Mayapur 9 febbraio 2018 – Lezione di SB di Rukmini devi dasi (prima parte)

Rukmini devi dasi

svasty astu visvasya khalah prasidatam

dhyayantu bhutani sivam mitho dhiya

manas ca bhadram bhajatad adhoksaje

avesyatam na matir apy ahaituki

Che tutto l’universo possa conoscere la fortuna e tutte le persone invidiose possano essere placate! Che tutti gli esseri viventi trovino la pace praticando il bhakti-yoga, perché adottando il servizio di devozione penseranno al loro bene reciproco! Impegniamoci dunque tutti nel servizio della trascendenza suprema, Sri Krishna, e che i nostri pensieri rimangano costantemente assorti nella Sua Persona.

(Srimad-Bhagavatam 5.18.9)

Molte grazie a tutti voi, voglio prima di tutto ringraziare tutti i devoti di Mayapur per il meraviglioso Chakra che è stato appena installato [sul tempio in costruzione], per tutti i corsi e i programmi educativi che si svolgono qui a Mayapur. Per me è veramente emozionante essere qui.

Mi trovavo a Mayapur nel 1972 e nel 1974. Eravamo nel Bhajan Kutir di Srila Prabhupada, c’erano solo dei campi di riso, non c’era nulla, e Srila Prabhupada si mise a piangere perché i devoti non avevano nemmeno del latte da bere. Provate solo ad immaginare la sua compassione… e per me essere qui adesso è veramente qualcosa di incredibile, dovuto a tutto quello che avete fatto.

Sono presenti molti devoti elevati in questo momento nel tempio e io cercherò di dire alcune parole in glorificazione dello Shrimad-Bhagavatam. Chiedo le vostre benedizioni, che io possa, con il mio piccolo becco, cercare di raccogliere alcune gocce di questo oceano e offrirle a Srila Prabhupada. Vi ringrazio veramente molto.

Negli incontri della ISKCON Leadership Sanga stanno discutendo delle qualità che deve avere un leader e io ho pensato di parlare della prima, ovvero che un leader per mantenere la sua purezza deve avere cultura e valori. Ho notato che questo verso di Prahlad Maharaj è molto appropriato. Tutti noi abbiamo bisogno di modelli come Prahlad Maharaj e Srila Prabhupada. Prahlad Maharaj è una delle grandi figure dello Shrimad-Bhagavatam, non è una delle tante figure del Bhagavatam, è un grande acarya. A Montreal, quando ho incontrato per la prima volte Srila Prabhupada, lui stava leggendo la storia di Prahlad Maharaj e anche al Signore Caitanya piaceva molto ascoltare di Prahlad Maharaj. Lui prega che tutte le persone invidiose possano diventare pacifiche praticando il bhakti yoga.

Questa saggezza confidenziale è descritta anche nella Bhagavad-gita:

Questa conoscenza confidenziale non dovrà essere rivelata … a coloro che sono invidiosi di Me.

[Bhagavad-gita 18.67]

e anche nel Primo Canto dove è spiegato che lo Shrimad-Bhagavatam disapprova tutte le religioni ingannevoli. Ma Prahlad Maharaj fa un intervento, un’intercessione. Con la sua preghiera intercede per noi e ci mostra come andare oltre il concetto di amici e nemici, di chi è degno e di chi non è degno, proprio come i membri del Panca Tattva che davano a tutti la coscienza di Krishna senza considerare chi ne era degno e chi non ne era degno.

Senza la misericordia, senza l’intercessione di persone come Srila Prabhupada e Prahlad Maharaj, noi non potremmo avere accesso alla bhakti ….

Dunque il vaisnava è fatto per soddisfare i desideri di ognuno e per volere il bene di tutti gli abitanti dell’universo. È così bello! Il vaisnava non prega solo per se stesso, ma per il benessere di tutto l’universo. Prega che le persone invidiose possano essere pacificate. Questo è un ideale così esemplare da praticare. Il bhakti yogi pensa alla felicità degli altri.

È detto che i Sei Gosvami di Vrindavana erano amati da tutti, erano amati dalle persone oneste e dai briganti. Loro vedevano oltre le differenze esteriori e incoraggiavano tutti. Non era un “amore” che giudicava. Un vero leader, come Srila Prabhupada, come Prahlad Maharaj e come i Goswami incoraggiano tutti.

