, Giornalista
Enrico Greppi, Cantante
Caterina Labate, Impiegata
Claudio Lago
Marco Lamalfa, Impiegato
Daniele La Montagna, Ingegnere
Cristina Leonelli, Docente Università Modena Reggio Emilia
Gad Lerner, Giornalista
Daniele Luttazzi, Scrittore
Alberto Maggi, Teologo
Alessandro Silvio Maria Magistrelli, Studente
Stefania Manetti, Pediatra ACP
Andrea Maraffino, MioBio
Paolo Marazzi, Guida Alpina
Dacia Maraini, Scrittrice
Maurizio Marchetti, Tecnico tv
Neri Marcorè, Attore
Paola Mastrodonato, Persona
Edwin Matta Castillo, Programs & Policy Officer ONU
Alessio Maurizi, Giornalista Radio24
Claudia Mazzola, Docente (precaria) scuola secondaria di I grado
Luca Mercalli, Metereologo (firma per i farmaci sfusi)
Alfredo Messina, Avvocato
Flavio Mobiglia, Educatore e Musicista
Sandro Mogni, Correttore di bozze
Ingy Mubiay, Scrittrice
Giuseppe Nenna, Concept designer, presidente associazione Ditaubi
Alessandro Nutini, Musicista
Vincenzo Olivieri, Dirigente Veterinario ASL
Andrea Orlandini, Musicista
Federico Pacini, Musicista
Sergio Parini, Giornalista
Bruno Patierno, Coordinatore Gruppo Atlantide
Iacopo Patierno, Regista
Carlo Petrini, Fondatore Slow Food
Maria Paola Pozzi, Insegnante in pensione
Antonio Ricci, Autore TV
Francesco Ricci
Fabio Roggiolani, Cofondatore Ecofuturo Festival
Daghi Rondanini, Ingegnere del suono
Laura Rossetti, Cittadina
Paolo Rossi, Attore
Valerio Rossi Albertini, Fisico CNR
Giuseppe Scuderi, Essere Vivente
A.G. Saño, Street Artist
Cesare Santanera, Imprenditore
Fabio Sasso, Direttore Napolisera.it
Gea Scancarello, Giornalista
Roberto Serpieri, Docente Università Federico II
Andrea Stocchiero, Responsabile policy FOCSIV
Annalisa Tota, Docente Università Roma 3
Marco Travaglio, Direttore Il Fatto Quotidiano
Romano Ugolini, Imprenditore
Chiara Valentini, Giornalista
Salvatore Zirano, Aspirante libero cittadino

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Il Brustengo eugubino: la ricetta (facile!) di Angela Labellarte

Ingredienti per 4 persone

Farina 200 gr.
Olio extra vergine di oliva 4 cucchiai
Lievito di birra 5 gr.
Sale q.b.
Rucola 1 mazzetto
Acqua 150 ml.

N.B. Utilizzare una padella antiaderente con diametro di 18 cm.

Preparazione

In una ciotola disporre la farina, due cucchiai di olio e il sale.
In un altro contenitore sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida e versare lentamente nella farina, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Lasciar riposare per 30 minuti e successivamente aggiungere all’impasto due cucchiai di rucola tritata grossolanamente.
Mettere la padella sul fuoco, ungerla con 50 ml di olio e scaldare. Versare un mestolo abbondante di impasto, stenderlo su tutta la superficie della padella aiutandosi con un cucchiaio e una forchetta.
Far cuocere per un minuto, girare il brustengo (come se fosse una frittata), abbassare la fiamma e cuocere per un minuto dall’altro lato.
Ripetere l’operazione con l’impasto rimanente. Servire su un piatto da portata, tagliando a spicchi e aggiungendo la rucola al centro.

Tempo di preparazione: 50 minuti

Ricetta vegana: sì



















ph. Angela Prati

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Una fragola pesa cinque chili più di una mela

I livelli di anidride carbonica nell’aria sono sempre più alti e abbiamo da poco superato un nuovo record. “Ma cosa posso farci io? Ci devono pensare le amministrazioni, le industrie….  Io sono già molto attento a usare poco l’auto, non posso fare nient’altro”. Questo è solitamente il nostro commento al centesimo servizio al telegiornale sull’aumento dei gas che causano effetto serra.

