Sbriciola, la trituravetro!

C’era la coda di persone che prendevano una bottiglia di vetro, la inserivano nella macchina e con evidente soddisfazione ascoltavano il rumore provocato dalla triturazione.

Non posso nascondere di averlo fatto anche io, non ho resistito, e per ben due volte.

Il funzionamento di Sbriciola 3.0 è semplicissimo: si inserisce la bottiglia o il vasetto nell’apposita fessura, una trituratrice sbriciola il vetro rendendolo meno ingombrante, più facile da gestire e più semplice da trasportare. Il vetro triturato viene versato in un secchio. Il tutto in una macchina dal ridotto ingombro: 60x60x150 cm, che può trovare facilmente posto nei locali, ristoranti, alberghi.

Un computer interno conta il numero di bottiglie inserite e il peso, e controlla la presenza del secchio e se è pieno. E’ inoltre presente un sensore che, in caso di necessità, blocca l’inserimento delle bottiglie.

Sbriciola è distribuita dalla Young Ecology Society S.r.l., azienda con sede a Napoli, che si occupa anche di ritirare i secchi pieni e avviarli al riciclo. Ogni secchio può contenere fino a cento bottiglie sbriciolate.

Non ci hanno svelato purtroppo il costo del macchinario e del servizio di raccolta ma la tecnologia è molto interessante.

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L’Atlante è circolare

Sono alcuni esempi delle oltre cento storie virtuose che fanno parte dell’Atlante Italiano dell’Economia Circolare. Lo potete vedere sul sito EconomiaCircolare.com.

Si tratta di una mappa interattiva legata a un database che consente di identificare e conoscere le realtà che già oggi operano, nel nostro Paese, all’interno del contesto dell’economia circolare. Il progetto è promosso da Ecodom, il Consorzio italiano per il recupero dei RAEE (acronimo per Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e dal Centro di documentazione sui conflitti ambientali in Italia, che proprio sui conflitti ambientali ha un sito web analogo. Ma mentre quest’ultimo è dedicato ai problemi, l’Atlante italiano dell’economia circolare si occupa delle soluzioni. E al suo interno ne ha parecchie.

La piattaforma web dell’atlante vuole essere uno strumento di informazione per mettere in rete cittadini, imprese e realtà associative e connetterle in un campo dove la conoscenza è essenziale per lo sviluppo di questa nuova economia. C’è la possibilità, da parte degli utenti, d’inserire nuove realtà in modo da far ricorso all’intelligenza collettiva della rete, per incrementare dal basso la conoscenza.

I creatori dell’Atlante hanno predisposto una griglia di circolarità che “filtra” le esperienze secondo dieci “dimensioni”, sette di circolarità e tre di sostenibilità ambientale e sociale, e 57 indicatori specifici, per fare in modo che le realtà presenti sull’Atlante siano sul serio circolari, ed evitare così le realtà che fanno del mero marketing ambientale solo per motivi commerciali. Ogni esperienza, infatti, viene valutata attraverso indicatori che tengono conto di tutte le fasi del processo produttivo, partendo dalle materie prime e dal design e finendo con la creazione di valore sociale e territoriale. All’Atlante è associato anche un concorso giornalistico annuale, diviso in quattro categorie di prodotti informativi, con una diversa forma espressiva: scrittura, video, audio e fotografia.


Foto di Armando Tondo –  Edizione di “Fa la cosa giusta!” tenutasi a Bastia Umbra a Ottobre 2017.

Lampade a led montate su costruzioni in legno riciclato per oggetti d’arredo per la casa e l’ufficio

 

 

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Come si mantiene in forma Josè Altafini?

Leggi su 3GoodNews l’intervista di Cristina Merlino

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