Di recente ho sentito una storia riguardo un discepolo di Srila Prabhupada che aveva un cane. Un brahmacari gentilmente gli ha chiesto: “Tu sei un discepolo di Srila Prabhupada, come mai hai un cane?” E lui con enfasi gli ha risposto:

Perché nella mia vita ho bisogno di almeno una persona che mi voglia bene senza giudicarmi, almeno una persona che mi ami così come sono.

….come è triste che il nostro giudicare gli altri sia così pesante, che un discepolo di Srila Prabhupada debba avere un cane per poter avere un po’ di affetto perché, a quanto pare, non riesce a trovarlo nella comunità dei vaisnava. Non riesce a trovare qualcuno che gli voglia bene senza giudicarlo.

A un livello inferiore di realizzazione esiste la competizione, la rivalità, il giudicare, ma un leader con una vision ampia come Srila Prabhupada proponeva di costruire una società senza competizione e con Dio al centro.

Come è detto nella spiegazione:

Se il movimento per la coscienza di Krishna si espande, … la mentalità degli invidiosi cambierà.

Il fatto di amare senza giudicare comincia con noi stessi. Prahlad Maharaj è il nostro guru, Srila Prabhupada è il nostro guru che prega per il benessere di ogni essere vivente.

Nella Caitanya Caritamrita il Signore Caitanya dice a Vasudeva Datta, al suo amato Vasudeva Datta: “Tu sei l’incarnazione di Prahlad Maharaj.” Infatti, lui andò da Caitanya Mahaprabhu e gli disse:

Che io possa soffrire eternamente e prendere su di me i peccati di tutti gli esseri viventi! Ti prego, metti una fine alla loro vita condizionata e dai loro la Tua misericordia.

Questa è la compassione e l’attitudine di un leader e, dovuto a questa sua preghiera, il Signore Caitanya disse ai devoti:

Io sono suo, io appartengo a Vasudeva Datta, lui può fare tutto quello che vuole di Me, Io sono suo.

Questo è il carattere di un vero devoto, di un vero leader, un leader deve essere radioso, tutti, sia le persone oneste che le persone disoneste, sono colpite dal carattere luminoso di un vaisnava.

Srila Prabhupada aveva la stessa attitudine di Prahlad Maharaj e di Vasudeva Datta. Quando, solo, si trovava nel porto di Boston, ha interceduto e ha pregato sottolineando:

Le persone sono coperte dalla passione e da tanta ignoranza, come riuscirò, io, a far capire loro la coscienza di Krishna?

Implorò Krishna come un mendicante, pregò Krishna di darci la sua misericordia, e che noi, quelle persone invidiose, potessimo essere in grado di avere accesso, di capire [gli argomenti spirituali].

Srila Prabhupada aveva tre volumi dello Shrimad-Bhagavatam, ma non c’era nessun pubblico e dunque egli pregò di trovare delle persone che potessero ascoltare il suo messaggio. Così, per sua intercessione e per la sua misericordia, noi siamo stati salvati da un numero incalcolabile di nascite e di morti; è lui che ci ha dato accesso alla meravigliosa via del bhakti yoga.

Vi racconto un’altra storia che riguarda ancora Boston e dimostra come il carattere di un devoto dovrebbe essere luminoso e ispirante. Durante un harinam, una persona si avvicinò al devoto che guidava il canto e iniziò a prenderlo a pugni. Arrivò la polizia e lo arrestò, e durante il processo, quella persona disse al giudice che lui era stato attaccato da quelle strane persone, i devoti, e per salvarsi la vita aveva dovuto reagire e difendersi. Il giudice guardò allora l’accusatore, poi guardò il devoto e vide la sua attitudine e la sua gentilezza, allora alzò la testa verso il cielo, aprì le braccie e disse:

Ma come è possibile che questa persona che così gentile, così buona ti abbia fatto del male?

Il carattere di un devoto deve essere luminoso. Non dobbiamo essere visti come delle persone che sono subito pronte a litigare, sempre pronte a criticare e sempre pronte a giudicare i devoti e anche gli altri. Questa è una consapevolezza molto elevata. Il devoto elevato, il leader illuminato vede il Signore e vede l’essenza, la sostanza, distinta dall’ombra delle cose. Vede che tutto ciò che emana dal Signore è composto da differenti forme di energia e comprende il potere di trasformazione del servizio di devozione e di ascoltare a riguardo di Krishna.