Ma siamo davvero sicuri di non poter fare nulla come singoli cittadini? Il nostro pensiero va subito all’uso dell’auto, ma in realtà quasi ogni nostra azione richiede uso di energia, e per crearla si produce anidride carbonica. E non poca: stiamo parlando di chili al giorno, tonnellate all’anno, prodotti da una singola persona.

Due “profili” di cittadini

Per averne un’idea possiamo riprendere un lavoro di qualche anno fa, in cui David McCandless, giornalista inglese esperto nell’interpretazione di dati, ha messo insieme dati Unesco con quelli della Environmental Protection Agency e della Energy Information Administration Usa, componendo due profili di cittadini con “consapevolezza carbonica” diversa: uno “consapevole”, cosciente del potenziale inquinante di quasi tutte le sue attività e che regola il suo comportamento di conseguenza, e uno “disattento” alle emissioni che la serie di sue attività comporta.

L’attenzione nel cibo…

Qualche esempio: il cittadino “disattento” fa uno spuntino con le fragole fuori stagione, quindi importate o cresciute artificialmente, e di conseguenza libera nell’atmosfera 5,75 kg di anidride carbonica. Il suo omologo “consapevole” ha scelto una mela, e ne emette solo 0,5. Sappiamo tutti che è meglio la frutta di stagione, ma potevamo immaginare che tra una fragola e una mela ci fosse una differenza di più di 5 kg di inquinanti?

… nell’uso degli elettrodomestici

Quando fa il bucato, il cittadino “disattento” regola la lavatrice a 90 gradi (1 kg di Co2 emessa) e poi mette i panni nell’asciugatrice, che produce 2,4 kg di Co2. Il suo concittadino “attento” ha fatto la lavatrice a 60 gradi, una differenza di 30 gradi che permette di produrre solo 0,5 kg di Co2. Per asciugare i panni, li ha stesi fuori: emissioni zero. Solo l’attività del bucato comporta quindi una differenza di emissioni di quasi 3 kg tra il cittadino “disattento” e quello “consapevole”.
La lavastoviglie del cittadino “disattento” è in classe di consumo D: consuma più elettricità della lavastoviglie del cittadino “consapevole”, che è in classe A. Per produrre elettricità si immette Co2 in atmosfera. Alla fine si può calcolare che la lavastoviglie del “disattento” ha prodotto 1 kg di Co2 e quella del “consapevole” solo mezzo.
Il cittadino “disattento” ha dimenticato acceso il pc di notte, che ha consumato elettricità e quindi 0,8 kg di Co2. Ha anche lasciato il televisore in standby (0,05 kg di Co2 prodotta) e il caricabatterie inserito nella presa (0,19 kg di Co2). Il cittadino “consapevole” è meno smemorato e ha staccato tutto: di nuovo emissioni zero.

… e nell’utilizzo dell’acqua

I due cittadini fanno la doccia, ma il cittadino “disattento” ha una vecchia doccia, mentre il cittadino “consapevole” ha montato un soffione a risparmio idrico: la prima consuma più acqua e quindi causa la produzione di 2,8 kg di Co2, la seconda solo 1,3 kg.

Quanto pesano questi comportamenti?

Si tratta di esempi di comportamenti-tipo che, quando si aggiungono ad altri, come la scelta di usare o meno l’auto per recarsi al lavoro, mostrano che il cittadino “disattento” produce al giorno più di 38 kg di anidride carbonica, mentre quello consapevole ne produce solo 16 kg. Moltiplicato per un anno, si tratta di circa 14 tonnellate di anidride carbonica emessa in atmosfera grazie a comportamenti “disattenti”, contro le 6 tonnellate emesse dal cittadino che si comporta consapevolmente. Una differenza di 8 tonnellate all’anno.

Tutti noi conoscevamo questi buoni comportamenti, ma sapevamo che “pesavano” ben 8 tonnellate? Un peso per l’ambiente, la salute ma anche per il portafoglio. Insomma, finito di leggere questo articolo, alzatevi a andate staccare quel caricabatterie che giace nella presa da questa estate.

Fonti:

David McCandless, “Information is beautiful”, edizioni BURextra, 2011
Unesco: http://www.unesco.org;
United States Environmental Protection Agency: https://www.epa.gov;
U.S. Energy Information Administration: https://www.eia.gov

 

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