La nuova vita, la svolta e le prospettive di Villa Vrindavana

Dagli anni ’70 maggiore sede in Italia degli Hare Krishna, adesso si apre ancora di più alla comunità chiantigiana

SANT’ANDREA IN PERCUSSINA (SAN CASCIANO) – Non solo vino, olio, paesaggi tipici chiantigiani, magari un bel pranzo da gustare all’Albergaccio di Sant’Andrea in Percussina, dove visse Niccolò Machiavelli.

Il nostro Chianti fiorentino propone anche esperienze di tutt’altro genere. E, anche queste, pur lontane da molte consuetudini “locali”, con una tradizione territoriale ormai ancorata nei decenni.

Stiamo parlando di Villa Vrindavana, conosciuta (in particolare dai sancascianesi) come “la villa degli Hare Krishna”. Una presenza assidua e discreta da quasi 50 anni nella nostra comunità.

Siamo infatti negli anni Settanta quando la ISKCON (Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna) acquisisce Villa Fenzi, ribattezzata Villa Vrindavana, edificio cinquecentesco lungo via degli Scopeti, poco fuori Sant’Andrea in Percussina.

La Villa diventa la principale sede degli Hare Krishna in Italia. Sono soprattutto gli anni Ottanta a vedere anche per le strade dei paesi chiantigiani file di fedeli intenti a recitare il mantra (Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare / Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare), regalare dolcetti, vendere libri.

Il movimento in poco tempo si diffonde in tutta Italia e vengono aperti altri importanti centri a Vicenza e nelle vicinanze di Bergamo, ai quali si aggiungono molti centri minori. Strutture più grandi, come Villa Vrindavana puntano ad uno sviluppo agricolo autosufficiente ed eco-compatibile.

Luogo conosciuto da molti sancascianesi e chiantigiani, spesso però poco visitato e frequentato. Oggi Villa Vrindavana si struttura per creare e offrire un luogo spirituale, dove le persone possano ritemprarsi in un ambiente ideale per le pratiche dello yoga e della spiritualità.

Si è pensato di destinare gli ampi saloni a conferenze, seminari, stages e workshops, mentre gli alloggi, molto semplici, puliti e curati, offrono accoglienza ad ospiti e residenti. Il cibo è rigorosamente vegetariano e viene cucinato con devozione.

Abbiamo visitato Villa Vrindavana in una tiepida mattina di sole: la straordinaria cornice verde dei giardini e dei boschi in cui è immersa la Villa, che vanta una tenuta di ottantacinque ettari, garantisce i presupposti per passeggiate rilassanti e induce naturalmente alla meditazione.

I valori che gli Hare Krishna propongono sono tradizionalmente il vegetarianismo, la meditazione, il karma, la reincarnazione, la medicina olistica e negli anni sono divenuti un riferimento importante della cultura spirituale globale.

Nel 2015 è stato inaugurata la Galleria d’Arte MOSA (Museum of sacred Art) uno spazio artistico del tutto unico nel suo genere in Italia.

La galleria espone enormi e suggestive opere d’arte che hanno per tema soggetti sacri e devozionali dell’antica India e dei suoi poemi epici.

All’interno, tra le altre, ospita opere di grandi dimensioni dell’artista italiano contemporaneo Giampaolo Tomassetti e lavori di artisti internazionali.

Lo stile è vario e rispecchia le diverse tradizioni artistiche delle grandi regioni dell’India (Karnataka, Tamil Nadu, Rajasthan, Orissan, Kerala e Tanjore). La collezione comprende anche sculture originali provenienti da luoghi diversi dell’Oriente.

In questi giorni partirà il progetto Villa Vrindavana Experience, che consiste nel creare un percorso esperienziale all’interno dell’oasi spirituale. Ancora più aperta alla comunità che la circonda: con l’obbiettivo di creare un’esperienza indimenticabile per persone e gruppi che verranno coinvolti su varie aree di interesse. Museale, culinaria, di contatto con natura e animali, musica, danza e arte.

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