Nel 1972 a Vrindavana, Srila Prabhupada stava dando delle lezioni sul Nettare della Devozione e in una di queste lezioni spiegava con molta enfasi che a Vrindavana ci sono tante persone elevate, ma non hanno gusto per la Krishna katha, e dunque queste persone non sono riuscite a trasmettere il gusto per la Krishna katha a nessuno. Non è colpa delle persone, la responsabilità è di queste predicatori. E [Srila Prabhupada] disse che se non proviamo del gusto, allora la “mostra” di predica che facciamo è solo un’imitazione e non avrà effetto. Sono delle parole molto potenti.

A volte i leader, nell’ISKCON, pensano in termini di “mio progetto”, in termini di “mio gruppo”, “io” e “gli altri”, il “mio uomo”, “lui non è dei miei”, e pensano con pregiudizio, chi “mi va bene” e chi “non mi va bene” per accettarlo nel “mio gruppo”. Ma se leggiamo la Caitanya Caritamrita, vediamo che tutti i discepoli di così tanti guru servivano insieme e tutti danzavano insieme in estasi. Tutti cantavano, danzavano e adoravano Krishna tutti insieme, senza un’attitudine settaria e senza pregiudizi.

Voglio raccontarvi una storia molto bella di una devote semplice che si chiamava Bhumi devi, e sua figlia è ora qui con noi a Mayapur, è Krishnanandini devi dasi.

Bhumi devi, che ora è deceduta, era una persona semplice e non molto ricca; era cristiana e molto devota. Viveva a Cleveland, nell’Ohio. Un giorno ricevette la Bhagavad-Gita di Srila Prabhupada e grazie alla sua forza spirituale comprese che quella era la perfetta verità. Decise dunque che sarebbe diventata devota. Tornò a casa (lei aveva numerosi figli), rasò loro il capo e mise a ognuno un tilak improvvisato e tutti cercarono di diventare devoti. Ma il presidente del tempio non la pensava allo stesso modo e aveva dei pregiudizi:

No, non potete stare al tempio, solo chi è iniziato può avere la testa rasata e il tilak.

Non li fece rimanere al tempio. Cosa fare? Bhumi devi aveva molta fede, mise tutti i suoi figli su un’auto e decise di partire, ma non sapeva bene dove avrebbe potuto andare e si mise a pregare intensamente Krishna:

Non sappiamo dove andare, vogliamo solo diventare Tuoi devoti.

Pregarono e decisero di andare a Dallas, nel Texas. Dopo numerose peripezie arrivarono a Dallas, ma nel frattempo il presidente del tempio di Cleveland aveva telefonato a tutti i templi per informare i devoti che sarebbero arrivate delle persone da Cleveland che non dovevano ospitare perché erano delle piantagrane. Lui pensava in modo settario e limitato. Perciò, quando arrivarono a Dallas, il presidente del tempio era già stato informato su di loro, ma Bhumi devi disse:

Abbiamo viaggiato da Cleveland e non sappiamo dove andare. Abbiamo anche dei bambini e mia figlia aspetta un bambino, per favore lasciaci rimanere!

Allora il presidente del tempio disse:

Va bene, ma potete stare solo per stanotte perché domani arriverà Srila Prabhupada.

A questo punto, Bhumi Devi rimase molto sorpresa e capì che tutto sarebbe andato bene perché Srila Prabhupada sarebbe arrivato il giorno seguente.

Il loro caso venne portato a Srila Prabhupada e Bhumi devi era fuori dalla porta ad aspettare. Srila Prabhupada disse ai devoti:

Ogni volta che vedo anche una piccola scintilla di coscienza di Krishna, io cerco di alimentarla.

e… il giorno seguente vennero tutti iniziati! Srila Prabhupada diede loro l’iniziazione.

Anni dopo, Krishnanandini incontrò di nuovo il presidente del tempio di Cleveland e lui le chiese scusa:

Ti prego perdonami, non avrei dovuto comportarmi così.

Ma lei gli rispose:

Non chiedere scusa, se tu non avessi fatto così, noi non avremmo mai incontrato Srila Prabhupada.

(continua)

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